Petrolio in calo con l’ottimismo sull’Iran, ma il quadro resta complicato
pubblicato:Gli Stati Uniti concedono altro tempo alla diplomazia, Teheran valuta il memorandum, ETF ed ETC sul greggio ripiegano, ma senza strappi vincolanti. I mercati avviano la settimana con un approccio costruttivo

L’ETF WisdomTree Brent Crude Oil (JE00B78CGV99), che secondo justETF, è il fondo passivo più importante sul Brent con circa 825 milioni di euro di attivi, segna in queste ore calo del 4,82% a 73,2 euro, ma non minaccia direttamente la trendline in forza proprio dai minimi del 26 febbraio e in transito oggi da area 70,8 euro dove incontra la media mobile esponenziale a 50 sedute, riferimento importante per il quadro tecnico di medio periodo. È un ETF/ETC quotato anche su Borsa Italiana, ma che assorbe tutti i pericoli di questa fase convulsa della nuova crisi del Golfo. Se non è uno strumento adatto ai portafogli non professionali, può senz’altro fungere da barometro di un contesto in rapida evoluzione. Da monitorare insomma, anche per la coerenza con il resto del quadro, a partire dall’orientamento del parallelo WisdomTree WTI Crude Oil (GB00B15KXV33), in calo del 5,56% a 13,04 euro in queste ore, che invia segnali affini.
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Petrolio, Trump dà più tempo alla diplomazia, quadro in evoluzione
L’Iran non ha ancora fornito una risposta univoca e condivisa sul memorandum proposto dagli Stati Uniti, trapela ancora una certa distanza su aspetti chiave come le sanzioni e gli asset iraniani congelati all’estero (Tasnim News).
Il presidente Usa Donald Trump, che aveva suggerito venerdì scorso la possibilità di un accordo nel giro di qualche ora: ha fatto un passo indietro e rivendica ora tutto il tempo necessario per raggiungere un ‘accordo appropriato', che soprattutto scongiuri il ritorno di Teheran sulla via del nucleare.
Le trattative fervono, la Casa Bianca ha sentito tutte le potenze del Medioriente, compresi Israele e soggetti attivi nella mediazione come Pakistan e Turchia. Il segretario di Stato Usa Marco Rubio, in pratica il ministro degli esteri degli Stati Uniti, ha confermato che Washington vuole dare alla diplomazia tutto lo spazio di cui necessita, prima di passare ad altre vie (verosimilmente nuovi bombardamenti).
Gli Stati Uniti sembrano molto determinati a trovare un accordo, ma non è ancora chiaro fino a che punto potranno costringere i pasdaran entro i confini rossi tracciati dalla questione del nucleare militare e dal libero passaggio per lo Stretto di Hormuz.
La situazione potrebbe insomma precipitare di nuovo da un momento all’altro, anche se i mercati cominciano questa ottava di Borsa all’insegna dell’ottimismo.
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Petrolio, i mercati aprono l'ottava con un sentiment positivo
Il calo delle quotazioni del petrolio greggio – Brent a 98,29 $/b, -5,07%; WTI a 91,52 $/b, -5,26% - è il primo chiaro segnale di questo approccio, ma ce ne sono molti altri.
C’è per esempio l’indebolimento del dollaro sull’euro (EUR/USD a 1,1643, +0,51%), che affianca di nuovo l’alleggerimento dei prezzi del petrolio.
Va poi sottolineato l’orientamento molto positivo dei mercati azionari: di Euro Stoxx 50 (+1,31%), Dax tedesco (+1,07%), Ftse MIB (+0,91%). Sono acquisti che seguono quelli registrati nelle borse asiatiche, ma va ricordato che oggi la seduta è orfana del mercato di Londra e lo sarà di Wall Street, chiusa per il Memorial Day.
Questo quadro ottimista trova un altro elemento di coerenza nel ritorno degli acquisti anche sui titoli di Stato europei che comprime i rendimenti del Vecchio Continente. In queste ore il BTP decennale italiano segna un calo del rendimento di ben 10 punti base al 3,66%. Lo spread su un Bund il cui rendimento si contrae di 8 punti base per tornare al 2,95%, si pone a 71 punti base. Questa settimana sono in calendario alcune emissioni del debito pubblico italiano e nelle prossime giungerà sul mercato il nuovo BTP Italia Sì.
Petrolio, in Italia si rendono necessarie nuove misure fiscali su accise e carburanti
Con l’ingresso nella 13esima settimana del conflitto aumenta costantemente il pericolo di un travaso della crisi nell’inflazione strutturale.
Il governo italiano ha dovuto varare venerdì sera un nuovo decreto-legge sul taglio delle accise e sui carburanti per scongiurare uno sciopero generale dei camionisti questa settimana (i rappresentanti di primo piano dell’esecutivo ne avevano incontrato i rappresentanti qualche ora prima) e per evitare che alla pompa balzassero nuovamente i prezzi: questa volta sono 5 centesimi di sforbiciata per la benzina e 10 centesimi per il gasolio fino al 6 giugno prossimo. La maggiore sigla italiana dell'autotrasporto, Unatras ritira la mobilitazione.
Le misure sono infatti affiancate da una proroga fino al giugno 2026 dei crediti d’imposta per i maggiori costi sostenuti dagli autotrasportatori e da un accorciamento del relativo meccanismo del silenzio assenso a un periodo di 30 giorni, invece che di 60 giorni.
Queste ultime due sono precise richieste degli autotrasportatori – costeranno 300 milioni di cui 100 milioni già versati in precedenza - per scongiurare blocchi che avrebbero avuti impatti pesanti su inflazione e crescita.
Il quadro generale però rimane estremamente complicato, con il rischio che anche l’inflazione PCE, la più monitorata dalla Fed statunitense, in uscita giovedì 28 maggio, confermi un impatto dell’inflazione anche sull’economia degli Stati Uniti.
Una tregua prima di quella data alleggerirebbe senza dubbio le tensioni, ma già nelle scorse settimane gli operatori si sono trovati a più riprese di fronte all’annuncio di una pace in arrivo e poi rinviata.
La prudenza resta insomma d’obbligo, anche in questo inizio di settimana ottimista.