È morta la 65enne Luciana Cat Berro, ferita a Caselle Torinese con una sparachiodi dal figlio Paolo Ferri
pubblicato:Dopo giorni di agonia Luciana Cat Berro, la 65enne ferita con una sparachiodi dal figlio Paolo Ferri a Caselle Torinese, è morta all'ospedale

Non ce l'ha fatta Luciana Cat Berro, la 65enne che nella notte tra venerdì 23 e sabato 24 gennaio è stata ferita gravemente dal figlio Paolo Ferri con una pistola sparachiodi all'interno della cascina di famiglia di Caselle Torinese.
Come riporta Prima Il Canavese la donna è morta nella tarda serata di martedì 27 gennaio all'ospedale San Giovanni Bosco di Torino per le gravi conseguenze dovute all'aggressione: Luciana Cat Berro aveva riportato un gravissimo trauma cranico.
A segnalare l'accaduto era stato lo stesso figlio, che dopo l'aggressione aveva chiamato il 112: "Ho sparato a mia madre", aveva detto agli operatori. Ferri, 40 anni, è detenuto presso il carcere delle Vallette dove era stato trasportato con l'accusa di tentato omicidio. Il reato contestato, inevitabilmente, potrebbe cambiare nelle prossime ore.
Luciana Cat Berro è morta
Come anticipato, nella tarda serata di martedì 27 gennaio il cuore di Luciana Cat Berro ha smesso di battere. La donna era stata trasportata con codice rosso all'ospedale San Giovanni Bosco di Torino nella notte tra venerdì 23 e sabato 24 gennaio, dopo che il figlio Paolo Ferri aveva chiamato il 112 dicendo di averle sparato.
La donna, infatti, riportava un gravissimo trauma cranico dovuto alla ferita inferta dal figlio, che le aveva esploso contro un colpo con una pistola sparachiodi.
Il chiodo sparato dal figlio le aveva procurato gravi conseguenze craniche e cerebrali, precisa Torino Today. La donna è morta dopo circa quattro giorni di agonia.
L'aggressione con una pistola sparachiodi a Caselle Torinese
L'episodio si è consumato al culmine di una lite tra madre e figlio. Da tempo i rapporti tra Paolo Ferri, 40enne, la madre Luciana Cat Berro e la sorella erano tesi.
In una nota vocale mandata a un amico poche ore prima del tragico evento l'uomo aveva parlato di "una situazione di m... " per via della quale aveva "ricominciato a bere". "I miei familiari mi distruggono", aveva aggiunto, raccontando che inoltre avrebbe confidato a un'amica della mamma la sua intenzione di uccidere madre e sorella.
Intorno alle tre del mattino di sabato 24 gennaio, quindi, secondo La Stampa Ferri e Berro avrebbero iniziato a litigare per la suddivisione dei beni. Al culmine del diverbio l'uomo ha impugnato la pistola sparachiodi e ha sparato un chiodo contro la donna, colpendola alla testa. Subito dopo il 40enne ha chiamato il 112: "Sono Ferri Paolo, abito in strada Torino 90, sulla provinciale, ho sparato a mia madre, abbiamo litigato".
I sanitari del 118, arrivati sul posto insieme ai carabinieri di Venaria Reale, hanno da subito attivato il protocollo di rianimazione sulla 65enne per poi trasportarla in codice rosso all'ospedale San Giovanni Bosco di Torino.
La posizione di Paolo Ferri
La cascina in cui Paolo Ferri viveva con la madre si trova lungo la strada Torino 90, una delle arterie principali di Caselle Torinese al confine con il comune di Borgaro. Poco distante dall'abitazione, una rotatoria conduce al Bennet.
Proprio lì, come ricostruito da La Stampa in un articolo di domenica 25 gennaio, un giorno Ferri si è ribaltato con il trattore e all'arrivo dei carabinieri sarebbe andato in escandescenze. Da più fonti e più testimonianze emerge che il 40enne aveva un problema di dipendenza da alcol.
Secondo alcuni residenti "non è una persona cattiva, ma quando beve diventa ingestibile", e ancora: "Ce l’ha con la madre perché sosteneva che non gli ha mai lasciato vivere la sua vita, ma sono cose che si dicono. La verità la sanno loro".
Ora Ferri è assistito dall'avvocata Ilenia Caratozzolo. Il fascicolo per tentato omicidio è stato aperto dal pm Fabiola D'Errico che ora - scrive Torino Today - potrebbe cambiare il capo di imputazione.
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