Pamela Genini, Francesco Dolci "è sempre stato un po' strano": parla un amico dell'indagato
pubblicato:Lo chiamavano "humus", che in dialetto bergamasco significa "colto e peloso", poi faceva "battute spinte sulle donne" ed "è sempre stato un po' strano". Così un amico di Francesco Dolci descrive il 41enne indagato per la profanazione della tomba di Pamela Genini

Da giovane lo chiamavano "humus", ma fino al momento delle indagini, di quell'impresario che faceva "battute spinte sulle donne" non generava sospetti. Lo racconta un amico di Francesco Dolci, ora indagato per vilipendio di cadavere nel fascicolo aperto dopo la profanazione della tomba di Pamela Genini, in un'intervista rilasciata a Fanpage.
Francesco Dolci faceva "battute spinte sulle donne"
Fanpage ha raggiunto un ex compagno di scuola e amico di Francesco Dolci, il 41enne di Sant'Omobono Terme (Bergamo) oggi indagato per vilipendio di cadavere nelle indagini sulla profanazione della tomba di Pamela Genini.
L'amico dell'indagato riferisce che da ragazzo "era molto studioso" ma "ti spiazzava con battute spinte sulle donne". Tutto sommato "era un tipo molto tranquillo" e per questo è "sembrato molto sincero" quando la notizia sul vilipendio del cadavere di Pamela Genini è diventata di dominio pubblico.
L'indagato "è sempre stato un po' strano"
L'amico, inoltre, ricorda Dolci come una persona "non a posto al 100%" in quanto "è sempre stato un po' strano". Tuttavia "non ho mai pensato che lui potesse essere mai arrivato a fare una cosa del genere", continua l'ex compagno di scuola di Francesco Dolci, che nelle sue prime dichiarazioni "mi è sembrato molto sincero" quando si dichiarava estraneo a quella profanazione.
I primi dubbi sono arrivati "quando è stato indagato", ma anche quando è venuto fuori che il 41enne aveva scattato diverse foto alla sepoltura della 29enne. Ad oggi "Ad oggi non metterei la mano sul fuoco sulla sua innocenza".
L'enigma della testa di Pamela Genini secondo Roberta Bruzzone
Intervenuta a La Vita in Diretta venerdì 22 maggio Roberta Bruzzone ha parlato di due scenari possibili sui quali a fare da perno è il movente. Stanto all'ipotesi degli inquirenti, chi ha profanato la tomba di Pamela Genini lo ha fatto "con rabbia, risentimento e ragioni economiche" per fare un "dispetto nei confronti della famiglia" con una richiesta di un riscatto.
Il secondo scenario, invece, Dolci potrebbe aver agito perché convinto che "quella non fosse una degna sepoltura per Pamela", quindi avrebbe sottratto la testa per "consentirle una sepoltura più degna". Va ricordato, infatti, che inconsapevole del fatto che la sepoltura fosse provvisoria, spesso l'indagato si lamentava con le amiche della 29enne sostenendo che tutto fosse trascurato.
Nel frattempo gli investigatori cercano la testa di Pamela Genini nelle proprietà di Dolci, a Sant'Omobono Terme, spingendosi anche fino al Santuario della Cornabusa, dove Dolci era solito accompagnare Pamela Genini che era molto affezionata a quel luogo.