Le borse ignorano la guerra: Europa in rally, Ftse Mib sui massimi storici

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
5 min

Ftse Mib verso 52 mila punti, ma il vero barometro resta l’euro/dollaro

Le borse ignorano la guerra: Europa in rally, Ftse Mib sui massimi storici

Non c’è guerra che tenga. Almeno per adesso

Le borse continuano a salire quasi ignorando completamente il quadro geopolitico che fino a pochi giorni fa sembrava potenzialmente esplosivo.

La seduta europea lo dimostra perfettamente: Piazza Affari aggiorna i massimi storici sopra quota 50 mila punti, il Dax corre oltre il 2%, il Cac 40 accelera e lo Stoxx Europe 600 torna vicino ai top di periodo.

Il mercato sta chiaramente scegliendo di concentrarsi soltanto su una cosa: la possibilità di una de-escalation tra Stati Uniti e Iran.

Le indiscrezioni circolate nel fine settimana su un possibile memorandum preliminare tra Washington e Teheran hanno completamente cambiato il sentiment degli investitori. L’idea di:

  • •

    cessate il fuoco temporaneo,

  • •

    riapertura dello Stretto di Hormuz,

  • •

    e alleggerimento delle sanzioni petrolifere,

ha immediatamente innescato vendite sul petrolio e un forte ritorno di propensione al rischio.

Il WTI è tornato vicino ai 90 dollari, il Brent è sceso sotto area 100 e anche il gas europeo ha corretto violentemente. Questo movimento ha avuto un impatto immediato sulle aspettative di inflazione e quindi sui mercati azionari.

Per settimane gli investitori avevano temuto uno scenario da:

  • •

    petrolio stabilmente sopra 100 dollari,

  • •

    nuova accelerazione inflattiva,

  • •

    Fed e BCE costrette a restare aggressive,

  • •

    e rischio stagflazione.

Adesso invece il mercato prova a prezzare uno scenario meno traumatico.

E infatti i settori che stanno guidando il rialzo sono quelli più ciclici:

  • •

    banche,

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    industria,

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    auto,

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    tecnologia,

  • •

    turismo,

  • •

    consumi discrezionali.

A Piazza Affari continuano gli acquisti sulle banche, con Unicredit, Intesa, Banco BPM e Montepaschi ancora forti grazie a uno scenario di tassi elevati che continua a sostenere la redditività del settore.

Molto bene anche industriali e ciclici:

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    Stellantis,

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    Prysmian,

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    Ferrari,

  • •

    Buzzi,

  • •

    Avio,

con quest’ultima ancora sostenuta dal tema spazio e dalle attese legate alla futura quotazione di SpaceX.

Il Ftse Mib continua a muoversi dentro un trend impressionante

Dal punto di vista tecnico il quadro resta molto forte.

L’indice italiano continua infatti a muoversi all’interno di un ampio canale rialzista di medio periodo, con prezzi ormai stabilmente sopra i precedenti massimi storici.

Il breakout di area 49.000-49.500 ha rafforzato ulteriormente il trend e adesso il mercato sembra puntare:

  • •

    prima verso 51 mila,

  • •

    poi verso area 52 mila punti,

che coincide con la parte alta del canale rialzista di lungo periodo.

Naturalmente il mercato sta entrando in una zona di forte euforia e questo aumenta anche il rischio di volatilità improvvisa. Ma per adesso non ci sono veri segnali tecnici di inversione.

Le borse ignorano la guerra: Europa in rally, Ftse Mib sui massimi storici

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Attenzione però all’euro/dollaro: è lui il vero termometro del rischio

Il mercato azionario continua a salire, ma il grafico probabilmente più importante da monitorare in questo momento resta l’euro/dollaro.

Perché il cambio continua a raccontare molto bene il quadro macro globale.

L’EUR/USD si trova infatti su un supporto molto delicato:

  • •

    il 61,8% di ritracciamento del rialzo partito dai minimi di marzo,

  • •

    in area 1,1570.

Le borse ignorano la guerra: Europa in rally, Ftse Mib sui massimi storici

Finché questa soglia regge, il recente ribasso mantiene caratteristiche correttive e potrebbe rappresentare soltanto una pausa dentro un trend ancora rialzista.

Sopra:

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    1,17 arriverebbero i primi segnali di forza,

  • •

    mentre oltre 1,18 il mercato tornerebbe probabilmente a scommettere su:

    • •

      Fed meno aggressiva,

    • •

      calo dei rendimenti,

    • •

      e nuova espansione della propensione al rischio.

Viceversa, sotto area 1,1570 il quadro cambierebbe rapidamente.

In quel caso il dollaro tornerebbe a rafforzarsi in modo importante e il mercato inizierebbe probabilmente a prezzare:

  • •

    tassi USA più alti più a lungo,

  • •

    nuove tensioni inflattive,

  • •

    e un possibile ritorno di avversione al rischio globale.

Anche Wall Street resta fortissima

Anche lo S&P500 continua a muoversi dentro un canale rialzista molto ordinato.

Il mercato americano continua a essere sostenuto:

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    dalla narrativa AI,

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    dalla forza delle Magnifiche 7,

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    dalla resilienza degli utili,

  • •

    e dalla convinzione che l’economia USA riesca ancora a evitare una recessione.

La vera domanda adesso è una sola: quanto a lungo il mercato riuscirà a ignorare i rischi macro?

Le borse ignorano la guerra: Europa in rally, Ftse Mib sui massimi storici

Perché sotto la superficie restano ancora molti temi delicati:

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    rendimenti obbligazionari elevati,

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    deficit pubblici enormi,

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    rischio inflazione energetica,

  • •

    e tensioni geopolitiche tutt’altro che risolte.

Per adesso però il mercato vuole credere soltanto a una cosa: che il peggio sia stato evitato.

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Informazioni sull'autore:

Alessandro Magagnoli
Alessandro Magagnoli

Nato nel 1966, mi sono laureato a Londra in economia applicata presso la University of East London nel luglio 1991, per poi conseguire un Master of Science nella stessa disciplina al Queen Mary and Westfield College nell'agosto 1992. La mia passione per l'analisi tecnica è nata nel 1992, e nel maggio 1993 ho ottenuto il diploma in Technical Analysis rilasciato dalla Society of Technical Analysis (STA). Ho insegnato nei dipartimenti di econometria all'Università Bicocca e all'Università Cattolica.