La settimana della Borsa italiana: Piazza Affari frena, tra tensione sui bond e risiko bancario

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
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Mps tenta la controffensiva su Banco Bpm e Banca Generali, ma il mercato continua a scommettere su Intesa. Stellantis rimbalza, mentre tornano sotto i riflettori Ferragamo e D’Amico

La settimana della Borsa italiana: Piazza Affari frena, tra tensione sui bond e risiko bancario

È stata una settimana decisamente più complicata delle precedenti per Piazza Affari, dopo la lunga fase rialzista che aveva accompagnato il FTSE MIB verso nuovi massimi.

Il listino italiano ha risentito soprattutto della nuova impennata dei rendimenti obbligazionari internazionali, mentre sul fronte domestico a monopolizzare l'attenzione è stato ancora una volta il risiko bancario.

Venerdì il FTSE MIB ha terminato sostanzialmente invariato a 52.668 punti, mentre le altre principali Borse europee hanno recuperato terreno.

FTSE MIB: la correzione arriva sulla prima area tecnica importante

Sul Future FTSE MIB settembre 2026 il deterioramento di breve periodo è evidente. Dopo aver raggiunto area 54.000, i prezzi sono scesi verso 52.700 punti, portandosi sotto la media mobile esponenziale a 10 giorni.

La prima area da tenere sotto osservazione passa però tra 52.200 e 52.350 punti, dove convergono Supertrend ed EMA50. Finché questa fascia riuscirà a contenere le vendite, il movimento potrà ancora essere interpretato come una correzione all'interno del trend rialzista di fondo.

Sotto questa zona aumenterebbe invece il rischio di un'accelerazione verso 51.150 e successivamente verso 50.600-50.700 punti, dove transita anche la EMA100.

Al rialzo, un ritorno stabile sopra 53.500-53.600 rappresenterebbe il primo segnale di riattivazione del trend, con spazio nuovamente verso 54.000 e successivamente 54.750-55.600 punti.

Il vero problema della settimana arriva dai Treasury

Il principale elemento di instabilità non è arrivato dall'Italia, ma dagli Stati Uniti.

Il rendimento del Treasury decennale è tornato intorno al 4,70%, mentre quello del trentennale ha superato il 5,2%, dopo aver raggiunto nel corso della settimana circa il 5,33%, massimo dal 2007.

L'intervento del Tesoro americano, con Scott Bessent che ha deciso di aumentare i riacquisti dei Treasury a lunga scadenza, ha prodotto soltanto una tregua temporanea.

Il messaggio del mercato sembra piuttosto chiaro: il problema non è soltanto la liquidità, ma la quantità di debito che Washington dovrà continuare a finanziare.

Ed è proprio questa la variabile che potrebbe continuare a condizionare le Borse nelle prossime settimane.

Se i rendimenti dovessero stabilizzarsi, l'azionario potrebbe assorbire la correzione. Una nuova accelerazione del Treasury decennale sopra i recenti massimi renderebbe invece più difficile una rapida ripartenza.

Mps contro Intesa: il mercato per ora sceglie Messina

A Piazza Affari il grande tema societario della settimana è stato naturalmente Monte dei Paschi di Siena.

Luigi Lovaglio ha risposto all'offerta di Intesa Sanpaolo con una mossa estremamente ambiziosa: due offerte pubbliche di scambio parallele su Banco Bpm e Banca Generali, per un controvalore complessivo vicino ai 34 miliardi di euro.

Ma la risposta della Borsa è stata fredda.

Venerdì Mps ha perso circa l'1,3%, Mediobanca l'1,8%, Banco Bpm lo 0,4% e Banca Generali circa il 2%.

Il comportamento dei prezzi suggerisce quindi che gli investitori non attribuiscano ancora elevate probabilità di successo al progetto costruito da Lovaglio e continuino invece a considerare più credibile l'operazione di Intesa.

Questo porta inevitabilmente a una domanda: Lovaglio pensa davvero di poter battere Intesa oppure sta cercando soprattutto di costringere Carlo Messina a migliorare le condizioni dell'offerta?

Probabilmente sarà uno dei temi centrali dell'autunno.

Stellantis prova a reagire

Tra i titoli che hanno dato segnali interessanti sul finale di settimana c'è Stellantis.

Venerdì il titolo è stato tra i migliori del FTSE MIB e ha beneficiato delle aspettative di una possibile distensione commerciale tra Stati Uniti e Canada. Nell'ultima seduta Stellantis ha guidato Piazza Affari, mentre il mercato ha guardato anche alla prospettiva di una maggiore attività produttiva a Mirafiori.

Dal punto di vista tecnico il quadro rimane comunque fragile: il titolo arriva da una lunga fase ribassista e resta sotto le EMA20 ed EMA50.

La prima barriera significativa passa in area 5,10 euro, coincidente con il ritracciamento del 23,6% dell'ultima gamba ribassista. Soltanto sopra questo livello il recupero inizierebbe ad assumere maggiore consistenza.

Ferragamo: migliorano i conti, ma il mercato chiede di più

Settimana interessante anche per Salvatore Ferragamo. I risultati del primo semestre hanno mostrato un netto miglioramento della redditività: l'EBIT è tornato positivo e l'EBITDA è salito sensibilmente.

Il problema è che una parte importante del recupero sembra già incorporata nei prezzi.

Graficamente il titolo è tornato in area 9,10 euro, praticamente sul ritracciamento del 38,2% dell'intero rialzo partito dai minimi di marzo.

È quindi una zona tecnica delicata. Una tenuta potrebbe favorire una reazione verso 9,80-10 euro; una rottura aumenterebbe invece il rischio di discesa verso 8,50 euro, corrispondente al 50% di ritracciamento.

D'Amico tenta il breakout

Decisamente interessante anche D'Amico International Shipping, che venerdì ha guadagnato il 3,98% chiudendo a 7,57 euro.

Il titolo sta tentando di superare la trendline superiore del canale ribassista costruito a partire dal massimo di maggio.

La configurazione merita attenzione perché, qualora il breakout venisse confermato, l'intero canale potrebbe essere reinterpretato come una grande flag di continuazione rialzista.

In questo scenario aumenterebbero le probabilità di un ritorno inizialmente verso 8-8,20 euro e successivamente verso i massimi di maggio.

A sostenere il quadro fondamentale ci sono inoltre i risultati del secondo trimestre, i noli ancora elevati e una posizione finanziaria particolarmente solida.

Una settimana di consolidamento, non ancora di inversione

Il filo conduttore che lega Piazza Affari agli altri mercati rimane quindi quello che emerge anche dal trading system della Boutique del Trader: la flessione va presa sul serio, ma per ora gli elementi tecnici permettono ancora di definirla una correzione e non un'inversione strutturale.

Il FTSE MIB rimane infatti ben al di sopra delle principali medie di medio-lungo periodo e anche la correzione osservata sui prodotti a leva seguiti dal sistema non ha ancora generato un cambiamento generalizzato dei segnali.

La prossima settimana potrebbe però essere molto più importante.

Tra dati macroeconomici americani, aste del Treasury, verbali BCE, trimestrale Nvidia e interventi dei banchieri centrali, gli investitori avranno numerosi elementi per capire se il rialzo dei rendimenti obbligazionari rappresenti soltanto una fase di assestamento oppure l'inizio di qualcosa di più problematico per le Borse.

E per Piazza Affari il livello da sorvegliare è abbastanza chiaro: finché l'area 52.200-52.350 tiene, i compratori conservano ancora il controllo del trend di fondo.

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