Ferretti, è partita l'offerta parziale della ceca KKCG

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
6 min

Il cda, che fa riferimento all'azionista cinese, boccia il corrispettivo da € 3,5: non è congruo. Ma l'offerente contesta le sue argomentazioni. E' braccio di ferro insomma in vista delle prossime mosse e intanto i prezzi trattano sopra i livelli dell'offerta

Ferretti, è partita l'offerta parziale della ceca KKCG

Giovedì 12 marzo 2026 il consiglio di amministrazione del colosso degli yacht Ferretti, con l’astensione dell’amministratore delegato Alberto Galassi e del fondatore, azionista e presidente onorario Piero Ferrari, ha bocciato l’offerta parziale promossa lo scorso 19 gennaio da KKCG Maritime.

Ferretti e l'offerta di KKCG

Il ramo marittimo del gruppo fondato da Karel Komarek – sono sue le due K di KKCG - aveva infatti lanciato un’offerta in contanti da 3,5 euro a titolo sul 15,4% della quotata degli yacht, dopo aver rastrellato nelle settimane precedenti l’offerta il 14,5% del capitale in Borsa.

A conti fatti annunciava un ulteriore investimento di quasi 182,5 milioni di euro per raggiungere il 29,9%, la soglia del capitale immediatamente al di sotto dell’obbligo di offerta pubblica di acquisto su tutta la società.

Ma nell’assetto proprietario del gruppo che controlla brand di fama internazionale come Riva, Pershing o Wally, c’era già una presenza importante, quella dell’agenzia governativa cinese Shandong SASAC cui fa riferimento il fondo Weichai che controllava già, tramite Ferretti International Holding S.p.A. (FIH), il 37,54% del capitale di Ferretti ed esprimeva gran parte del consiglio di amministrazione.

C’erano poi le presenze ‘minori’ di Danilo Iervolino (5,277%) e di Piero Ferrari (4,68%).

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Ferretti, un'offerta che arroventa i prezzi

L’offerta non giunge del tutto inattesa, gli acquisti di KKCG erano partiti dall’11 dicembre 2025, che il gruppo ceco assume come “undisturbed date”, ossia come l’ultima data di riferimento dei corsi prima delle manovre.

I 3,5 euro per titolo messi sul piatto scontano un premio del 21,3% su quell’ultima chiusura (€ 2,89 per azione), nelle settimane successive Ferretti arriverà a guadagnare fino al 41% con i massimi effimeri del 24 febbraio a 4,09 euro e ancora oggi, con gli scambi a 3,678 euro che scontano un vantaggio sul riferimento di 1,94 punti percentuali, l’azione tratta nettamente al di sopra dell’offerta ceca.
Facciamo riferimento alle quotazioni su Borsa Italiana che sono affiancate in contemporanea anche da quelle alla Borsa di Hong Kong (HKD 37,9, +8,29% oggi).

Ferretti: ma le critiche del cda all'offerta

È chiaro che restando sotto il 30% non vuole raggiungere il controllo di Ferretti, né tantomeno delistarla, ma vuole senz’altro entrare nella cabina di regia, ossia votare con la sua nuova (auspicata) quota del 29,99% alla prossima assemblea del 14 maggio 2026 che sarà chiamata ad approvare il bilancio 2025 e a eleggere il nuovo consiglio di amministrazione.

Ipotesi che il consiglio di amministrazione di Ferretti presieduto da Hao Qinggui vede sostanzialmente come destabilizzante: "il duopolio delle partecipazioni rilevanti di FIH e KKCG Group, senza che nessuno dei due sia in possesso di una partecipazione di maggioranza, potrebbe determinare rilevanti elementi di incertezza con riguardo all’indirizzo strategico di lungo periodo e alla gestione operativa della Società.
A titolo esemplificativo, la stabilità della governance potrebbe risultare compromessa qualora i suddetti Azionisti perseguissero visioni strategiche divergenti, con il rischio di generare situazioni di stallo in seno al consiglio di amministrazione e conseguenti incertezze negli indirizzi gestionali”.

Il cda inoltre denuncia che alla data del documento di offerta (2 marzo), KKCG non ha ancora individuato candidati da includere nella propria lista per il rinnovo del cda di Ferretti e non ha avviato interlocuzioni con l’attuale consiglio di amministrazione per il potenziale inserimento di propri nomi nel board.

FIH, di cui l’attuale cda - ricordiamo – è espressione, rivendica il supporto allo sviluppo del gruppo Ferretti dal 2023 al 2025 con il lancio di 20 modelli nel segmento degli yacht in composito, 5 nei modelli su misura, 2 nei superyacht e 3 nelle barche a vela. Il gruppo ha investito 110 milioni di euro tra il 2023 e il 2025 e prevede di portarli a 190 milioni nel 2027.

Ferretti, gli argomenti del nuovo offerente KKCG

Secondo l’attuale cda, manca da parte di KKCG la presentazione di un chiaro percorso di creazione di valore aggiunto.
Ma è nel merito finanziario che FIH avanza critiche all’offerta ceca: secondo i calcoli del board la nuova offerta valuta Ferretti con un rapporto EV/EBITDA di 5,3 volte inferiore ai multipli dei peer Sanlorenzo (5,9x) e Fincantieri (13,9x), un più ampio confronto con titoli del lusso (da Ferrari a Brunello Cucinelli) ricava multipli oscillanti tra 6,9x e 19,4x in termini di EV/EBITDA e fa dichiarare l’offerta non congrua secondo il consiglio si amministrazione di Ferretti.

Il comunicato obbligatorio dell’emittente viene pubblicato il 12 marzo, come sempre a ridosso dell’avvio dell’offerta parziale promossa da KKCG che è partita il 16 marzo 2026 e durerà fino al 13 aprile 2026 (salvo proroga del periodo di adesione).

Come era prevedibile l’offerente ha voluto contestare le conclusioni del cda di Ferretti. Il report non considera il significativo premio incorporato dall’offerta rispetto ai prezzi di dicembre – sottolinea la nota di ieri – e non tiene neanche conto del supporto al prezzo fornito dagli acquisti di FIH (che intanto ha preso a comprare altri titoli e sarebbe salito di recente al 39,43%).
Peraltro la partita avrebbe attirato anche l'attenzione di altri investitori e, secondo il Corriere della Sera, ci sarebbero nella compagine di Ferretti ormai anche famiglia Bombassei e Julius Kiss (2%), Biglari Holding (3,4%) e lo sceicco del Kuwait Bader Nasser Al-Kharafi (3%).

KKCG contesta anche l'’insieme’ ristretto e ‘non appropriato’ di società comparabili messo insieme dal board e dai suoi consulenti per la valutazione dei multipli dell’offerta ceca.
Per l’investitore emergono serie preoccupazioni sull’imparzialità del consiglio di Ferretti e del suo comitato consiliare independente.

Secondo il gruppo di Komarek, anzi, la presenza di un ulteriore azionista migliorerebbe la corporate governance di Ferretti, creerebbe valore aggiunto e aggiungerebbe competenze professionali all’azienda.
In altre parole l’offerta è ‘equa, trasparente e nell’interesse degli azionisti di minoranza”.

Si va avanti, fino al prossimo 13 aprile.

Intanto ieri nessuno ha aderito all’offerta di KKCG: con i prezzi sopra i 3,6 euro sembra naturale che non ci sia la fila per conferire i propri titoli alla proposta da 3,5 euro, anche se in fondo è quella stessa proposta che ha portato lì quei prezzi.

Ma intanto, a offerta cominciata, il confronto tra i due azionisti di peso sul futuro della casa degli yacht sembra ancora decisamente in alto mare.

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