Referendum: Unimpresa, andare a votare, riforma ammoderna snodi ordinamento giustizia
pubblicato:«La riforma costituzionale sottoposta a referendum interviene sull'architettura della magistratura, con l'intento di ammodernare alcuni snodi dell'ordinamento: il modello di governo della magistratura e le sue regole di funzionamento; le funzioni esercitate dai magistrati (in particolare tra chi svolge funzioni requirenti e chi svolge funzioni giudicanti) e i meccanismi di organizzazione e responsabilità connessi; le garanzie di imparzialità e indipendenza, ossia quell'insieme di presidi che proteggono il giudice da pressioni esterne e, insieme, rendono il potere giudiziario riconoscibile, trasparente e coerente con il principio di legalità». È quanto si legge in un documento di Unimpresa inviato questa mattina alle imprese associate, in cui si ricorda che «il referendum costituzionale del 22 e 23 marzo chiama ciascuno di noi a un esercizio essenziale di cittadinanza: non la delega, ma la partecipazione. L'Italia è una democrazia matura e il voto non è soltanto un diritto individuale: è anche un atto pubblico che contribuisce a definire il perimetro della convivenza civile e il modo in cui lo Stato esercita i suoi poteri. Quando il corpo elettorale è convocato su una riforma costituzionale, la responsabilità è ancora più netta. La Costituzione non è un documento "tecnico" riservato agli addetti ai lavori: è l'architettura delle garanzie, dei controlli e degli equilibri che sorreggono la libertà di tutti. Partecipare al referendum significa riconoscere che le regole fondamentali non sono materia estranea, ma la cornice dentro cui si svolgono la vita sociale, l'economia, il lavoro, i diritti e i doveri». Unimpresa, poi, evidenzia che «la posta in gioco è una scelta che riguarda l'equilibrio tra i poteri dello Stato e la qualità delle garanzie che presidiano i diritti dei cittadini. Per questo rivolgiamo a tutti un invito semplice e rispettoso: informarsi, riflettere e recarsi alle urne. Qualunque sia l'orientamento di ciascuno, il voto è il gesto con cui la sovranità popolare, prevista dalla Costituzione, si traduce in scelta concreta. Non andare a votare significa lasciare che una decisione di rango costituzionale maturi senza il contributo della più ampia partecipazione possibile. La legittimazione democratica delle grandi scelte istituzionali si alimenta della presenza, non dell'assenza. E la partecipazione, va detto con sobrietà, è un valore in sé: non coincide con l'adesione a una tesi, ma con l'assunzione di responsabilità verso la comunità nazionale».
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