Buzzi e De Nora volano a Piazza Affari tra spinta USA e boom dell'idrogeno verde
pubblicato:Analisi tecnica e risultati trimestrali: perché i due titoli industriali hanno registrato un rally e quali sono i target price degli analisti

Ottima seduta per Buzzi a Piazza Affari, con il titolo in rialzo del 5,75% a 48,53 euro dopo avere toccato un massimo intraday a 48,68 euro. Il movimento arriva in avvicinamento ai risultati del primo trimestre 2026, attesi per il 13 maggio, e sembra riflettere la crescente fiducia del mercato nella capacità del gruppo di mantenere una buona redditività nonostante un contesto ancora debole in parte dell’Europa.
Secondo Equita Sim, il trimestre dovrebbe mostrare un fatturato sostanzialmente stabile su base organica, con una lieve flessione del 2% soprattutto per effetto del cambio dollaro. Il quadro operativo appare però molto differenziato tra le varie aree geografiche.
La parte più interessante continua a essere rappresentata dagli Stati Uniti, dove Buzzi dovrebbe beneficiare di una domanda molto forte legata alle infrastrutture e soprattutto ai grandi investimenti in data center e capacità computazionale, tema sempre più centrale anche per il settore costruzioni grazie all’espansione dell’intelligenza artificiale. Equita si aspetta infatti una crescita a una cifra alta dei volumi negli USA, sostenuta sia dal comparto infrastrutturale sia da quello commerciale.
Più debole invece l’Europa, penalizzata soprattutto dalle condizioni climatiche avverse nei primi mesi dell’anno. In particolare Italia e Germania dovrebbero registrare cali significativi dei volumi, anche se da marzo sarebbero emersi i primi segnali di miglioramento. Positivo invece il contributo di Brasile e Messico, che continuano a mostrare una buona dinamica operativa.
Sul fronte prezzi, il quadro resta comunque favorevole. Buzzi dovrebbe infatti riuscire a mantenere una dinamica leggermente positiva grazie agli aumenti trasferiti sul mercato in Italia e Germania e alla buona tenuta dei prezzi negli Stati Uniti e nei mercati emergenti.
Un altro elemento che continua a piacere agli investitori è la solidità finanziaria del gruppo. Equita si aspetta infatti una posizione finanziaria netta positiva superiore a 1 miliardo di euro anche dopo l’impatto del buyback.
La società continua quindi a mantenere una struttura patrimoniale estremamente robusta, con una cassa netta che a fine 2025 rappresentava circa il 13% della capitalizzazione di mercato.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti del caso Buzzi: il titolo continua a trattare su multipli relativamente contenuti nonostante la qualità del business e la solidità del bilancio. Secondo Equita, Buzzi quota circa 5 volte l’EV/EBITDA adjusted 2026, con uno sconto significativo sia rispetto alla propria media storica sia rispetto ai principali concorrenti europei come Heidelberg Materials e Holcim.
In pratica il mercato continua a considerare Buzzi un titolo ciclico legato all’andamento delle costruzioni, ma probabilmente sta iniziando a rivalutare il ruolo sempre più importante che avranno nei prossimi anni gli investimenti infrastrutturali, energetici e legati ai data center. E proprio questo tema potrebbe spiegare parte della forza mostrata recentemente dal titolo.
Gli analisti restano infatti costruttivi. Equita conferma il giudizio BUY con target price a 55 euro, mentre Barclays ha recentemente alzato il prezzo obiettivo a 58 euro, segnale che il mercato continua a vedere spazio di rivalutazione nonostante il forte recupero delle ultime settimane.
Buzzi, l'azione prova a costruire una base
Dal punto di vista tecnico Buzzi sta provando a costruire una base dopo la forte correzione avviata dai massimi di gennaio in area 54,75 euro. Il movimento ribassista si è arrestato a marzo poco sotto i 41 euro, livello dal quale è partita una reazione che ha riportato i prezzi verso le prime resistenze di rilievo.
La seduta di mercoledì, chiusa con un rialzo del 5,75% a 48,53 euro, assume quindi un significato interessante perché il titolo è tornato a muoversi in prossimità di un’area tecnica molto delicata. I prezzi hanno infatti recuperato gran parte del ribasso dai massimi annuali e stanno adesso testando la fascia compresa tra i 48 e i 49 euro.
Molto importante anche il comportamento della media mobile esponenziale a 100 giorni, transitante poco sopra area 47 euro. Dopo avere agito da resistenza dinamica nelle ultime settimane, la media è stata recuperata e superata mercoledì (passa a 47,30) e il titolo sta cercando adesso di consolidare sopra questo livello, segnale che potrebbe indicare un miglioramento del quadro di medio periodo.
La struttura grafica resta comunque ancora interlocutoria. Il titolo non ha ancora completato una vera inversione rialzista e la fascia tra 48,5 e 50 euro rappresenta un’area di resistenza significativa. In particolare area 50-51 euro coincide con una zona di congestione costruita tra febbraio e marzo e con il 78,6% di ritracciamento del ribasso dai massimi annuali.
Solo il superamento di questa fascia, confermato in chiusura giornaliera, darebbe un segnale tecnico più convincente, aprendo spazio verso i massimi di gennaio in area 54,5-55 euro. Al contrario, eventuali ritorni sotto area 47 euro rischierebbero di indebolire nuovamente il quadro di breve termine, con primi supporti a 45,5 e successivamente in area 44,5 euro.
Nel complesso il grafico mostra un titolo che sta tentando di uscire dalla fase di debolezza delle ultime settimane, sostenuto anche dalla fiducia del mercato sulla solidità finanziaria del gruppo, sulla forte esposizione agli Stati Uniti e sui multipli ancora relativamente contenuti rispetto ai competitor europei.
Industrie De Nora, ricavi trimestre -10,9%, ebitda adj. +20,2%
Impennata improvvisa per il titolo Industre De Nora che ieri ha guadagnato il 16% salendo in chiusura a 7,32 euro. A far scattare gli acquisti sono stati i risultati del primo trimestre 2026 che hanno evidenziato Ricavi in calo a 178,5 milioni di euro (-10,9% a/a), ma un margine EBITDA adjusted in crescita del 20,2% (+50 punti base a/a) ed un Utile Netto adjusted a 19,1 milioni (+1% a/a).
Tra i segmenti di business in cui opera De Nora è apparso in progresso quello "Water Technologies" in cui si è registrato un incremento dei ricavi dell'11,9%, saliti a 84,9 milioni dai 75,9 dello stesso periodo dell'anno precedente. In linea con le attese il segmento "Electrode Technologies", mentre quello dell'"Energy Transition" è apparso in calo a 8 milioni dai 17,7 del 2025.
Il management ha confermato la guidance 2026 indicata a marzo con previsione di posizionamento "nella parte alta del relativo range, sia in termini di ricavi sia di redditività operativa".
Il gruppo ha inoltre annunciato di aver ricevuto dalla joint venture Thyssenkrupp Nucera "una prima parte degli ordini relativi al progetto Moeve in Andalusia, Spagna, dedicato alla produzione di idrogeno verde. Il valore potenziale complessivo è "compreso tra 30 e 40 milioni di euro. Gli ordini ricevuti ammontano a circa la metà del valore complessivo dello scopo di fornitura, mentre i restanti ordinativi sono attesi entro il secondo trimestre dell'esercizio".
De Nora, i prezzi tornano sui livelli di inizio febbraio
Graficamente il rialzo di ieri ha ricondotto le quotazioni sui livelli di inizio febbraio, annullando gli effetti dell'affondo sui bottom di marzo a 5,26 euro.
La linea di tendenza che unisce i massimi di novembre con quelli di fine gennaio transita in prossimità della chiusura di ieri dove troviamo anche il 61,8% di ritracciamento del ribasso dai top di novembre.
Il titolo dovrà quindi lasciarsi alle spalle area 7,30 anche in chiusura di ottava, per avallare un segnale di ripresa che possa risultare attendibile nelle settimane a venire. Oltre tale ostacolo resistenza successiva in area 8,00, poi spazio per un ulteriore allungo verso 8,50/8,60 euro.
Flessioni nel breve che dovessero spingersi fino a 6,70/6,80 euro resterebbero compatibili con l'ipotesi di un successivo allungo da parte del titolo.
Sotto 6,70 invece rischio elevato di un ritorno in area 6,30, la cui violazione annullerebbe il segnale di forza appena inviato prospettando la ripresa del trend ribassista di lungo periodo, ipotesi che troverebbe poi importanti conferme al di sotto dei 6,00 euro.