Pamela Genini, parla Gualtiero Nicolini di Scarpetta Rossa: "Dolci mi chiamava 5 volte al giorno", il motivo

di Luca Mastinu pubblicato:
3 min

Francesco Dolci aveva interrotto un percorso psicoterapeutico offerto dall'associazione Scarpetta Rossa ed era stato indirizzato a uno psichiatra di Bergamo

Pamela Genini, parla Gualtiero Nicolini di Scarpetta Rossa: "Dolci mi chiamava 5 volte al giorno", il motivo

Tra le persone ascoltate in SIT (Sommarie Informazioni Testimoniali) sul femminicidio di Pamela Genini ma soprattutto nel contesto delle indagini sulla profanazione della tomba della 29enne c'è anche un referente dell'associazione Scarpetta Rossa, che da 12 anni aiuta le donne vittime di violenza. Gualtiero Nicolini, questo il suo nome, è stato convocato presso il comando provinciale di Bergamo e ha riferito della sua conoscenza con Francesco Dolci, l'ex fidanzato della vittima.

Il referente di Scarpetta Rossa parla di Francesco Dolci

Gualtiero Nicolini è stato ascoltato nel pomeriggio di sabato 2 maggio. Il referente di Scarpetta Rossa è entrato in contatto con Francesco Dolci su consiglio di Elisa Bartolotti, amica di Pamela Genini, che si era rivolta all'associazione dopo il femminicidio della 29enne. Bartolotti aveva chiesto a Scarpetta Rossa di assistere anche Dolci, decisamente provato e scosso per il femminicidio dell'ex fidanzata.

"Lo abbiamo introdotto in un percorso di psicoterapia", ha riferito Nicolini a Fanpage, e in una prima fase Dolci "si è dimostrato disponibile, poi se ne è distaccato". Il Corriere della Sera riferisce che questo distacco sarebbe avvenuto nel mese di gennaio, quando l'associazione gli avrebbe consigliato di rivolgersi a uno psichiatra di Bergamo. Nel frattempo i contatti tra Dolci e Nicolini sono continuati con chiamate quotidiane.

"Mi chiamava addirittura 4/5 volte al giorno"

Dopo l'interruzione del percorso terapeutico offerto dall'associazione Scarpetta Rossa, i contatti tra Dolci e Nicolini hanno avuto un seguito. Lo riferisce lo stesso referente a Fanpage:

Lui mi chiamava addirittura 4/5 volte al giorno, quasi tutti in giorni. Aveva bisogno di sfogarsi. Tranne il 18-19 marzo. In quei giorni non ha mai chiamato.

Al Corriere della Sera Nicolini aggiunge: "Ragionavamo insieme su quanto successo, condivideva con me anche alcune ricerche che faceva online". Di quali ricerche parliamo?

Le ricerche web sui pollini e il peso della bara

Il Corriere della Sera scrive che si tratterebbe di ricerche contestuali alle indagini, ovvero sul peso di una bara e sulla presenza di pollini sulla salma utili agli scienziati per ottenere informazioni.

Non si esclude che queste ricerche servissero a Dolci per seguire il punto sulle indagini sulla profanazione della tomba di Pamela Genini.

Il giallo della profanazione della tomba di Pamela Genini

La Procura di Bergamo, rappresentata dal pm Giancarlo Mancusi, è al lavoro per risalire non solo all'autore - o agli autori - della profanazione della tomba di Pamela Genini. Ricordiamo, a tal proposito, che il 23 marzo gli operai delle pompe funebri intervenuti al cimitero di Strozza per trasferire la bara della 29enne in una sistemazione definitiva hanno scoperto che la sepoltura era stata violata, aperta, e la salma decapitata.

Gli inquirenti stanno cercando soprattutto di collocare nel tempo tale profanazione. Secondo le ipotesi, ciò sarebbe avvenuto a ridosso del Giorno dei Morti, il 2 novembre, nei giorni immediatamente precedenti o successivi.

Nel frattempo sono in corso gli accertamenti sull'uomo inquadrato dalle telecamere del cimitero tra il 18 e il 20 marzo, all'esterno del camposanto, di notte. Dolci esclude di essere quella persona, ma allo stesso tempo ricorda che passare all'esterno di un cimitero di notte non costituisce reato.