Saipem accelera in Arabia Saudita e guarda alla fusione con Subsea 7
pubblicato:Contratto da 900 milioni e visibilità operativa ai massimi: l'offshore resta uno dei settori più forti dell'energia

Saipem si aggiudica un nuovo contratto onshore in Arabia Saudita
Saipem continua a rafforzare il proprio posizionamento internazionale con l'aggiudicazione di un nuovo contratto onshore in Arabia Saudita del valore di circa 900 milioni di euro per la quota di competenza del gruppo.
Il progetto riguarda la realizzazione del nuovo impianto di compressione del gas di Uthmaniyah, uno dei principali giacimenti del Regno, e rappresenta il primo contratto assegnato nell'ambito del programma saudita National EPC Champion, iniziativa strategica volta a sviluppare competenze locali e creare un campione nazionale nell'ingegneria e costruzione energetica.
L'operazione conferma la capacità di Saipem di mantenere una posizione privilegiata in uno dei mercati energetici più importanti al mondo, combinando il proprio know-how ingegneristico con la presenza locale garantita dalla joint venture con Nasser Saeed Al Hajri.
A sostenere ulteriormente la visibilità del gruppo contribuiscono anche le indicazioni emerse dall'incontro organizzato da Equita con il management di Subsea 7.
Il messaggio è stato chiaramente costruttivo: la fusione tra le due società continua a procedere secondo il calendario previsto e il completamento dell'operazione entro la fine del 2026 appare ancora lo scenario di riferimento.
Particolarmente interessante è il quadro operativo descritto da Subsea 7.
Le principali navi della flotta risultano praticamente già prenotate per tutto il 2026 e in larga parte anche per il 2027. Il problema non è quindi la domanda ma la disponibilità di mezzi per eseguire i progetti.
Questo è uno dei segnali più evidenti di un mercato offshore che continua a vivere una fase di forte espansione, sostenuta dagli investimenti delle grandi compagnie energetiche.
Anche sul fronte geopolitico il management non segnala impatti significativi. Nonostante le tensioni in Medio Oriente e la recente impennata del petrolio, il backlog dell'area rappresenta meno del 10% del totale e non si registrano rallentamenti nelle decisioni di investimento dei clienti.
Equita sottolinea inoltre come il settore continui a beneficiare di una combinazione particolarmente favorevole di domanda elevata, capacità produttiva limitata e pricing disciplinato, elementi che stanno sostenendo la crescita dei margini operativi.
Fusione con Subsea 7: possibili sinergie e riduzione dello sconto rispetto ai concorrenti
Un altro elemento chiave è rappresentato dalla futura integrazione con Subsea 7.
Secondo gli analisti, la combined entity potrebbe beneficiare di importanti sinergie operative e commerciali, oltre a una maggiore capacità di competere nei grandi progetti offshore globali.
Attualmente Subsea 7 tratta a multipli superiori rispetto a Saipem, mentre la futura entità integrata presenta valutazioni ancora contenute rispetto a concorrenti come TechnipFMC.
La realizzazione delle sinergie previste e il mantenimento dell'attuale favorevole contesto di mercato potrebbero contribuire a ridurre progressivamente questo divario.
Analisi tecnica: consolidamento dopo il rally del 90%
Dal punto di vista grafico, Saipem sta attraversando una fase di consolidamento dopo il poderoso rialzo che ha portato il titolo a guadagnare circa il 100% dal minimo dello scorso dicembre.
I prezzi hanno raggiunto a fine aprile un massimo in area 4,80 euro. Da quel momento è iniziata una fisiologica fase correttiva che ha riportato le quotazioni verso la zona dei 4 euro.
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La successiva reazione ha consentito al titolo di recuperare terreno e riportarsi sopra il 38,2% e il 50% di ritracciamento della correzione. Le quotazioni stanno ora lavorando attorno ad area 4,50 euro, livello che coincide con il 61,8% retracement del ribasso dai massimi di aprile.
I livelli tecnici da monitorare
Il quadro tecnico resta costruttivo finché i prezzi rimangono sopra il supporto dinamico rappresentato dalla trend line ascendente tracciata dai minimi di fine 2025 che passa in area 4,10 euro.
Al rialzo, il primo ostacolo si colloca in area 4,50 euro, livello corrispondente al 61,8% di ritracciamento della correzione dal massimo di maggio. Il superamento di questa soglia aprirebbe la strada verso 4,70 euro e successivamente verso i massimi annuali in area 4,80 euro.
Al contrario, una discesa sotto 4,25 euro riporterebbe l'attenzione sul supporto di 4,10 euro, la cui violazione indebolirebbe sensibilmente il quadro tecnico di breve periodo.
In sintesi, il titolo sembra più impegnato in una fisiologica fase di consolidamento dopo il rally degli ultimi mesi che nell'avvio di una vera inversione ribassista.
La combinazione tra crescita del portafoglio ordini, elevata visibilità operativa e prospettive legate alla fusione con Subsea 7 continua infatti a rappresentare uno dei principali punti di forza della storia industriale di Saipem.
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