Modena, le e-mail al vetriolo che Salim El Koudri inviava all'Università: "Dovete farmi lavorare"
pubblicato:Salim El Koudri inviava ripetute richieste di lavoro all'Università di Modena: "Vivo con i miei genitori, che posso fare?"

"Dovete farmi lavorare", "sto cercando un lavoro", "vivo con i miei genitori", "cosa devo fare?", questo e altro in una serie di e-mail che Salim El Koudri, il 31enne arrestato dopo aver ferito 8 persone lanciandosi contro il marciapiede di via Emilia, a Modena, avrebbe inviato all'Università di Modena a partire dal 2021. Il giovane alternava richieste di supporto a insulti e minacce, per poi scusarsi poco dopo per la maleducazione. Oggi, 19 maggio, si terrà l'udienza di convalida davanti al gip.
Le e-mail piene di rabbia di Salim El Koudri
Il Tg1 della mattina del 19 maggio ha mostrato alcune e-mail che Salim El Koudri, arrestato per la strage di Modena sabato 15, inviava all'Università. Il 27 aprile 2021 scriveva: "Bast... cristiani di me... voi e il vostro Gesù in croce, lo brucio". Subito dopo, le scuse: "Mi dispiace per la maleducazione".
Poi El Koudri ha inviato ripetute richieste di supporto perché non trovava lavoro. Il 31enne, infatti, si era laureato in Economia ma non risulta che avesse un impiego. Il tabaccaio di Ravarino, inoltre, lo ricorda che ogni mattina si presentava nel suo negozio per acquistare dei gratta e vinci.
Le richieste di lavoro all'Università di Modena
Sempre il 27 aprile 2021 Salim El Koudri scriveva: "Dovete farmi lavorare come impiegato e non come magazziniere, capito? Qua a Modena, non in cu*o al mondo, mi rimangono in tasca 500 euro". Poi il 27 febbraio 2022, quando allo stesso indirizzo ha inviato questo messaggio:
Non riesco a trovare un lavoro coerente con i miei studi e non so cosa fare. Sono da solo, ho 27 anni e vivo con i miei genitori stranieri. Cosa mi consigliate di fare? Grazie.
Il 31enne non risponde al gip
Stando alle ultime notizie pubblicate nel pomeriggio dal Corriere della Sera, durante l'udienza di convalida Salim El Koudri non ha risposto alle domande del gip. Il suo avvocato Fabio Giannelli, continua il Corriere, riferisce che il suo assistito avrebbe comunque fornito i codici di sblocco del suo cellulare per metterlo a disposizione degli inquirenti.
Ai cronisti ha riferito: "La Procura giustamente ha chiesto la convalida dell'arresto e ha chiesto la custodia in carcere, che in questo momento è certamente quello che ci aspettavamo", ma per il momento non sarebbe stata accertata l'aggravante della premeditazione.
"Nessuno al momento ha capito davvero cosa sia scattato nella sua mente quel giorno, saranno gli psichiatri forensi ad accertarlo", ha aggiunto. Infine, la Procura di Modena non ha contestato l'aggravante del terrorismo e dell'odio razziale. Al 31enne sono stati contestati i reati di strage e lesioni.