Ariston sui minimi da inizio 2025 con l'underweight di Barclays
pubblicato:Prosegue la flessione del titolo dopo i risultati 2025 e del primo trimestre 2026

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Barclays parte con underweight
Ariston Holding cede il 4% circa a 3,30 euro penalizzata dal report di Barclays. Gli analisti della banca inglese hanno avviato la copertura sul titolo con raccomandazione underweight e prezzo obiettivo a 3,10 euro.
A loro avviso il gruppo potrebbe risentire delle incertezze strutturali del mercato e del gruppo. In particolare Barclays mette in guardia dai rischi che potrebbero celarsi dietro eventuali acquisizioni: queste ultime potrebbero infatti avere un effetto diluitivo sui profitti.
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L'analisi del grafico: segnali negativi
L'affondo odierno ha spinto il titolo sui minimi dal febbraio 2025, confermando il potente segnale ribassista inviato ieri con il completamento del testa e spalle formatosi a partire da novembre. Le quotazioni rischiano ora l'avvicinamento al minimo storico toccato all'inizio dell'anno scorso a 3,0940 euro: l'eventuale rottura di questo supporto potrebbero spingere i prezzi verso 2,65, con l'obiettivo ideale del T&S a 1,25 circa.
Per scongiurare questo scenario Ariston dovrebbe tornare rapidamente e in pianta stabile sopra area 3,50 e quindi tentare il riavvicinamento al massimo del 20/4 a 4,25. Oltre questo ultimo ostacolo il quadro grafico di breve migliorerebbe sensibilmente prospettando estensioni verso 4,90 almeno e quindi sul picco del 12/2 a 5,7150.
La debolezza di Ariston nasce dai conti
Ma da dove nasce la debolezza di Ariston? La nota dolente è arrivata a inizio marzo con i risultati 2025: ricavi in crescita organica del 3% a/a (in decelerazione nel trim4, +2,1%), EBIT rettificato a 192,8 milioni di euro, rispetto ai 160,2 del 2024, con un margine del 7,1% sui ricavi netti, rispetto al 6,1% del 2024, utile netto rettificato a 112,9 milioni da 89,0 nel 2024. Proposto un dividendo pari a 10 centesimi di euro per azione da 8 dell'anno scorso.
Risultati tutto sommato buoni se non fosse per il rallentamento dei ricavi registrato nel quarto trimestre. Il problema è che questa tendenza sembra destinata a protrarsi anche nell'attuale esercizio. Il management prevede infatti per il 2026 ricavi netti in crescita organica tra il +1% e il +4% (punto centrale a +2,5%, quindi sotto il dato 2025) e margine EBIT tra il 7% e l’8%. Le stime hanno trovato conferma due settimane fa con la pubblicazione dei risultati del primo trimestre con ricavi a +1,2% (ma -0,3% su base organica) e margine EBIT a 5,2%.