Glovo e Deliveroo, l’Antitrust vaglia eventuali informazioni ingannevoli
pubblicato:Caporalato digitale e difesa dagli algoritmi erano anche al centro del Decreto Primo Maggio. Stavolta l'Autorità vaglia le comunicazioni 'etiche', di recente aveva raccolto gli impegni sulle 'allucinazioni' dell'intelligenza artificiale

Il sospetto dell’Antitrust, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, è che alcune società del gruppo Glovo e Deliveroo Italy Srl abbiano fornito informazioni ingannevoli ai potenziali clienti in materia di rispetto degli standard etici e di responsabilità sociale adottati verso i propri rider.
Il settore è quello delicatissimo delle consegne a domicilio guidate da algoritmi sempre meno ‘umani’.
Il periodo è quello dei riflettori della politica, della giustizia, dei sindacati, dei media su sistemi economici pieni di ombre.
Delivery, il Decreto Primo Maggio contro il caporalato digitale
Non a caso il nuovo Decreto Primo Maggio ha messo al centro anche il salario giusto, i rinnovi contrattuali e il caporalato digitale.
In causa i maggiori nomi del sistema delle consegne a domicilio, a partire dalla Foodinho del colosso spagnolo Glovo per la quale il pm di Milano Paolo Storari ha disposto in via d’urgenza il controllo giudiziario per caporalato all’inizio di febbraio, sollevando il sospetto di paghe “sotto la soglia di povertà” per 40 mila rider in Italia.
Poche settimane dopo era stato notificato il controllo giudiziario urgente anche a Deliveroo Italia, 20 mila rider in tutti Italia che sarebbero stati sfruttati ‘approfittando dello stato di bisogno’.
Ma oggi - mentre finiscono sotto istruttoria Antitrust Glovoapp23 S.A., Foodinho S.r.l. e Glovo Infrastructure Services Italy S.r.l. - una nota di Glovo precisa la collaborazione con l’indagine dell’Antitrust e ribadisce: “Rispettiamo elevati standard interni e operiamo con la massima attenzione al rispetto delle normative”.
L’associazione dei consumatori Codacons però chiede “massima severità contro le false pubblicità etiche delle aziende” proprio in occasione dell’istruttoria Antitrust su possibili condotte illecite di Glovo e Deliveroo Italy e ricorda che oggi 6 italiani su 10 nel settore alimentare effettuano scelte di acquisto etiche e sostenibili. Ragion per cui la correttezza dell’informazione diventa strategica.
Dopo la tragedia del rider 32enne di origine egiziana Adnan Salah Elsayed, trovato morto con diversi traumi la sera del 19 aprile tra le colline di Torino, non si sa ancora se tradito da un algoritmo o travolto da un’auto pirata, l’attenzione sale.
Proprio a febbraio un nuovo accordo sindacale era stato invece plaudito da una parte dei sindacati: “L’accordo sui rider Just Eat che conferma la subordinazione e l’applicazione del contratto nazionale della logistica è una buona notizia per il Paese”, avevano commentato Filt Cgil e Uiltrasporti.
Tecnologia, pericoli sempre più digitali per i consumatori
Il tema è naturalmente molto complesso e mette in primo piano, oltre a magistratura, parti sociali e politica anche il ruolo dell’Autorità Antitrust che ha tra i suoi compiti quello della tutela dei consumatori ed è sempre più chiamata a intervenire sui pericoli digitali per il cittadino.
Pochi giorni fa raccoglieva gli impegni di colossi dell’intelligenza artificiale come Deepseek, Mistral e Nova AI sulla trasparenza informativa sul rischio di “allucinazioni” dei sistemi offerti.
Di certo, che sia l’algoritmo che guida i rider verso i clienti o l’intelligenza artificiale che analizza un documento aziendale, i diritti passano sempre di più dalla tecnologia e dal digitale.