Unicredit: i risultati dell’offerta confermano la conquista di Commerzbank
pubblicato:Le adesioni raggiungono il 17,6%, ben oltre le attese, e la banca di Piazza Gae Aulenti è a pochi centesimi dal controllo di diritto. Prevedibili le maggioranza in assemblea e l'avvio di nuove trattative sulla governance, ma potrebbe volerci del tempo. Ecco il quadro

I dati definitivi dell’offerta di scambio di Unicredit su Commerzbank pubblicati stamane confermano il successo dell’offerta decisamente superiore alle attese iniziali.
Le adesioni alla proposta da 0,485 azioni Unicredit per ogni titolo di Commerzbank hanno raggiunto il 17,6%, quasi 200 milioni di titoli. Si aggiungono a un altro 26,77% di quote dirette ‘di partenza’ e a un altro 3,22% di derivati con regolamento fisico.
Unicredit sfiora il 50% dei voti su Commerzbank
In totale significa che Unicredit arriva al 47,59% del capitale sociale della banca di Francoforte.
Ma questa già rimarchevole quota salirà ulteriormente, visto che il gruppo Commerzbank ha completato un piano di riacquisto di titoli propri (buyback) e ha in portafoglio ormai il 4,14% del capitale proprio, più di 46,6 milioni di azioni proprie che non votano in assemblea.
A conti fatti la banca di Piazza Gae Aulenti raggiunge quindi diritti di voto pari al 49,65% del capitale di Commerzbank.
La partecipazione potenziale oltretutto arrotonderà anche la quota nel capitale sociale non appena, come promesso dal gruppo guidato dalla CEO Bettina Orlop, la banca tedesca annullerà le azioni proprio in portafoglio.
Unicredit-Commerzbank: dall'offerta tecnica al controllo
L’offerta cominciata lo scorso 5 maggio e terminata il successivo 16 giugno è passata anche dalle due settimane ulteriori previste dalle norme tedesche sulle offerte pubbliche di acquisto (20 giugno-3 luglio 2026) ed è quindi approdata oggi ai risultati definitivi e, come anticipato dall’amministratore delegato di Unicredit Andrea Orcel lo scorso 23 giugno al Mediobanca Italian CEO Conference, proiettano la banca italiano al controllo di Commerzbank.
Come noto le motivazioni iniziali dichiarati da Unicredit erano squisitamente tecniche: essendo la banca sulla soglia chiave del 30% del capitale di Commerz che intanto procedeva con buyback di peso, sembrava più razionale lanciare un’offerta sul minimo regolamentare richiesto dalle norme teutoniche per svincolare Piazza Gae Aulenti dalla necessità di regolare continuamente la propria posizione. Il mercato ha però premiato molto più delle attese la banca italiana e l’ha proiettata al controllo della banca tedesca.
In Germania, infatti, la legge stabilisce che il controllo di una società è determinato dal controllo del 50% dei voti più uno in assemblea. Sulla base di questa previsione, il 49,65% dei diritti di voto consente già di parlare di controllo di Commerzbank. In Italia si parlerebbe di controllo di fatto.
Basti pensare che nelle ultime 5 assemblee di Commerz si è presentato poco meno del 60% del capitale al voto, quindi le quote della banca italiana sarebbe più che sufficienti a esercitare un’influenza dominante e quindi a eleggere il consiglio di sorveglianza e dirigere indirettamente la nomina del consiglio di gestione.
Lo statuto della banca di Francoforte prevede un consiglio di sorveglianza a 20 membri, dei quali 10 eletti dall’assemblea e altri 10 dai rappresentanti dei lavoratori (Codetermination Act).
Va inoltre considerato che nel capitale sociale della banca tedesca è presente, con una corposa quota del 12,11% del capitale, lo Stato federale tedesco, oltre a diversi investitori internazionali come Nomura, Jefferies, Citigroup e Morgan Stanley.
Allo stesso tempo è innegabile che, con una quota che manca di soli pochi centesimi il 50% del capitale più un voto, Unicredit è chiaramente proiettata a quello che in Italia chiameremmo controllo di diritto di Commerzbank.
È verosimile e probabile che nelle prossime settimane, dunque, il management di Unicredit si sieda a un tavolo con il governo tedesco e con il management della banca per stabilire un percorso di aggiornamento della governance di Commerz.
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Unicredit-Commerzbank, potrebbero volerci ancora diverse settimane
Sarebbe a questo punto anomalo un percorso diverso, anche se sui tempi bisogna fare qualche precisazione.
A differenza che in Italia, in Germania è previsto che le offerte ricevano a posteriori l’approvazione della Bafin, la Consob tedesca, e il processo di autorizzazione sarà senz’altro condotto in concomitanza con quello di approvazione da parte della BCE.
Potrebbero volerci alcuni mesi insomma per il ‘settlement’ dei titoli di Commerz, ossia per la loro effettiva registrazione nel portafoglio di Unicredit con le conseguenze del caso. E’ innegabile però che dei passi decisivi siano stati compiuti.
Seduta difficile per le banche e le vendite non risparmiano Unicredit e Commerzbank
Per il resto oggi non è una giornata facile per festeggiare per le banche europee. Come spesso accade, i titoli del credito si incaricano di trasmettere le incertezze degli operatori ai listini e oggi veicolano la recrudescenza della crisi nel Golfo con i nuovi attacchi incrociati USA-Iran. L’Euro Stoxx Banks cede il 3,76%
Commerzbank in questo momento perde lo 0,57% e torna a 38,06 euro. Unicredit segna invece un più pesante ribasso del 2,94% a 79,79 euro.
Ma, nonostante queste sferzate dei mercati azionari, probabilmente qualcuno festeggia.