SpaceX verso l’IPO dei record: raccolta attesa tra 75 e 80 miliardi di dollari

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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Il colosso spaziale di Elon Musk deposita il primo prospetto presso la SEC, la Consob Usa. Nel 2025 fatturato da 18,67 miliardi di dollari, ma perdite per quasi 5 miliardi. Il gruppo dovrebbe debuttare con una valutazione totale tra 1,75 e oltre 2 trilioni di dollari. Ecco i numeri, ecco i progetti

SpaceX verso l’IPO dei record: raccolta attesa tra 75 e 80 miliardi di dollari
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Se non si può andare subito su Marte, si può quantomeno partire per Wall Street. Con l’obiettivo di raccogliere risorse gigantesche nella più grande IPO della storia, quella di SpaceX, che potrebbe eclissare i record di Saudi Aramco del 2020, quando la compagnia petrolifera saudita raccolse la cifra record di 25,6 miliardi di dollari.

Secondo i rumors ampiamente rilanciati dalla cronaca finanziaria globale (dal Wall Street Journal a Reuters), il nuovo collocamento dovrebbe raccogliere infatti una cifra record compresa tra i 75 e gli 80 miliardi di dollari, ponendo la valutazione Space Exploration Technologies Corp. – questo il nome completo della prossima supermatricola di New York – tra 1,75 trilioni e oltre 2 trilioni di dollari, anche questo un nuovo record.

Il collocamento in Borsa prevederebbe azioni di classe A e di classe B e queste ultime avrebbero diritti di voto 10 a 1: un meccanismo studiato per garantire al fondatore e amministratore delegato Elon Musk un saldo controllo di SpaceX anche dopo la quotazione.

I tempi? Assai rapidi. In base alla legge statunitense, una società in via di quotazione può avviare il roadshow per raccogliere le prime prenotazioni di titoli in collocamento 15 giorni dopo la pubblicazione del prospetto e questo porrebbe dal 4 giugno in poi i primi approcci di SpaceX al mercato.

Con l’aiuto ovviamente dei big di Wall Street da Goldman Sachs a Morgan Stanley, da Bank of America a Citigroup e JP Morgan, per citare soltanto i primi cinque nomi della lista dei joint book-running manager del maxi-collocamento.

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SpaceX, le ambizioni marziane di Musk

Il progetto di SpaceX è nato nel 2002 da un pugno di collaboratori e ormai impiega più di 22 mila persone, dopo aver rivoluzionato il settore spaziale grazie alle tecnologie spettacolari di riuso dei razzi di lancio.

L’obiettivo dichiarato è la rivoluzione del rapporto dell’uomo con lo spazio, la scoperta della sua vera natura, i primi viaggi dell’uomo su Marte.

Ti vuoi svegliare al mattino e pensare che il futuro sarà grande, ecco cosa vuol dire una civiltà capace di espandersi nello spazio. Riguarda la fiducia nel futuro e la convinzione che il futuro sarà migliore del passato. E non posso pensare a niente di più eccitante che andare là e stare tra le stelle”, ha dichiarato Musk.

Ad alimentare le sue ambizioni, il successo delle tecnologie di SpaceX, che da sola ha già messo nello spazio più dell’80% del materiale messo in orbita dall’umanità, i famosi satelliti in orbita bassa della sua Starlink che stanno a loro volta rivoluzionando le telecomunicazioni: circa 9.600 satelliti a oggi.

All’inizio di quest’anno SpaceX ha anche comprato xAI, la società cui fa riferimento l’intelligenza artificiale di Musk, Grok, lanciata nella ricerca della ‘verità sull’universo’, e lo stesso X, l’ex Twitter, uno di maggiori social network del pianeta e ora divenuto anche uno degli spazi privilegiati di training dello stesso Grok, che può accedere in tempo reale a circa 350 milioni di post al giorno del social.

Tutte ambizioni, filiere a industrie che ora fanno capo alla società del Texas, domiciliata al numero 1 di Rocket Road a Starbase, Texas, 75821, il feudo di Musk vicino a Boca Chica, in pratica al confine con il Messico sul Golfo, che ha votato un anno fa per cambiare nome e seguire i desideri del suo sponsor maggiore.
A volte per ridisegnare la geografia delle spazio, si parte dalle carte terrestri.

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SpaceX, i conti del big dello spazio di Musk

SpaceX è già un colosso: nel 2025 ha accresciuto di oltre il 33% i ricavi complessivi, portandoli a 18,67 miliardi di dollari.
Di questi più del 60% viene dalla connettività, ossia dalle telecomunicazioni di Starlink citate che contano ormai 10,3 milioni di sottoscrittori, circa 11,38 miliardi (+49,8%), poi ci sono 4,08 miliardi di spazio (tra servizi di lancio e sviluppo) e infine l’intelligenza artificiale (e i social network) con i suoi 3,2 miliardi.

L’anno scorso però SpaceX ha registrato una perdita operativa da 2,59 miliardi di dollari circa, contro un utile operativo da 466 milioni nel 2024 e una perdita netta di 4,937 miliardi di dollari contro l’utile netto 2024 da 791 milioni.

Un trend che non viene smentito dai dati del primo trimestre del 2026 che ha visto un giro d’affari da 4,69 miliardi di dollari, una perdita operativa da 1,94 miliardi e una perdita netta nei soli tre mesi di 4,27 miliardi di dollari.

Anche le perdite sono colossali insomma e forse fanno eco alle recenti dichiarazioni di Musk sul fatto che la missione umana per Marte, la regina delle ambizioni del fondatore delle Tesla, si sta rivelando molto più costosa e impegnativa del previsto.
Né sarà molto più semplice realizzare il progetto di mettere nello spazio i data center per l'AI, come vorrebbe fare Musk, usando le tecnologie di SpaceX per mettere i data center in orbita sincronica con il sole per sfruttarne l'energia.

Non a caso Fortune dichiara che il filing dell’IPO di SpaceX rivela quello che è: un mostro da un trilione di dollari costruito per colonizzare Marte.

D’altronde quando mai ci sono state ambizioni a buon mercato a Wall Street?

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