Femminicidio di Daniela Zinnanti a Messina, la confessione di Santino Bonfiglio: "Abbiamo litigato"
pubblicato:Bonfiglio avrebbe voluto un chiarimento sull'ultima denuncia presenta da Daniela Zinnanti. Poi sarebbe scoppiata una lite

Voleva discutere con Daniela Zinnanti sull'ultima denuncia che la donna aveva presentato per maltrattamenti. È ciò che emerge dalla confessione di Santino Bonfiglio, il 67enne reo confesso del femminicidio dell'ex compagna a Messina.
Bonfiglio, ricordiamo, ha violato la misura cautelare degli arresti domiciliari disposti dal gip di Palermo proprio per l'ultima denuncia presentata dalla donna. Per lui era stato disposto anche il braccialetto elettronico, ma nel momento della decisione il dispositivo non era disponibile. Daniela Zinnanti è stata uccisa nella sua abitazione con decine di coltellate.
La confessione di Santino Bonfiglio dal carcere di Messina
Ansa riporta un estratto della confessione resa da Santino Bonfiglio dopo l'arresto. "Sono andato a casa di Daniela perché mi aveva denunciato e volevo discutere delle cose che aveva riferito. Poi abbiamo litigato", avrebbe detto il 67enne al gip Alessia Smedile e al pm Roberta La Speme al carcere Gazzi di Messina.
Bonfiglio, assistito dal legale Oleg Traclò che in condifesa ha nominato il collega Antonino Giacobello, ha spiegato che in realtà non avrebbe avuto intenzione di uccidere la donna. Secondo la sua versione quella visita sarebbe stata un incontro chiarificatore sull'ultima denuncia presentata dalla donna, che l'uomo riteneva ingiusta perché respingeva le accuse di maltrattamenti.
L'avvocato del reo confesso: "Il mio assistito nega i maltrattamenti"
L'avvocato Oleg Traclò, intervistato da La Gazzetta del Sud, ha riferito che il suo assistito "oggi così come nel primo interrogatorio si è professato innocente, respingendo l'addebito mossogli", ovvero quello dei maltrattamenti per i quali Daniela Zinnanti lo aveva denunciato e per i quali il gip aveva disposto gli arresti domiciliari.
Il legale sta "raccogliendo testimonianze in ordine all'accertamento della eventuale responsabilità penale" e il 67enne, ribadisce Traclò, anche dopo la confessione del femminicidio continua a professarsi innocente in merito ai maltrattamenti.
Il femminicidio di Daniela Zinnanti, una vicina: "Venivano spesso i carabinieri"
Martedì 10 marzo il cadavere di Daniela Zinnanti è stato trovato nel suo appartamento, in via Lombardia, dalla figlia. Per il fratello della vittima, Roberto Zinnanti, è stato un "femminicidio annunciato". Ansa ha raccolto la testimonianza di una vicina.
"Abbiamo sentito più volte liti tra i due e Daniela che gridava e abbiamo notato più volte intervenire polizia e carabinieri", ha riferito, e ha aggiunto: "Una volta è venuta anche un'ambulanza e la signora è stata portata in ospedale. Ci siamo resi conto che era una situazione diventata impossibile e più di una volta lei ha rischiato veramente la vita".
Ansa riporta che da fonti della polizia emerge che nel 2025, solamente un mese dopo l'inizio della relazione, la donna sarebbe stata percossa e per Bonfiglio era stato disposto il divieto di avvicinamento, poi la donna avrebbe ritirato la querela. Una seconda denuncia - o meglio, un esposto - era stato presentato il 6 febbraio dell'anno corrente, e proprio da questa richiesta di intervento il gip aveva disposto gli arresti domiciliari e il braccialetto elettronico per Bonfiglio.
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