La guerra USA-Iran riparte, il gas accelera

di Simone Ferradini pubblicato:
3 min

Lo Stretto di Hormuz torna off-limits, grave danno al commercio del gas

La guerra USA-Iran riparte, il gas accelera
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Trump dice stop, Hormuz torna impraticabile

Il prezzo del gas torna a guadagnare terreno - come del resto anche quello del petrolio - rinfocolando i timori relativi al risveglio dell'inflazione: al momento il Dutch TTF Natural Gas Future per consegna agosto segna 49,30 euro/MWh in rialzo di quasi il 6 per cento sui massimi dall'11 giugno. Le materie prime energetiche nelle ultime ore sono balzate in avanti con gli attacchi USA all'Iran e le parole di Trump: il funambolico presidente USA ha infatti dichiarato che l'accordo ponte con Teheran che prevedeva un cessate il fuoco di 60 giorni per agevolare le trattative per la fine del conflitto non è più valido.

Tutto ciò ha conseguenze gravi sul traffico marittimo nello Stretto di Hormuz: Reuters riferisce che secondo il monitoraggio delle navi, tre vascelli gasieri e una petroliera che si apprestavano ad attraversare lo Stretto sono tornati indietro dopo i danni subiti ieri da due navi (una LNG e una petroliera).

Hormuz è un passaggio decisivo per il mercato del gas. In base ai dati IEA (International Energy Agency) quasi la totalità delle esportazioni della materia prima di Qatar ed Emirati Arabi Uniti deve transitare per lo Stretto: parliamo del 19% di tutto il gas scambiato al mondo.

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L'analisi del grafico del Dutch TTF Natural Gas Future

Il quadro tecnico del Dutch TTF Natural Gas Future - il riferimento europeo per il prezzo del gas - per il momento non è cambiato in modo sostanziale nonostante il +10% abbondante rispetto ai livelli di inizio settimana. Il contratto per consegna agosto si sta però avvicinando al massimo del 20 maggio a 52,60 euro/MWh.

Si tratta di un riferimento determinante nel breve termine dato che oltre lo stesso le quotazioni potrebbero mettersi alle spalle il movimento laterale in essere da fine marzo-inizio aprile con obiettivo sul massimo del 20 marzo a quota 74, livello più alto da inizio 2023. Conferme definitive in tal senso oltre 56,90.

Viceversa, un assestamento sotto 43,50-44,00 potrebbe anticipare un test dei minimi allineati di giugno a 40 euro/MWh circa. L'eventuale violazione dei supporti spingerebbe i corsi sul minimo di metà aprile a 38,15: sotto questo riferimento verrebbe riattivata la correzione in essere da marzo con obiettivi a 29 e 26.