Le borse ignorano la guerra: Europa in rally, Ftse Mib sui massimi storici
pubblicato:Ftse Mib verso 52 mila punti, ma il vero barometro resta l’euro/dollaro

Non c’è guerra che tenga. Almeno per adesso
Le borse continuano a salire quasi ignorando completamente il quadro geopolitico che fino a pochi giorni fa sembrava potenzialmente esplosivo.
La seduta europea lo dimostra perfettamente: Piazza Affari aggiorna i massimi storici sopra quota 50 mila punti, il Dax corre oltre il 2%, il Cac 40 accelera e lo Stoxx Europe 600 torna vicino ai top di periodo.
Il mercato sta chiaramente scegliendo di concentrarsi soltanto su una cosa: la possibilità di una de-escalation tra Stati Uniti e Iran.
Le indiscrezioni circolate nel fine settimana su un possibile memorandum preliminare tra Washington e Teheran hanno completamente cambiato il sentiment degli investitori. L’idea di:
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cessate il fuoco temporaneo,
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riapertura dello Stretto di Hormuz,
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e alleggerimento delle sanzioni petrolifere,
ha immediatamente innescato vendite sul petrolio e un forte ritorno di propensione al rischio.
Il WTI è tornato vicino ai 90 dollari, il Brent è sceso sotto area 100 e anche il gas europeo ha corretto violentemente. Questo movimento ha avuto un impatto immediato sulle aspettative di inflazione e quindi sui mercati azionari.
Per settimane gli investitori avevano temuto uno scenario da:
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petrolio stabilmente sopra 100 dollari,
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nuova accelerazione inflattiva,
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Fed e BCE costrette a restare aggressive,
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e rischio stagflazione.
Adesso invece il mercato prova a prezzare uno scenario meno traumatico.
E infatti i settori che stanno guidando il rialzo sono quelli più ciclici:
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banche,
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industria,
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auto,
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tecnologia,
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turismo,
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consumi discrezionali.
A Piazza Affari continuano gli acquisti sulle banche, con Unicredit, Intesa, Banco BPM e Montepaschi ancora forti grazie a uno scenario di tassi elevati che continua a sostenere la redditività del settore.
Molto bene anche industriali e ciclici:
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Stellantis,
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Prysmian,
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Ferrari,
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Buzzi,
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Avio,
con quest’ultima ancora sostenuta dal tema spazio e dalle attese legate alla futura quotazione di SpaceX.
Il Ftse Mib continua a muoversi dentro un trend impressionante
Dal punto di vista tecnico il quadro resta molto forte.
L’indice italiano continua infatti a muoversi all’interno di un ampio canale rialzista di medio periodo, con prezzi ormai stabilmente sopra i precedenti massimi storici.
Il breakout di area 49.000-49.500 ha rafforzato ulteriormente il trend e adesso il mercato sembra puntare:
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prima verso 51 mila,
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poi verso area 52 mila punti,
che coincide con la parte alta del canale rialzista di lungo periodo.
Naturalmente il mercato sta entrando in una zona di forte euforia e questo aumenta anche il rischio di volatilità improvvisa. Ma per adesso non ci sono veri segnali tecnici di inversione.
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Attenzione però all’euro/dollaro: è lui il vero termometro del rischio
Il mercato azionario continua a salire, ma il grafico probabilmente più importante da monitorare in questo momento resta l’euro/dollaro.
Perché il cambio continua a raccontare molto bene il quadro macro globale.
L’EUR/USD si trova infatti su un supporto molto delicato:
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il 61,8% di ritracciamento del rialzo partito dai minimi di marzo,
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in area 1,1570.
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Finché questa soglia regge, il recente ribasso mantiene caratteristiche correttive e potrebbe rappresentare soltanto una pausa dentro un trend ancora rialzista.
Sopra:
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1,17 arriverebbero i primi segnali di forza,
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mentre oltre 1,18 il mercato tornerebbe probabilmente a scommettere su:
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Fed meno aggressiva,
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calo dei rendimenti,
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e nuova espansione della propensione al rischio.
Viceversa, sotto area 1,1570 il quadro cambierebbe rapidamente.
In quel caso il dollaro tornerebbe a rafforzarsi in modo importante e il mercato inizierebbe probabilmente a prezzare:
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tassi USA più alti più a lungo,
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nuove tensioni inflattive,
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e un possibile ritorno di avversione al rischio globale.
Anche Wall Street resta fortissima
Anche lo S&P500 continua a muoversi dentro un canale rialzista molto ordinato.
Il mercato americano continua a essere sostenuto:
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dalla narrativa AI,
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dalla forza delle Magnifiche 7,
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dalla resilienza degli utili,
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e dalla convinzione che l’economia USA riesca ancora a evitare una recessione.
La vera domanda adesso è una sola: quanto a lungo il mercato riuscirà a ignorare i rischi macro?
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Perché sotto la superficie restano ancora molti temi delicati:
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rendimenti obbligazionari elevati,
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deficit pubblici enormi,
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rischio inflazione energetica,
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e tensioni geopolitiche tutt’altro che risolte.
Per adesso però il mercato vuole credere soltanto a una cosa: che il peggio sia stato evitato.