Diasorin, gli obiettivi del nuovo piano al 2030

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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Il gruppo conferma i target di crescita e una politica attenta ai dividendi. Il mercato USA? Sarà una risorsa fondamentale così come la specializzazione delle soluzioni offerte dal gruppo

Diasorin, gli obiettivi del nuovo piano al 2030

Dopo aver perso fino al 75% del proprio valore di Borsa dai massimi del 2021, Diasorin ha molto da dimostrare, un po’ come tutto il settore dei dispositivi medicali e della sanità. I recenti risultati del primo trimestre 2026 hanno inoltre fornito indicazioni miste ai mercati aumentando l’attesa per l’incontro di oggi con la comunità finanziaria, per l’Investor Day dedicato alla presentazione del piano industriale 2026-2030.

All’appuntamento Diasorin giunge dopo aver staccato il dividendo da 1,30 euro lunedì, circa 66,5 milioni di euro in pagamento oggi agli azionisti a fronte di un utile totale 2025 da 150 milioni circa per un pay-out ratio del 44% circa e un dividend yield del 3,67% sulla chiusura di venerdì scorso a 70,48 euro.

La società dei device per la diagnostica molecolare si presenta al mercato anche dopo un recupero del 30% dai minimi dello scorso 23 marzo a 52,34 euro e soprattutto dopo la conferma della guidance 2026.

Facendo due calcoli quest’anno i ricavi dovrebbero passare dagli 1,19 miliardi del 2025 a oltre 1,26 miliardi. L’ebitda adjusted dovrebbe sfiorare i 410 milioni di euro contro 393,9 milioni del 2025 con un margine in leggero calo (32,5% nel midpoint contro 33%). Se l’utile adjusted mantenesse una marginalità del 56% circa sull’ebitda adjusted, avremmo un utile netto adjusted di circa 231,9 milioni di euro. Ai prezzi di oggi, che implicano una capitalizzazione da 3,81 miliardi del gruppo, Diasorin quoterebbe quindi con un P/E adj. Forward di 16,4x (prezzo/utili ordinari attesi).

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Diasorin, le sfide e le strategie

Diasorin si è rafforzata nel mercato chiave degli Stati Uniti con l’acquisizione di Luminex da 1,8 miliardi di dollari nel 2021, la seconda acquisizione italiana più ricca allora dal 2019.
Il mercato USA copre ormai il 50% del giro d’affari del gruppo (e il 40% del mercato globale della diagnostica in vitro) e coprirà più di due terzi della crescita attesa dal piano anche grazie alla produzione in loco.

Non mancano le sfide. Dai record citati dalla fase del Covid il mercato globale della diagnostica in vitro in cui opera Diasorin si è contratto da 70-80 miliardi a circa 60 miliardi di dollari l’anno, con una frammentazione dei player.

Alcuni macro-trend plasmano lo scenario, dall’invecchiamento della popolazione all’automazione dei laboratori ospedalieri e privati fino all’aumento dei volumi di diagnostica svolta fuori dagli ospedali, al riequilibrio della spesa medica nei vari mercati (comprese le questioni dei rimborsi in aree chiave come Stati Uniti, Europa e Cina) e allo sviluppo di dispositivi per la diagnostica di precisione in cui eccelle Diasorin.

In questo contesto la società italiana punta a consolidare l’immunodiagnostica, affidata da questo mese al nuovo presidente Gabriele Allegri. È un mercato da 18 miliardi di euro di cui quasi il 40% servito dal gruppo italiano con una leadership in aree cliniche specialistiche ad alto valore, con oltre 20 nuovi test focalizzati su autoimmunità, ipertensione, diagnostica gastrointestinale e malattie infettive. Fondamentale il nuovo analizzatore Liaison XL, imponenti i numeri mondiali tra test per la tubercolosi e qualcosa come 7 milioni di persone che convivono con malattie infiammatorie croniche intestinali.

La società guidata dall’amministratore delegato Carlo Rosa vuole dare la sua versione della specializzazione venendo incontro con le proprie piattaforme e i propri test all’evoluzione della domanda dei laboratori.
Lo sviluppo della diagnostica molecolare è affidato a Liaison NES, il multiplexing a Liaison Plex e il low-plex alle piattaforme Liaison MDX e Liaison MDX Plus: velocità, flessibilità e semplicità le parole chiave.

Diasorin, i numeri del piano

Confermata, come in occasione dei dati del primo trimestre la guidance 2026 di Diasorin cui si aggiunge oggi la prospettiva quinquennale del piano 2026-2030.

Ricavi

2026

+5%/+6%

CAGR a 2030

+6%/8%

Ebitda margin adjusted

2026

32%/33%

2030

34%/35%

free cash flow

FCF cumulato 2027-2030

1 mld

 Interessante notare che la traiettoria disegnata per il lungo periodo dal piano ipotizza nel 2030 ricavi del gruppo intorno 1,676 miliardi di euro con un ebitda adjusted da 578 milioni e un free cash flow generato nell’intero quinquennio di ben 1 miliardo di euro.

Quest’ultima voce è essenziale per la valutazione della remunerazione degli azionisti cui andrà il 20% circa della generazione di flussi di cassa operativi in arco piano, con la difesa anche di un approccio selettivo a operazioni di M&A e la valutazione opportunistica di eventuali restituzioni di valore ai soci tramite buyback. Da ricordare che la scorsa assemblea del gennaio 2026 ha autorizzato un buyback fino 250 milioni di euro (max 4,5 milioni di azioni).