Enav in rimonta a Piazza Affari, ma serviranno delle conferme

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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A giugno il dividendo generoso di € 0,29, con un payout del 200% che attinge alle riserve. Il titolo ha inviato segnali di debolezza, nonostante risultati solidi ancorché in calo. Il MEF ha insediato il nuovo cda con l'ad De Biasio, intanto il mercato spera in uno stop del conflitto in Medioriente: ecco il quadro

Enav in rimonta a Piazza Affari, ma serviranno delle conferme
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Spunti costruttivi per Enav nel pomeriggio di Piazza Affari: il titolo estende la reazione avviata nei giorni scorsi dai minimi del 12 maggio a 4,728 e recupera con un rialzo del 2,16% quota 5,1, lasciandosi alle spalle la soglia psicologica dei 5 euro e toccando con i massimi intraday a 5,07 la media mobile esponenziale a 50 sedute un riferimento dinamico rilevante anche per la società delle torri.

Il titolo d’altronde ha già dimostrato in passato di reagire a queste media mobili risollevandosi, per esempio di recente proprio dai citati minimi di quota 4,72 dopo il contatto con la media mobile esponenziale a 200 sedute.

Ciononostante nel breve periodo serviranno ben altre conferme per cancellare il segnale di vendita inviato al mercato a fine aprile con la violazione della trendline ascendente dai minimi del 31 luglio 2025.

Allora l’azione era tornata in intraday a 3,624 euro prima di innescare poi quel rally del 56% che in meno di un anno l’ha catapultata a 5,64 euro record del febbraio 2026 su un livello che non si toccava dal febbraio 2020. Movimenti non da poco insomma, soprattutto per un titolo che in teoria dovrebbe essere stabile e caratterizzato da un business prevedibile. In realtà non sembra proprio essere così e anche il trading su questa società appare vivace vista la natura spesso squisitamente ‘tecnica’ di alcuni movimenti: il calo dai citati massimi di febbraio, facilmente collegabile alla crisi iraniana che naturalmente rischia di pesare sul business dei voli, si è arrestato a più riprese in area 4,87 euro, esattamente sul 38,2% del ritracciamento di tutto il percorso fatto dai bottom del luglio 2025 al febbraio 2026, uno dei livelli chiave di Fibonacci e sicuramente qualcosa di più di una coincidenza, visto che ci sono voluti ben tre attacchi almeno per aver ragione di questo supporto.

L’affondo - come visto – non è andato molto oltre, ma sembra inevitabile ormai un rallentamento almeno del trend rialzista, se non una sua inversione. In quest’ottica la citata media mobile in transito oggi dai 5,07 euro si configura come il primo obiettivo da abbattere per scongiurare ulteriori affondi in direzione opposta e consolidare la reazione delle ultime sedute. A 4,96 e a 4,86 euro si possono rintracciare altri livelli che dovranno tenere. Ma non mancano le risorse positive, le leve, per così dire, che potrebbero liberare valore nel breve termine.

Enav in rimonta a Piazza Affari, ma serviranno delle conferme

Enav, i driver esogeni dei prezzi, dal petrolio al generoso dividendo

La prima che viene in mente è l’ipotesi di pace: certo fragile e incerta, ma sostenuta dall’ultimo post di Trump sul suo social Truth nel quale il presidente Usa affermava di avere intrapreso dei negoziati promettenti con Teheran sulla scorta del sostegno di alcuni dei maggiori paesi dell’area (e dei più danneggiati dal conflitto in corso): Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti. Se sono rose fioriranno, ma intanto oggi il petrolio ripiega e il mercato sembra propenso all’ottimismo. Anche perché con il superamento del 5% di rendimento chiesto ai Treasury degli Stati Uniti a 30 anni è risuonato già l’altolà dei bond vigilantes a Washington. Ça va sans dire che un ritorno del traffico sullo Stretto di Hormuz e un prevedibile ribasso delle quotazioni del petrolio greggio e del jet fuel per gli aeroplani prevedibilmente darebbe un impulso rialzista anche al settore dei viaggi, delle compagnie aeree e a Enav stessa.

Un altro possibile driver per la società delle torri che data: quella del 22 giugno 2026, quando il titolo di Enav staccherà per i propri azionisti un dividendo di 0,29 euro. Ai prezzi di oggi è un generoso 5,77% del valore dell’azione (dividend yield). Generoso sì in effetti: tolta la riserva del 5% dall’utile 2025 (€ 82,25 mln circa) rimanevano per gli azionisti 78,14 milioni di euro, ma per raggiungere la cedola da 0,29 euro che comporterà il versamento ai soci di quasi 156,7 milioni di euro si è deciso di attingere alle riserve della società per altri 78,5 milioni di euro (anche eliminando dal conteggio quegli 1,5 milioni scarsi di titoli propri in portafoglio). In altre parole il payout teorico è di circa il 200%.

Non proprio un’azione da manuale, ma va precisato che il bilancio di Enav del 2025 è più che capiente con un patrimonio netto di oltre 1,168 miliardi e una PFN negativa per 151,7 milioni appena (peraltro in netto miglioramento rispetto ai 269 milioni del 2024). C’è fieno in cascina insomma e anche i due covenant finanziari appaiono ampiamente rispettati: il rapporto PFN/ebitda era a -0,6x su un livello di 4x al massimo e il rapporto ebitda/oneri finanziari sfiorava i 37x su un floor di 6x. Certo in termini di redditività va comunque ricordato che l’anno scorso Enav ha registrato un calo degli utili di quasi il 26% a 93,12 milioni.

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Il resoconto del primo trimestre, che già in parte scontava il nuovo panorama della crisi del Golfo per il mese di marzo, registrava però qualche scossa. Nei tre mesi Enav registrava un balzo dei ricavi dell’8,2% a 196 milioni di euro, ma l’ebit migliorava del 21,8% a un rosso da 20,46 milioni, mentre il periodo si concludeva con una perdita da 22,82 milioni in calo del 22,2% rispetto al primo quarto del 2026. Su questo fronte va evidenziata comunque la tipica stagionalità di questo business e va precisato che il gruppo ha deciso di rinviare la guidance completa sul 2026.

Enav, De Biasio nuovo ad e il Piano nazionale per gli aeroporti

Ma c’è un’ultima importante novità recente da segnalare per il gruppo: il cambio della governance con l’insediamento del nuovo cda voluto dal Ministero dell’Economia, primo azionista di Enav con una quota del 53,28% del capitale che ha anche spinto qualcuno a ipotizzare prossimi disimpegni ministeriali per reperire risorse da destinare al taglio delle accise e della bolletta energetica italiana. Il nuovo board del gruppo vede alla presidenza Sandro Pappalardo e come nuovo amministratore delegato Igor De Biasio al posto di Pasqualino Monti passato alla guida di Enav. A questo si potrebbe aggiungere il nuovo piano Nazionale Aeroporti 2026-2035 presentato il 12 maggio al Ministero delle Infrastrutture, che prevede una crescita strutturale del turismo dopo i 230 milioni di passaggeri in Italia nel 2025 (+5%): il nuovo obiettivo è di 305 milioni nel 2035, un target ambizioso su cui bisognerà però investire…