L'omicidio di Luca Varani, 10 anni dopo

di Luca Mastinu pubblicato:
3 min

Cosa accadde in un appartamento di Roma nella notte tra il 4 e il 5 marzo 2016. Tutta la storia dell'omicidio di Luca Varani

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10 anni fa due giovani, Manuel Foffo e Marco Prato, uccisero il 23enne Luca Varani in un appartamento al decimo piano di via Igino Giordani 2 a Roma, un'abitazione di proprietà della famiglia Foffo. Varani fu attirato dai due con la promessa di un guadagno dai 150 ai 300 euro.

Nella notte tra il 4 e il 5 marzo 2016 Luca fu torturato per due ore, colpito almeno 100 volte a coltellate e martellate. Foffo e Prato lo uccisero dopo aver trascorso tre giorni insieme, chiusi in quell'appartamento a consumare alcol e cocaina.

La "chiusa" in via Igino Giordani

Dal 2 marzo Manuel Foffo e Marco Prato, che si erano conosciuti in precedenza in occasione del Capodanno, si incontrarono nell'appartamento di Foffo per una "chiusa", un festino privato per consumare vodka e cocaina.

I due non riposarono né mangiarono per tre giorni di fila, inghiottiti in un vortice fatto di droga e superalcolici. Manuel Foffo era uno studente di giurisprudenza, Marco Prato un noto PR di eventi gay. Con il passare delle ore i due tentarono di trovare compagnia invitando alcuni amici, che a rotazione entrarono e lasciarono l'appartamento poco dopo, insospettiti dal clima pesante che aleggiava tra quelle mura.

Ad uno di essi, addirittura, Foffo e Prato sottrassero il portafogli e si impossessarono del suo bancomat per acquistare altra cocaina. Quindi cercarono altri invitati, mentre iniziavano a scambiarsi confidenze ormai disinibiti dal consumo della droga. Più o meno tacitamente venne fuori la loro intenzione di uccidere qualcuno.

L'omicidio di Luca Varani, 10 anni dopoL'omicidio di Luca Varani

All'alba del 4 marzo i due salirono sull'auto di Foffo e girarono per Roma alla ricerca di "marchette", che nel gergo romano sono giovani ragazzi che si prostituiscono, per prelevarne qualcuno e portarlo a casa. La ricerca diede esito negativo, quindi Foffo e Prato fecero ritorno in via Igino Giordani 2. In quel momento Marco Prato contattò Luca Varani, un suo conoscente.

Varani arrivò in quell'appartamento poche ore dopo. Dopo i convenevoli, stando al racconto di Marco Prato e Manuel Foffo, il 23enne si sarebbe prestato ad alcune pratiche come il camminamento dei due sul suo corpo nudo. Poi gli fecero bere un cocktail a base di vodka e Alcover, un farmaco che Foffo assumeva per combattere la dipendenza da alcol ma che, mischiato con alcol, produce gli effetti del GHB, la droga dello stupro.

Varani iniziò a sentirsi male e i due lo aggredirono. Secondo la versione di Prato, Foffo iniziò a colpirlo con un coltello da pane e un martello. I due lo torturarono per circa due ore fino all'epilogo, qunado Prato afferrò un cavo USB dal mobiletto del televisore e aiutò l'amico a porre fine alla mattanza. Un coltello fu conficcato nel petto della vittima e un piumone arancione fu messo sopra per coprire il cadavere. Dopo l'omicidio i due amici si separarono e Marco Prato tentò il suicidio in un albergo. Catturati, confessarono l'omicidio e furono incarcerati.

La condanna di Manuel Foffo e il suicidio di Marco Prato

Grande assente nell'omicidio di Luca Varani è sempre stato il movente. I due hanno sempre riferito di aver ucciso il 23enne soltanto per vedere cosa si prova. Il processo iniziò nel 2017. Foffo scelse il rito abbreviato, Prato il rito ordinario, ma quest'ultimo non presenziò mai in aula: il 20 giugno 2017, pochi giorni prima, si tolse la vita nel carcere di Velletri.

Manuel Foffo fu condannato a trent'anni di reclusione in primo grado per omicidio volontario, sentenza confermata dalla Corte d'Assise d'Appello nel 2018 e divenuta definitiva nel 2019 con la sentenza della Corte di Cassazione.

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