Recordati, confermata l’opa da € 51,29 ex dividendo

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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I soci ribadiscono la valutazione di fine marzo. I prezzi a Piazza Affari restano sopra i valori dell'offerta, ma i multipli non sono ingenerosi e anche il piano di CVC e GBL ha le sue ragioni nel cercare un delisting. Ecco il quadro

Recordati, confermata l’opa da € 51,29 ex dividendo
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Tanto tuonò che piovve. Moderatamente, però. Alla fine la rumoreggiata, preannunciata, attesa offerta pubblica di acquisto su Recordati prende forma e valore.

Recordati, opa confermata sui prezzi indicati a fine marzo

Niente soprese per il mercato, forse qualche delusione.
Già il 26 marzo il maggiore azionista della casa farmaceutica milanese, il fondo CVC, in relazione a insistenti indiscrezioni di stampa, titolare all’ultima assemblea di fine aprile del 46,82% del capitale di Recordati aveva annunciato una manifestazione d’interesse non vincolante per un’offerta pubblica di acquisto totalitaria sull’impresa, bruciando preventivamente tutte le tappe con l’annuncio dell’orientamento a un prezzo di offerta di € 52 per azione (cum dividend).

Quel giorno il comunicato sul meccanismo di stoccaggio autorizzato 1info uscì alle 14:34 e gli operatori si scatenarono subito: il titolo accelerò per chiudere a 48,48 euro con un rally del 4,8% dopo un allungo intraday a 50,65 euro.

Le attese della vigilia trovano oggi conferma: tolto il dividendo da € 0,71 staccato lunedì 18 maggio (un saldo sulla cedola 2025 complessiva di € 1,34), la nuova proposta di CVC da 51,29 euro si pone esattamente sulle prime indicazioni.

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Recordati: GBL è della partita, CVC vuole un delisting per avere le mani libere

La notizia del giorno quindi non è il prezzo o la valutazione del gruppo a 10,7 miliardi di euro circa ex dividend, quanto la firma degli accordi vincolanti con Groupe Bruxelles Lambert SA (“GBL”) per la promozione congiunta dell’offerta tramite il nuovo veicolo Respighi Bidco.

Il premio del 12,89% viene calcolato infatti sui prezzi del 25 marzo, il giorno prima del citato annuncio e si apprende che GBL metterà circa il 10% del proprio net asset value alla data del 31 marzo: andiamo a controllare e leggiamo un NAV di 13,301 miliardi, significa che GBL ci mette fino a 1,33 miliardi circa. E' equity ovviamente, prevedibilmente sia loro che CVC faranno un po' di leva...

CVC e GBL non saranno però soli: la Luxinva della nota Abu Dhabi Investment Authority (ADIA); CPP Investment Board Private Holdings (4) Inc., PSP Europe LP, alcuni fondi gestiti o assistiti da StepStone, altri gestiti/assistiti da AlpInvest, MGG Strategic SICAF SIF S.A. con riferimento al comparto MGG Strategic e alcuni fondi gestiti o assistiti da CapSol investiranno insieme a CVC Fund IX e a GBL. Anche Andrea Recordati investirà nel veicolo.
Respighi ha ai nastri di partenza un 50% del capitale riferibile al CVC Fund IX e l’altro 50% riferibile alla Black Mountain di GBL.

L’offerta cita direttamente una nuova fase di sviluppo, con opportunità strategiche e la possibilità di espansione della piattaforma Rare Diseases oltreché di nuovi investimenti nella crescita per linee esterne.

Il delisting che impoverisce non poco Piazza Affari non dovrebbe quindi avviare una fase di consolidamento, ma scandire un’accelerazione della crescita anche tramite investimenti a multipli elevati o in fasi precoci d’impresa con relativi rischi di execution più elevati. Il mercato insomma potrebbe non gradire i rischi di diluizione temporanea degli utili o di volatilità dei risultati che potrebbero accompagnare la prossima fase di Recordati, meglio stare fuori, anche alla luce della crescente incertezza geopolitica.

Naturalmente Rossini, che detiene il citato 46,82% di Recordati riferibile a CVC aderirà all’offerta. E’ lì che sono già presenti i co-investitori PSP investments, Stepstone e Alpinvest: ne hanno il 30,71% mentre il 61,43% fa riferimento a fondi CVC e il residuo 7,68% a manager di Recordati.

Carmen André, rappresentante di CVC nel board della holding Rossini dal 2018, ha sottolineato il sostegno all’offerta e spiegato che Rossini nel corso degli ultimi due anni ha valutato diverse alternative strategiche, sia private sia di mercato, al fine di realizzare l’investimento. Alla fine la struttura della nuova offerta è parsa la soluzione migliore per monetizzare l’investimento a una valorizzazione attraente.

Per GBL è il quarto investimento nell’healthcare dopo Affidea, Sanoptis e Rayner. A tutela di tutti l’Investitore CVC, l’Investitore GBL e BidCo sigleranno un patto parasociale.

L’offerta dovrebbe completarsi nel quarto trimestre del 2026.

A scanso di equivoci gli offerenti hanno chiarito che se non si realizzasse la fusione per delisting, si perverrebbe comunque alla fusione inversa della Respighi Holdco e dell’Offerente in Recordati successivamente al delisting. In altre parole, qualora non si raggiungesse la soglia per l’obbligo e il diritto di acquisto, l’offerente sarebbe disposto a tentare la via dell’assemblea straordinaria per l’incorporazione. Lì basterebbe il via libra dei due terzi del capitale, quindi il 67%.

Recordati, i prezzi restano leggermente sopra, ma i multipli non sono ingenerosi

In queste ore a 51,6 euro per azione (-0,19%) Recordati sembra resistere senza troppa convinzione a questo scenario: resta un valore dello 0,6% più alto dell’offerta annunciata, ma il primo allungo a 52,25 puntava a un premio più generoso dell’1,87% sulla proposta del socio di maggioranza e dei suoi alleati. 637 mila azioni passate di mano al giro di boa, contro una media giornaliera dell’ultimo mese di meno di 400 mila azioni, indicano interesse.

A 51,29 euro l’offerta valuta Recordati in termini di P/E 24,17 volte l’utile complessivo 2025 (€ 443,6 mln) e 16,47 volte l’utile rettificato (651 milioni che non considerano 175 milioni di ammortamenti e svalutazioni e 66 milioni di rivalutazione delle rimanenze da allocazione del prezzo di acquisto tra l’altro).

Considerando il debito di 2,03 miliardi di euro pari a circa 2,1 volte l’ebitda da 991 milioni di fine 2025, l’EV/EBITDA 2025 implicito dell’offerta, sempre togliendo il dividendo, ammonta a 12,87x, non proprio ingeneroso anzi. I multipli dell’offerta in altre parole non sono tirati, anzi e il mercato dovrà esercitare qualche pressione in più se vorrà portare sul tavolo il tema di un ritocco.