Petrolio in calo con l'ottimismo USA sui negoziati iraniani, ma i prezzi potrebbero restare più elevati

di FTA Online News pubblicato:
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Prezzi del petrolio ancora in calo nel primo pomeriggio di Piazza Affari. Il future sul Brent cede l'1,69% e torna a 110,2 dollari al barile, mentre il derivato sul WTI 'americano' segna una flessione dell'1,2% a 103,1 dollari. A suggerire le vendite sul petrolio greggio contribuiscono le prospettive ottimistiche sull'avvio di negoziati più costruttivi per una pace in Iran e nel golfo Persico.

Il presidente Usa Donald Trump dichiarato sul suo social network Truth di essere stato raggiunto dall'emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani, dal principe ereditario dell'Arabia Saudita, Mohammed bin Salman Al Saud, e dal presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan, con la richiesta di uno stop alla pianificazione di nuovi attacchi statunitensi in Medioriente. Attacchi che sarebbero dovuti cominciare oggi stesso, ma che quindi la Casa Bianca ha deciso di interrompere per lasciare spazio a dei negoziati che si preannunciano "seri" e che secondo i leader arabi citati dovrebbero essere graditi agli Stati Uniti e alle nazioni del Golfo. In particolare l'accordo che si profila all'orizzonte prevederebbe lo stop a ogni arma nucleare dell'Iran, una condizione, come noto, dichiarata a più riprese imprescindibile da Washington.

"Sulla base del rispetto che nutro per questi leader, ho ordinato al Segretario della guerra Pete Hegseth, il capo dello Stato maggiore congiunto USA Daniel Caine e le forze armate USA di non lanciare oggi l'attacco, ma di tenersi pronti a un'offensiva su larga scala nel caso in cui i negoziati non approdassero a un'intesa accettabile", ha aggiunto Trump.

Incidentalmente si può notare che la struttura di mercato dei future sul Brent negoziati per le varie scadenze sulle piattaforme dell'ICE mostra già da tempo una situazione di backwardation, quindi la previsione implicita di prezzi in calo nei prossimi mesi, ma ha alzato il punto teorico di approdo delle quotazioni del petrolio al termine verosimile della crisi a un livello materialmente più elevato rispetto dei valori registrati prima degli attacchi di fine febbraio. In particolare i future indicano per il prossimo dicembre un Brent ancora prezzato a quota 91,95 dollari e soltanto nel dicembre 2030 un Brent a 72,44 dollari.

Il WTI americano mostra una struttura meno ingenerosa e meno frequentata dai trader, ma comunque in backwardation con quotazioni attese a 84,69 dollari a fine anno e a 80 dollari il prossimo marzo 2027.

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