Carovita: ISTAT, l’inflazione balza al 2,7% ad aprile
pubblicato:Come da attese è l'energia che pesa di più, dal gasolio all'elettricità. A maggio il quadro potrebbe cambiare ancora. Anche lo scaffale del supermercato registra dei rincari

Gli ultimi numeri dell’Istat sull’inflazione ad aprile mostrano i risultati definitivi dell’indagine statistica sui prezzi dello scorso mese e confermano un duro impatto indiretto della nuova crisi del Golfo sui principali panieri dei beni e servizi di consumo in Italia.
Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica la crescita annuale dell’inflazione è passata dall’1,7% di marzo al 2,7% di aprile: sono livelli che non si vedevano dal settembre del 2023.
Inflazione, l'impatto dell'energia
Come da attese la crescita annuale dei prezzi, che negli ultimi due anni e mezzo si era sempre tenuta sotto il due per cento, ha subito l’impatto di un aumento importante dei prezzi dei beni energetici: la loro variazione dei prezzi è passata da un -2% a un +9,6% che influenza poi tutto il paniere dei consumi. Crescono in maniera rilevante sia gli energetici non regolamentati (+9,6%), che quelli regolamentati (+5,3%). L’Istat evidenzia in particolare i rincari di beni primari della bolletta energetica dell’italiano medio:
· Il gasolio per riscaldamento passa da un già grave +12,3% di marzo a un +38,1% a/a ad aprile
· Il gas di città e gas naturale mercato libero: va da -12,7% a +4,4%
· Il gasolio dei mezzi di trasporto balza da +12,5% a +27,8% a/a fra marzo ed aprile
· L’elettricità del mercato libero segna un forte aumento: -3,8% a marzo; +8,2% ad aprile
· La benzina nel mese passa da -2,9% a +1,1% a/a
A maggio probabilmente il quadro generale è cambiato ancora anche per effetto del nuovo decreto accise che ha confermato i tagli del diesel e limitato quelli ai prezzi della benzina, come ampiamente visibile dai prezzi alla pompa di questi giorni.
Inflazione, crescono anche gli alimentari non lavorati
Purtroppo decenni di studi sulle dinamiche dell’inflazione e le esperienze degli ultimi anni hanno dimostrato che tendenzialmente l’aumento dei prezzi interviene lentamente erodendo con forza crescente il potere di acquisto delle famiglie. Purtroppo anche la dinamica di alcuni altri beni già comincia a dimostrare il passaggio dei rincari al carrello della spesa.
Ad aprile gli alimentari non lavorati rincarano del 5,9% sul dato di un anno fa.
In questo insieme spiccano ortaggi e altri alimentari (+6,2%); pesci e prodotti ittici (+3,2%) e frutta anche a guscio (+2,9%).
Decelerano gli alimentari lavorati (da 1,3% a 0,7%) e, in un altro paniere, i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,6%), che vedono flettere i servizi di alloggio (da 4,0% a +1,7%). Controintuitivo il calo dei prezzi del trasporto aereo di passeggeri (da +2,9% a un -12,8%), ma come noto è un settore in riassetto e sottoposto a incertezze particolari in questa fase.
Il quadro generale comunque punta chiaramente a un peggioramento del caro-vita nel mese di aprile.