Borsa Italiana in recupero. Bene banche e tech, in rosso energia e difesa

di FTA Online News pubblicato:
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Riassestamenti settoriali per i maggiori indici azionari italiani che segnano un recupero importante dopo le vendite di ieri nel contesto di mercati europei in rimonta e di una Wall Street orientata al rialzo. Buone le indicazioni giunte oggi dalla bilancia commerciale tedesca di maggio e dalla variazione delle richieste iniziali di sussidi lavorativi USA (inferiore alle attese) mentre le vendite di abitazioni esistenti negli States segnano il passo a giugno mentre la rimonta del settore tecnologico dei semiconduttori consolidatasi in giornata sembra mettere in secondo piano la recrudescenza del conflitto USA-Iran. Su questo fronte si deve segnalare una sostanziale interruzione del cessate il fuoco che aveva seguito la sigla del memorandum, ma va anche osservato che le quotazioni del mercato greggio in queste ore flettono, anche se il Wall Street Journal mette in guardia: i mercati dell’oro nero potrebbero non essere pronti a un nuovo stop su Hormuz e le scorte commerciali USA sono scese da oltre 460 a circa 410 milioni di barili.

Positive le performance di Wall Street: S&P 500 +0,56%; NASDAQ +0,8%; Dow Jones +0,23%.

Mercati azionari europei molto positivi tranne quello inglese: EURO STOXX 50 +1,25%; Londra (FTSE 100) -0,17%; Francoforte (DAX) +1%; Parigi (CAC 40) +0,9%; Madrid (IBEX 35) +1,38%.

Bene anche Piazza Affari: FTSE MIB +1,09%, FTSE Italia All-Share +1,06%, FTSE Italia Mid Cap +0,63%, FTSE Italia STAR +0,12%.

Euro in recupero contro dollaro ma ancora sotto il massimo dal 22 giugno a 1,1473 toccato giovedì scorso: EUR/USD segna 1,1433 (+0,16%).

Tornano cauti acquisti sul sovereign UE: il rendimento del BTP decennale segna un calo di 2 punti base al 3,84%, lo spread sul Bund si pone 75 pb (dati MTS).

Buone performance per i titoli dei settori AI e dei semiconduttori, mentre l'indice SOX segna un altro recupero del 4,45% dopo il +2,23% di ieri. A Milano STM +7,15%, Prysmian +2,44%, Technoprobe +3,51%. Bene anche LU-VE +2,1% che stamattina ha comunicato ricavi record nel secondo trimestre 2026 a 170 milioni di euro, +8,2% a/a (+10,5% nel primo semestre). Inoltre il portafoglio ordini si attesta a 333,3 milioni di euro, +48,1% a/a.

Recuperano i bancari dopo l'affondo di ieri: l'indice FTSE Italia Banche segna +1,99%. In evidenza Banca MPS (+2,15%) su indiscrezioni del Sole 24 Ore secondo cui l'a.d. Lovaglio ha incontrato almeno due volte l'a.d. di Generali (+0,38%) Donnet per riprendere un vecchio progetto di aggregazione e contrastare l'OPAS di Intesa Sanpaolo (+1,78%) su Rocca Salimbeni. Positiva anche Unicredit (+2,58%) dopo i risultati dell'OPS su Commerzbank (+1,31%) comunicati ieri: le adesioni si sono attestate al 17,6% del capitale, pertanto la quota in mano a Unicredit raggiunge il 47,59%, pari al 49,65% dei diritti di voto per l’esclusione dal voto delle azioni proprie di Commerzbank.

Brilla Credem (+4,08% a 18,62 €), che sale su nuovi massimi storici (18,70 il top intraday) all'indomani del report di Banca Akros: confermato il giudizio neutral ma con prezzo obiettivo incrementato da 15,00 a 18,40 euro.

Si segnalano di nuovo vendite sul settore difesa con Avio (-3,9%) e Fincantieri (-2,83%). Debole anche Leonardo (-2,21%): Il Fatto Quotidiano riferisce che il primo contratto tra il ministero della Difesa e la joint venture nei di carri armati tra Leonardo e Rheinmetall (-4,66%), che avrebbe dovuto essere siglato a maggio, rischia di essere rinviata al 2027 per mancanza di fondi.

Poco mossa Stellantis (-0,43% a 4,6755 euro) dopo la decisione di JP Morgan di peggiorare la raccomandazione da overweight a neutral e ridurre il prezzo obiettivo da 10 a 6 euro.

Pesa sull’indice principale di Milano il ripiegamento del petrolio greggio con il Brent che torna a 77,04 dollari al barile (-1,26%): perdono terreno infatti sia Eni (-1,18%), che Saipem (-2,97%). In rosso anche Snam (-1,78%) che conferma il quadro di un settore dell’energia e delle utility in calo.

In recupero Diasorin (+4,45%) e Brunello Cucinelli (+2,39%) dopo i recenti cali.

Brilla Piaggio (+5,85%) dopo i dati del secondo trimestre che mostrano una crescita dei ricavi del 7% e generazione di cassa da record a 112 milioni nei tre mesi.

In parziale rimonta anche l’oro (+1,42% a 4.130 dollari l’oncia).


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