Avio: l'azione cala con la difesa UE, ma prospettive e novità non mancano

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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L'ultimo investimento di Advent conferma la fiducia in un piano decennale che passa dagli Stati Uniti. Il nuovo plant al servizio del quale è già stato completato un aumento da 400 milioni dovrebbe sbloccare la redditività della società. Ecco il quadro

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Grandi novità negli ultimi giorni in casa Avio. La società dei lanciatori per satelliti e dell’aerospazio da mesi fa leva anche sulle potenziali applicazioni belliche delle sue tecnologie e al tempo stesso si è avvantaggiato non poco dell’appeal regalato al settore spaziale dalla quotazione dei record di SpaceX.

Eppure la retta di regressione lineare applicata ai prezzi dallo scorso settembre a oggi si è praticamente appiattita, ha quindi costruito un baricentro in zona 34,3 euro verso il quale stanno convergendo le medie mobili esponenziali a 200 e a 50 sedute, sintetiche dei trend di medio e lungo periodo.

Oggi il ripiegamento del titolo Avio: un -3,19% a 31,55 euro riporta i prezzi in direzione dei supporti statici a 30,60 euro che potrebbero scongiurare approfondimenti sui minimi 27,62 euro dello scorso 26 giugno. Il calo sembra alle viste incoraggiato dal cattivo sentiment odierno del settore difesa che registra a livello europeo di nuovo dei cali nonostante la recrudescenza della crisi iraniana e i nuovi attacchi incrociati tra Stati Uniti e Iran.

L’articolato settore difesa, scosso in questi giorni anche dalle novità sull’Ucraina e dal termine del meeting della Nato, è sicuramente un riferimento per il titolo Avio da alcuni anni a questa parte, ma va sottolineato che Avio ha sovraperformato nell’ultimo anno diversi titoli di settore e l’ETF Amundi Stoxx Europe Defense UCITS ETF Acc (LU3038520774) soprattutto grazie al rally seguito all’annuncio nel giro di pochi giorni, lo scorso settembre, dei risultati semestrali, del nuovo piano industriale, dell’aumento di capitale da 400 milioni di euro al servizio del piano stesso.

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Avio, le novità dopo l'altalena di un inverno caldissimo

L’operazione di ripatrimonializzazione, definita a fine ottobre e sostenuta da un consorzio di garanzia guidato da Jefferies e Morgan Stanley è stata condotta poi a novembre e ha raccolto risorse al servizio dei finanziamenti del business plan calcolati in massimi 600 milioni di euro e in particolare a fornire carburante per gli investimenti in un nuovo impianto negli Stati Uniti da 274-324 milioni di euro e per investimenti in nuove tecnologie nella produzione europea per 50-100 milioni di euro.

In concomitanza con questa evoluzione industriale e strategica rilevante il titolo di Avio era salito sull’altalena innescando un rally dell’84% dalla chiusura dell’11 settembre 2025 a 26,56 euro ai massimi storici del 9 ottobre a 52,41 euro: dei record effimeri invero e presto rimpiazzati da un deprezzamento dei titoli e da un ridimensionamento dei multipli importante, fino ai bottom del 26 novembre a 23,3 euro. Con un calo quindi del 56% dai citati massimi.

Ebbene questo trading range di circa 29 euro ha ampiamente incorporato i corsi delle sedute successive, nonostante le novità giunte dopo sul mercato.

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Avio, risultati in crescita e guidance confermata, il piano promette i multipli restano cari

Da allora infatti Avio ha comunicato diverse novità: dalla chiusura appunto dell’aumento di capitale (appunto ‘garantito’) a ai dati di un 2025 da record con ricavi in volo del 22,7% a 541,7 milioni di euro e un utile netto da 11,6 milioni in rally dell’81,6%

A fine 2025 il portafoglio era in linea con la guidance e si attestava a ben 2,166 mld (+26%) circa 4 volte il giro d’affari.

La guidance 2026 però non si mostrava troppo eccitante con risultati attesi non molto distanti poi da quelli del 2025 (ricavi 560-590 mln; utile netto 8-13 mln; backlog 2,0-2,1 mld). Anche perché su questa guidance 2026 i multipli del gruppo dello spazio guidato dall’ad Giulio Ranzo si mostrano ancora estremamente generosi e richiederebbero quindi tassi di crescita, soprattutto sul fronte della redditività decisamente più importanti.

Se sui prezzi di oggi il titolo 2,56 volte le vendite attese a fine anno (P/S Forward), un livello decisamente accettabile; sugli altri livelli del conto economico i ratio sono un po’ più ‘tirati’, parliamo di 44,7 volte l’ebitda adjusted atteso a 33 milioni a fine anno (P/Ebitda adj) e ben 140 volte l’utile 2026 (P/E Forward), un multiplo che porta oltre che la produzione, anche la valutazione di Avio negli Stati Uniti.

Avio, l'investimento di Advent sul suo piano

Certo va tenuto conto della rivoluzione produttiva in corso, né può essere taciuta la recente novità di un ingresso in forze del private equity Advent nel capitale con una quota del 7% pre-money valutato circa 109 milioni di euro in un aumento di capitale riservato che valorizza il titolo della società spaziale italiana € 33,4 ad azione.

Una valutazione superiore ai corsi odierni che quindi non appare affatto penalizzante per la società e deve il proprio posizionamento alla decisione di scontare dell’1,5% la media ponderata dei prezzi ufficiali degli ultimi 21 giorni (8 giugno-6 luglio, € 33,9).

Un apporto di risorse importante dunque, ma anche un segnale di fiducia rilevante per la società che oggi capitalizza circa 1,47 miliardi di euro e nel nuovo piano al 2035 il gruppo ha inserito un’attivazione della nuova produzione USA entro il 2028 e una crescita a doppia cifra dei ricavi in termini di CAGR, ossia un aumento annuale medio del 10% del giro d’affari nel decennio, fino a oltre 1 miliardo di euro nel 2030 (+/- 1 anno) e a oltre 1,2 miliardi nel 2035. La leva parte da una patrimonializzazione solidissima: a fine 2025 la PFN era positiva (cassa) per 591,7 milioni dopo l'aumento citato e il patrimonio netto ammontava a circa 700 milioni di euro.

Al contempo la produzione rafforzerà il peso specifico sul business e il suo predominio sul business (oggi siamo al 58% contro il 42%) mentre gli Stati Uniti saranno un mercato sempre più rilevante e dovrebbero crescere dal 5% attuale a circa un terzo del giro d’affari, grazie anche al nuovo impianto produttivo che oltretutto scavalca i dazi di Trump.

Mire rilevanti che dovrebbero anche accompagnare una crescita dell’EBITDA di oltre il 20% rispetto al 2025 all’attivazione del nuovo impianto USA e portare a fine piano a uno sviluppo dell’ebitda statunitense sopra il livello di quello europeo.

Gli accordi già stretti con Raytheon e Lockheed Martin sono lì a puntellare queste prospettive che si dovrebbero anche avvantaggiare di incentivi fino a 100 milioni di dollari in Virginia dove dovrebbe nascere il plant.

I risultati saranno importanti anche per il management a cui Avio destina un piano di warrant e stock option da ben 46,88 milioni di euro (fino al 3% del capitale pre-money in un aumento che accompagna quello per Advent).

Anche stavolta tutti incrociamo le dita perché il lancio vada bene.