Petrolio, prezzi in stabilizzazione dopo i recenti cali

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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Le quotazioni di Brent e WTI del pre-crisi del Golfo sono a portata di mano e anche i future confermano una stabilizzazione delle curve. Intanto in Medioriente si investe ancora e l'OPEC+ aumenta la produzione (ma senza scosse sul mercato)

Petrolio, prezzi in stabilizzazione dopo i recenti cali

Worley, un colosso australiano dei servizi alle industrie dell’energia da 16,9 miliardi di dollari di backlog al marzo 2026, ha annunciato un accordo in pool con altri 11 contractor per la fornitura di lungo termine a Saudi Aramco di servizi infrastrutturali non solo nell’energia, ma anche nei contigui settori della chimica. L’intesa senz’altro rilevante, visto anche il rialzo del titolo, conferma l’impegno dell’Arabia Saudita nella riprogettazione delle proprie infrastrutture dopo la crisi iraniana e l’emersione di una criticità forte sul transito per lo stretto di Hormuz.

Rijad era già attrezzata per il rischio con la supercondotta East-West Pipeline da 1.200 chilometri che già nel primo trimestre di quest’anno ha raggiunto i 7 milioni di barili al giorno contro i 5 milioni di standard grazie a interventi straordinari.

L’infrastruttura affianca la condotta emiratina Habshan–Fujairah (ADCOP) da 1,8 milioni di barili di petrolio al giorno al massimo per un tragitto più breve pari a 380 chilometri, quanto basta per raggiungere l’oceano indiano.

La crisi iraniana non è ancora finita, le trattative proseguono e i transiti aumentano (sarebbero 36 i vascelli in entrata o uscita il 5 luglio), anche se sono lontani dalle comunicazioni a regime e restano soggetti a incertezze per il futuro.

Petrolio, l'OPEC+ aumenta la produzione (ma conta sempre meno)

In questo contesto la decisione dell’OPEC+ di aumentare da agosto la produzione di 188 mila barili è stata un segnale politico in direzione della stabilizzazione, più che un concreto input macroeconomico al mercato mondiale del greggio. Proprio gli Emirati Arabi Uniti nel mezzo della crisi hanno lasciato il cartello dei produttori che, nella versione allargata dell’OPEC+ contiene anche la Russia e hanno inflitto un duro colpo alla credibilità già fragile di un’associazione di produttori dai numeri formidabili sulla carta, ma incapace in pratica di mantenere il controllo annunciato sulle forniture dei vari Paesi membri, come a più riprese indicato poi dai numeri a posteriori degli effettivi barili di greggio giunti sul mercato.

Il calo limitato delle quotazioni del petrolio greggio in queste ore è forse la più plastica dimostrazione della ridotta rilevanza del cartello: il Brent cede lo 0,4% e si riporta a 71,83 dollari al barile; il WTI passa di mano a 68,33 dollari al barile (-0,52%). È certo ormai che il mercato è abbondantemente rifornito di idrocarburi e le quotazioni del barile ormai sui livelli pre-crisi presto dovrebbero tradursi anche in un rallentamento dell’inflazione salutare per tutti, hyperscaler compresi.

Petrolio, gli Stati Uniti producono sempre di più

L’impiego ampio delle scorte strategiche, sia quelle pubbliche dell’IEA o degli Stati Uniti che quelle meno note della Cina, è riuscito a scongiurare disastri sui prezzi dell’idrocarburo, ma l’equilibrio del passato sembra destinato a non tornare più e l’incertezza su Hormuz potrebbe essere acquisita. Ormai gli Stati Uniti producono 23,2 milioni di barili di petrolio greggio al giorno un livello incredibile che aiuterà anche a rimpolpare gradualmente le scorte strategiche da 172 milioni di barili rilasciate durante la crisi in coordinamento con l’IEA.

Il contributo USA è quindi fondamentale per quei 54,83 milioni di barili, l’insieme che come Paesi non-OPEC il cartello dei produttori raggruppa mettendo assieme Stati Uniti, Europa, Asia -Pacifico e Ocse Cina, India e Sudamerica compresi.

Pacifico Il mondo del greggio è sempre più articolato e imprevedibile l’OPEC+ (o più tecnicamente i firmatari dell’Accordo di Cooperazione quindi l’OPEC con Arabia Saudita, Emirati Arabi ancora, Russia, Kazakhstan, Libia, Nigeria, Messico e gli altri minori del cartello allargato) produce 33,13 milioni di barili di petrolio al giorno al maggio 2026 (dati dal report OPEC di giugno).

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Petrolio, stime diverse sull'evoluzione della domanda

Sul fronte della domanda siamo a 106,1 milioni di barili di petrolio al giorno attesi nel 2026, sempre secondo i dati Opec di giugno. Naturalmente per quanto riguarda la domanda (e l’offerta) le previsioni non sono unanimi, se infatti l’OPEC si aspetta una crescita di 1 milione di barili al giorno quest’anno (dai 105,16 del 2025 appunto), ANZ Bank oggi stima invece una contrazione della domanda di ben 1,5 milioni di barili al giorno anche a seguito della flessione del secondo trimestre ormai probabilmente archiviato con una flessione. Quanto di strutturale e quanto di congiunturale sia in questi numeri è difficile dirlo.

Petrolio, i prezzi e i future indicano una stabilizzazione in corso

Ai 58,22 euro di queste ore il Wisdomtree Brent Crude Oil (+0,59%, JE00B78CGV99) tratta sui livelli di inizio marzo, non ancora sui 48,1 euro circa di fine febbraio immediatamente precedenti la nuova crisi del golfo.

Una distanza ben maggiore di quella del Brent che ai 72,13 dollari di queste ore dista appena 2 dollari circa dai 70,40 $/b della chiusura del 27 febbraio.

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Anche diversi titoli del settore hanno accusato il colpo, come ENI, che dai massimi dell'11 giugno ha perso il 15% a Piazza Affari e oggi passa di mano a 20,245 euro (-0,93%).

Su una cosa però Opec e piattaforme di mercato, come quella dell’ICE, concordano: la struttura dei future, sia quelli sul Brent, che quelli sul WTI, si sta appiattendo e si riduce la backwardation (l’orientamento ‘in calo’) degli ultimi mesi: punta nei prossimi mesi a prezzi da 72,44 dollari e da 70,81 dollari per il Brent rispettivamente a fine 2026 e nell’agosto 2027, mentre per il WTI i future puntano  68,37 dollari a dicembre 2026 e a 66,7 dollari nel giugno 2027.

Prezzi ancora in calo, ma con spread molto inferiori a quelli di qualche settimana fa. In ogni caso un segnale di stabilizzazione.