A Messina un altro femminicidio, Daniela Zinnanti uccisa a coltellate in casa: fermato l'ex compagno

di Luca Mastinu pubblicato:
4 min

Un anno dopo la morte di Sara Campanella, Messina piange un altro femminicidio: Daniela Zinnanti è stata uccisa a coltellate dall'ex compagno

A Messina un altro femminicidio, Daniela Zinnanti uccisa a coltellate in casa: fermato l'ex compagno
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Un altro femminicidio. A Messina una donna di 50 anni, Daniela Zinnanti, è stata uccisa a coltellate nella sua abitazione di via Lombardia. I fatti risalgono alla sera di martedì 10 marzo, quando la figlia della vittima è rientrata a casa e ha trovato il corpo della madre riverso sul pavimento in una pozza di sangue.

Nel corso della notte la polizia, dopo un lungo interrogatorio, ha arrestato l'ex compagno Santino Bonfiglio. L'uomo, 67 anni, indossava il braccialetto elettronico e avrebbe violato gli arresti domiciliari.

Un altro femminicidio a Messina

Alcune informazioni sono ancora in divenire. Secondo la stampa locale - Tempo Stretto e Messina Today - un uomo di 67 anni, Santino Bonfiglio, è stato arrestato nella notte tra martedì 10 marzo e mercoledì 11 dopo un lungo interrogatorio in Questura davanti alla Squadra Mobile in presenza del suo avvocato.

Bonfiglio, scrive Repubblica, avrebbe confessato di aver ucciso la ex compagnia Daniela Zinnanti, 50 anni, nell'appartamento della donna in via Lombardia tra i quartieri Provinciale e Lombardo, non lontano dalla chiesa di San Giacomo.

L'uomo avrebbe violato gli arresti domiciliari che stava scontando per reati contro la persona ed era provvisto di braccialetto elettronico.

Daniela Zinnanti è stata uccisa in casa

Secondo una prima ricostruzione Bonfiglio si sarebbe presentato in casa di Daniela Zinnanti per parlarle, ma la donna lo avrebbe respinto. Quindi il 67enne avrebbe afferrato una lama - presumibilmente un coltello da cucina - e avrebbe colpito la ex compagna con decine di coltellate. Poi si sarebbe allontanato dall'appartamento.

A fare la tragica scoperta sarebbe stata la figlia, che avrebbe trovato la madre sul pavimento in un lago di sangue. La giovane avrebbe accusato un malore e sarebbe stata accompagnata all'ospedale. Sul luogo del femminicidio è subito intervenuta la polizia con gli uomini della Scientifica, che hanno ispezionato l'abitazione.

Gli agenti hanno passato al setaccio le immagini dei circuiti di videosorveglianza, stringendo il cerchio intorno all'ex compagno di Daniela Zinnanti. La polizia ha inoltre recuperato l'arma del delitto che l'assassino aveva abbandonato accanto a un cassonetto in un punto non lontano dall'appartamento della donna.

Quella denuncia ritirata

Ansa riporta che circa un mese prima del femminicidio Bonfiglio avrebbe picchiato la 50enne che era stata costretta a ricorrere alle cure mediche. La donna aveva inoltre presentato una denuncia contro l'uomo, per poi ritirarla poco dopo.

Le indagini sono coordinate dal procuratore di Messina, Antonio d'Amato. Stando alle testimonianze raccolte, scrive Repubblica, spesso Daniela e Santino sarebbero stati visti e sentiti litigare. Fino al tragico epilogo, quando l'uomo pur di vedere la donna ha violato le restrizioni.

Un'altra vittima dopo Sara Campanella

Il 31 marzo 2025 la 22enne Sara Campanella stava uscendo dal Policlinico di Messina dopo aver seguito una lezione. Da tempo era tallonata da Stefano Argentino, un collega di 27 anni ossessionato da lei. A più riprese la ragazza aveva respinto le sue attenzioni, allarmata anche dal fatto che il giovane spesso la seguiva con il pretesto di volerle parlare. Ciò era documentato in una registrazione effettuata dalla stessa Campanella, in un'occasione in cui lo studente l'aveva pedinata.

Mentre Sara percorreva viale Gazzi, a poche centinaia di metri dallo stadio, aveva notato la presenza di Argentino alle sue spalle. La ragazza aveva fatto in tempo ad avvertire le amiche con un messaggio vocale: "Sono con il malato che mi segue". Il 27enne l'aveva raggiunta e, come avrebbero poi testimoniato le videocamere di sorveglianza, l'aveva affiancata all'altezza di un distributore di benzina.

Poi l'aveva afferrata e aveva estratto un taglierino. La ragazza era stata colpita con diversi fendenti nei pressi di una fermata del trasporto pubblico, davanti a testimoni, e lasciata sul marciapiede agonizzante. Argentino si era dato alla fuga ed era stato arrestato alcune ore dopo. L'aveva uccisa per i continui rifiuti.

Il 6 agosto 2025 l'ennesima tragedia: Stefano Argentino si è suicidato nel carcere di Gazzi.

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