Generali batte il consensus nel trim1 ed è pronta per nuovi record
pubblicato:La compagnia triestina manda in archivio un trimestre ricco di soddisfazioni e migliore del consensus, il futuro è assicurato dai rischi geopolitici, le azioni sono ben posizionate per salive su nuovi massimi storici

La compagnia triestina manda in archivio un trimestre ricco di soddisfazioni e migliore del consensus, il futuro è assicurato dai rischi geopolitici, le azioni sono ben posizionate per salive su nuovi massimi storici
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Trimestre migliore delle attese
Mattinata positiva per Generali (+2,4% a 38,47 euro), il titolo spicca una delle performance migliori del FTSE MIB in scia ai risultati del primo trimestre comunicati prima dell'apertura del mercato. I dati sono in crescita rispetto a quelli del corrispondente periodo del 2025 e migliori del consensus. I premi lordi salgono a 28,2 miliardi di euro, in progresso del 6,8% grazie soprattutto alla performance del Vita (+7,5%). Il consensus era fissato a 27,7 miliardi. Da segnalare il +19,1% del New Business Value Vita a 977 milioni (consensus 875).
Il risultato operativo segna un progresso dell'8,1% a 2,2 miliardi contro i 2,04 del consensus, mentre il risultato netto normalizzato si attesta a 1,3 miliardi (+5,2% o +9,3% se si esclude la componente fiscale one-off, una sorta di sovratassazione retroattiva in Francia), ben sopra gli 1,11 del consensus. Peggiora leggermente la posizione di capitale, con un Solvency Ratio al 212% dal 219% di fine 2025 contro un consensus al 214%. In deterioramento anche il combined ratio (costi operativi e risarcimenti/premi assicurativi) a 90,5% da 89,7% un anno fa (ma meno del consensus a 91,7%), principalmente a causa di un evento particolarmente significativo in Portogallo.
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Obiettivi piano protetti da deterioramento geopolitico
Il complesso contesto macro e geopolitico non mina la strategia del gruppo, che conferma gli obiettivi del piano Lifetime Partner 27: Driving Excellence 2025-2027, ovvero utile per azione in progresso dell'8-10% medio annuo, generazione di cassa superiore a 11 miliardi cumulati, dividendo a oltre +10% medio (oltre 7 miliardi cumulati), buyback per minimi 0,5 miliardi all'anno.
In conferenza stampa in direttore finanziario Cristiano Borean ha affermato che gli obiettivi non sono a rischio nemmeno con "scenari fortemente accelerati di deterioramento", un segnale notevole di solidità. Alla domanda su Unicredit (da poco diventato terzo maggiore azionista di Generali con l'8,72%), Borean ha risposto che saranno valutate tutte le partnership vantaggiose per il gruppo. Attualmente Unicredit e Generali hanno accordi di bancassicurazione nell'Europa centro-orientale.
Quadro grafico solido
Anche dal punto di vista grafico le indicazioni per Generali sono positive. Lo scorso 11 maggio il titolo ha toccato il nuovo massimo storico a 39,51 euro, superando il precedente che risaliva al novembre 2000 a 39,2727. La correzione che ne è seguita, complice anche lo stacco del dividendo da 1,64 euro di lunedì, non ha intaccato la struttura ascendente: le quotazioni sembrano quindi in grado di superare il recente record e proiettarsi verso 40,30 in prima battuta e quindi in area 43,50. Segnali di debolezza di breve solo in caso di stabilizzazione sotto 36,50-37,00, prologo a una correzione con primo appoggio a 35,00-35,50.