Chi è il presunto killer del giornalista Luigi Esposito ucciso a Eboli e qual è il movente dell'omicidio

di Luca Mastinu pubblicato:
3 min

Una violenta lite, poi l'aggressione e il rogo del corpo. Il presunto assassino di Luigi Esposito è incensurato, ma risulterebbe irregolare sul territorio italiano

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26 anni, incensurato e senza fissa dimora, il presunto assassino del giornalista Luigi "Luca" Esposito ha confessato. Sarebbe lui, secondo la sua versione riportata dall'Ansa, ad aver aggredito il 53enne per poi dare il suo corpo alle fiamme nelle campagne a 15 km da Eboli. Il movente dell'omicidio è ancora da chiarire, ma il delitto si sarebbe consumato al culmine di una lite.

Chi è l'assassino del giornalista

Le informazioni sono ancora in divenire. Nella notte tra venerdì 24 luglio e sabato 25 in località Cioffi, nella Piana del Sele, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Salerno hanno stretto il cerchio intorno a un casolare abbandonato in mezzo alla campagna. All'interno, tra materassi, detriti, rifiuti e infissi divelti hanno trovato un giovane di 26 anni.

Alla vista dei militari il sospettato ha tentato la fuga, ma è stato fermato e condotto in caserma. Secondo le prime informazioni, si tratterebbe di un uomo di origine tunisina risultato irregolare sul territorio italiano. Incensurato, è stato riconosciuto da un'impronta digitale isolata sull'auto di Luigi Esposito. Il 26enne era stato fermato poco tempo prima per un controllo ordinario, per questo le forze dell'ordine erano in possesso di una sua foto segnaletica.

La confessione dell'omicidio

Come riporta Ansa, davanti al pm e al suo avvocato difensore, il 26enne ha infine confessato l'omicidio. Agli inquirenti era già noto che il giovane e la vittima si conoscevano da tempo, e che sabato 18 luglio - poche ore prima della tragedia - tra i due vi sarebbe stato un certo traffico di telefonate e, successivamente, un incontro.

Sono stati anche i tabulati telefonici a condurre il Reparto Indagini Tecniche del Ros all'utenza del 26enne. La sera del 18 luglio Esposito e il presunto omicida si sarebbero incontrati in Contrada Bivio Cioffi, località distante 15 km dal centro abitato di Eboli (Salerno). Tra i due sarebbe scoppiata una lite degenerata, quindi, nell'aggressione mortale. Il 26enne avrebbe colpito violentemente il giornalista per poi usare del materiale plastico, una coperta e delle sterpaglie presenti sul posto per dare fuoco al corpo della vittima, nel tentativo di eliminare le prove.

Cosa non torna nel delitto di Eboli

Nonostante la cattura del presuno assassino, sono ancora tanti i punti da chiarire. Gli inquirenti, coordinati dalla Procura di Salerno, escludono che l'omicidio sia legato all'attività giornalistica di Esposito, che si occupava soprattutto di informazione sportiva.

Le ombre riguardano soprattutto l'attività secondaria del 53enne: raccontava di essere un biologo, ma l'Ordine dei Biologi ha smentito la sua iscrizione; raccontava di lavorare per l'Arpac, ma anche in questo caso l'associazione è intervenuta per prendere le distanze. "Appare del tutto estraneo all’attività dell’Agenzia", ha scritto in una nota del 19 luglio.

Inoltre, come aggiunge Il Post, Luigi Esposito indossava una fede nuziale ma nessuno avrebbe mai conosciuto la moglie. L'anello, infatti, potrebbe essere stato un ricordo dei genitori.