Messina, i risultati dell'autopsia sul corpo di Daniela Zinnanti confermano la violenza del femminicidio

di Luca Mastinu pubblicato:
3 min
Messina, i risultati dell'autopsia sul corpo di Daniela Zinnanti confermano la violenza del femminicidio
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Il deposito dei risultati dell'autopsia effettuata sul corpo di Daniela Zinnanti ha confermato la particolare ferocia dell'aggressione avvenuta a Messina. Il femminicidio, consumatosi nell'appartamento della vittima in via Lombardia, ha scosso l'opinione pubblica per la dinamica emersa dagli accertamenti medico-legali. La donna è stata raggiunta da numerose coltellate al termine di una lite con l'ex compagno, che ha poi ammesso le proprie responsabilità.

La confessione di Santino Bonfiglio e la violazione dei domiciliari

Dalle indagini coordinate dalla Procura è emersa la piena confessione di Santino Bonfiglio. Il 67enne ha spiegato al gip e al pubblico ministero di essersi recato nell'abitazione della vittima per discutere dell'ultima denuncia per maltrattamenti presentata dalla donna. Bonfiglio, che si trovava agli arresti domiciliari proprio a causa dell'esposto, è riuscito a raggiungere l'ex compagna poiché il braccialetto elettronico, sebbene disposto dal giudice, non era disponibile al momento dell'applicazione della misura.

Secondo la versione fornita dal reo confesso l'incontro avrebbe dovuto avere un intento chiarificatore riguardo alla denuncia che lui riteneva ingiusta, ma la situazione è rapidamente degenerata. Nonostante l'ammissione del delitto, l'indagato continua a respingere le accuse relative ai precedenti maltrattamenti. Il suo legale, l'avvocato Oleg Traclò, ha ribadito che il suo assistito nega fermamente le condotte vessatorie pregresse, nonostante il quadro indiziario che aveva portato alla restrizione della sua libertà.

I dettagli dell'autopsia: 30 coltellate e il tentativo di difesa

L'esame autoptico, fondamentale per definire l'esatta dinamica del femminicidio, ha rivelato che Daniela Zinnanti è stata raggiunta da circa trenta coltellate. I medici legali hanno riscontrato che l'attacco è stato caratterizzato da un'estrema violenza: la vittima sarebbe stata tramortita prima di essere uccisa. Questo dettaglio, emerso dai primi rilievi tecnici, aggrava la posizione di Bonfiglio.

Nonostante il trauma subito nella fase iniziale dell'aggressione Daniela Zinnanti avrebb provato a difendersi. Sul cadavere sono stati infatti rinvenuti segni inequivocabili di un disperato tentativo di protezione: la vittima ha cercato di parare i fendenti con le mani e con le braccia. Il corpo è stato rinvenuto martedì 10 marzo dalla figlia che si era recata nell'appartamento preoccupata per il silenzio della madre. La scena che si è presentata agli inquirenti e alla Polizia Scientifica ha confermato immediatamente la natura violenta del decesso, portando subito le indagini verso la cerchia ristretta dei conoscenti della vittima.

Il dramma di via Lombardia e i precedenti allarmi nel quartiere

La tragedia di via Lombardia viene descritta dai familiari come un evento che si sarebbe potuto evitare. Roberto Zinnanti, fratello della vittima, ha definito l'accaduto come un "femminicidio annunciato", sottolineando la serie di segnali e denunce che avevano preceduto l'epilogo mortale. Anche i residenti dello stabile hanno confermato un clima di costante tensione, riferendo di aver udito spesso grida e liti violente provenire dall'abitazione della donna. In passato le forze dell'ordine erano intervenute più volte su segnalazione dei vicini per sedare i conflitti tra i due ex compagni.

In un'occasione precedente al delitto Daniela Zinnanti era stata trasportata in ospedale in ambulanza a seguito di un'aggressione subita. L'attenzione degli inquirenti resta ora focalizzata anche sulle falle nel sistema di monitoraggio, dato che l'uomo ha potuto allontanarsi dal proprio domicilio senza che venisse lanciato alcun allarme. L'immobile rimane sotto sequestro per permettere il completamento dei rilievi scientifici necessari a ricostruire ogni istante di quella che è diventata l'ennesima tragedia legata alla violenza di genere nella città dello Stretto.

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