Borsa Italiana, la girandola delle nomine pubbliche da Leonardo ad Eni

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
5 min

Confermata la designazione di Mariani alla guida operativa della società della difesa al posto di Cingolani. Il mercato non apprezza. Di Foggia approda alla presidenza dell’oil company e al suo posto in Terna va Pasqualino Monti. Ecco il quadro dei nuovi assetti manageriali

Borsa Italiana, la girandola delle nomine pubbliche da Leonardo ad Eni

La girandola delle nomine delle partecipate pubbliche, tutti pezzi da novanta di Piazza Affari, ha fatto uno scatto in avanti alle 22:37 di ieri sera, quando il Ministero dell’Economia (MEF) ha inviato il comunicato sul deposito delle liste per i cda di Enel, Enav, Eni e Leonardo.

Nomine pubbliche, a breve le liste della CDP completeranno il quadro

Il puzzle sarà completato a breve con l’invio della lista di CDP per Terna, ma la Cassa Depositi e Prestiti, che del gestore della rete elettrica nazionale è primo azionista con poco meno del 30%, è controllata all’82% dello stesso ministero di Giancarlo Giorgetti, quindi i giochi sono comunque fatti.

A CDP Reti (che è anche partecipata al 35% da State Grid Corporation of China) fanno riferimento pure il 31% di Snam e il 25,9% di Italgas, mentre a CDP Equity controlla il 12,8% di Saipem, il 71,3% di Fincantieri, il 14,4% di Nexi, il 16,4% di Webuild e il 21,3% di Trevi Finanziaria Industriale. Per nominare solo le maggiori quotate, cui bisogna aggiungere in questa breve prospettiva del portafoglio pubblico almeno le non quotate Autostrade per l’Italia (88,1%), Ansaldo Energia (99,6%) e Open Fiber (60%).

Anche le liste di CDP, che ha chiuso il 2025 con un utile della capogruppo di 3,2 miliardi di euro e un attivo da 489 miliardi, sono quindi di primo piano per Piazza Affari che oltretutto è chiamata direttamente in causa, visto che CDP Equity ha anche l’8,08% di Euronext la società che controlla, tra le altre, le borse di Milano e Parigi.

Di Foggia verso la presidenza di Eni, al suo posto in Terna Pasqualino Monti

Il colosso delle reti elettriche Terna è già stato chiamato fortemente in causa da questo primo round di proposte: il suo attuale presidente Igor De Biasio, che si dice sia vicino alla Lega, si appresta a lasciare l’incarico per diventare amministratore delegato dell’Enav, la società degli uomini radar controllata al 53% da Tesoro il cui attuale ad Pasqualino Monti, considerato vicino a Fratelli d’Italia, sarebbe ora diretto proprio al prestigioso incarico di amministratore delegato di Terna. Alla presidenza dell'Enav è stato inoltre designato dal MEF Sandro Pappalardo che lo stesso ministero ha nominato presidente di Ita Airways lo scorso gennaio 2025.

Ma una delle novità di questo nuovo giro di nomine è proprio lo spostamento a sorpresa dell’attuale amministratrice delegata di Terna Giuseppina Di Foggia (che secondo molti ha lavorato bene) al prestigioso incarico di presidente dell’ENI, la oil company nazionale di cui il MEF ha un 2,16% di quote dirette e soprattutto un altro 30,9% tramite CDP.

In vista della prossima assemblea del 6 maggio il ministero ha depositato la propria lista per il nuovo cda indicando per la presidenza proprio Di Foggia e designando alla quinta riconferma come amministratore delegato Claudio Descalzi.

Per la prossima assemblea di Enel del 12 maggio, il Mef, che controlla 23,59% del capitale di questo colosso globale dell'energia, confermato l'indicazione al vertice del presidente Paolo Scaroni e dell'amministratore delegato Flavio Cattaneo.

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In Leonardo le novità più importanti (che il mercato non gradisce)

La novità maggiore di questo giro di valzer delle partecipate pubbliche resta però quella di Leonardo dove le voci di sostituzione dell’amministratore delegato Roberto Cingolani con Luciano Mariani trovano conferma nella nuova lista del Tesoro per l’assemblea del prossimo 7 maggio: via XX settembre ha indicato al vertice della società della difesa impegnata nel progetto pluriennale del Michelangelo Dome i nomi di Francesco Macrì per la presidenza e di Lorenzo Mariani, appunto, come prossimo ad.

In uscita dal gruppo quindi sia l’attuale presidente Stefano Pontecorvo, che l’ex ministro Cingolani. L’aretino Macrì, già membro del cda di Leonardo e vicino a FdI, si prepara quindi per la prima carica di Leonardo che aggiunge all’importante ruolo di presidente esecutivo di Estra, importante multiutility toscano-marchigiana.

Ma il nome che fa più rumore è quello di Lorenzo Mariani, attuale direttore per l’Italia di MBDA, la società dei missili partecipata da Airbus (37,5%), da Bae Systems (37,5%) e da Leonardo (25%).

Mariani era già stato indicato come ad di Leonardo dal ministro della Difesa Guido Crosetto tre anni fa e ha vinto sulla candidatura alternativa di Gian Piero Cutillo, che guida oggi la strategica divisione degli elicotteri e, sostenuto pare dal MEF ma assente dalla nuova lista del cda, sarebbe stato indicato senza successo anche come direttore generale di Leonardo.
Mariani sarebbe considerata la risposta all’esigenza espressa dalla stessa presidente del consiglio Giorgia Meloni di indicare manager più organici alle forze di governo.

D’altronde tutte queste nomine sono il frutto di un intenso lavoro della premier con i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini.
Il fatto che due manager di peso interni come Mariani e Cutillo fossero in gioco per la guida operativa della società della difesa conferma d’altronde l’esigenza di mantenere un dialogo con i mercati che non hanno affatto gradito la sostituzione di Cingolani, un manager che ha portato grandi risultati.

Il titolo di Leonardo ancora in queste ore perde il 6,83% a 55,38 euro e a inizio settimana aveva perso l’8% sulla scorta dei primi rumors sul cambio al vertice. Niente di preoccupante, la struttura tecnica tiene ed è un po’ tutto il settore difesa europeo oggi a segnare il passo (per esempio Rheinmetall cede in queste ore il 5,66%), ma di certo ci sono dei segnali da tenere sotto controllo.