STMicroelectronics crolla dopo i conti

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
3 min

Seduta da incubo per STMicroelectronics, che ha perso il 17,7%

STMicroelectronics crolla dopo i conti
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La crescita torna, ma la guidance delude un mercato che aveva corso troppo

Seduta da incubo per STMicroelectronics, che ha perso il 17,7% chiudendo a 47,94 euro, dopo una trimestrale che, pur mostrando un deciso miglioramento operativo, non è riuscita a soddisfare le aspettative molto elevate degli investitori.

Nel secondo trimestre il gruppo ha registrato ricavi in crescita del 26% su base annua a 3,49 miliardi di dollari, superiori anche alla parte alta della guidance, mentre l'utile lordo è aumentato del 31,1% a 1,22 miliardi di dollari.

Il problema non è stato quindi il trimestre appena concluso, bensì le indicazioni per il futuro. La società ha previsto per il terzo trimestre ricavi pari a 3,7 miliardi di dollari, leggermente inferiori ai 3,72 miliardi attesi dal consenso degli analisti.

Secondo Jefferies il dato potrebbe riflettere un avvio più lento della nuova generazione di iPhone, anche se le prospettive sul margine lordo e soprattutto sul quarto trimestre restano incoraggianti.

Il lungo periodo sembra salvo

La tesi di investimento di lungo periodo, infatti, non cambia. Il management continua a prevedere una forte crescita del business legato ai data center per l'intelligenza artificiale, con ricavi superiori a 1 miliardo di dollari nel 2026 e oltre 2 miliardi nel 2027, sostenuti dalla domanda di chip per la gestione dell'energia e la connettività utilizzati nelle infrastrutture AI.

Resta però fondamentale l'esecuzione: il mercato vuole vedere il portafoglio ordini trasformarsi rapidamente in ricavi, con un miglioramento della redditività anche nelle divisioni ancora deboli, come automotive, semiconduttori di potenza, analogici e sensori.

La violenta reazione del titolo sembra quindi riflettere soprattutto un eccesso di aspettative dopo un rialzo che aveva visto il titolo più che raddoppiare dai minimi di novembre, piuttosto che un reale deterioramento delle prospettive industriali.

Analisi tecnica: il crollo rompe supporti chiave, ma la vera area di acquisto è poco più in basso

Dal punto di vista tecnico il danno è evidente. La seduta ha visto i prezzi violare contemporaneamente la media mobile esponenziale a 100 giorni e il ritracciamento del 38,2% di Fibonacci dell'intero rialzo partito dal minimo di novembre 2025, entrambi in area 50,60-50,70 euro.

La pressione ribassista ha poi spinto il titolo fino a un minimo intraday di 47 euro, prima di un parziale recupero finale.

STMicroelectronics crolla dopo i conti

La prima area di supporto realmente significativa si trova ora a 46 euro, dove passa la base del gap rialzista aperto il 4 maggio. Una sua tenuta potrebbe favorire un tentativo di stabilizzazione dopo il panic selling.

Sotto 46 euro il rischio di ulteriori vendite aumenterebbe sensibilmente, con obiettivo il 50% di ritracciamento del rialzo in area 44,50 euro. Una violazione anche di questo livello aprirebbe spazio verso 38,40 euro, corrispondente al 61,8% di Fibonacci e alla base del gap rialzista del 23 aprile, supporto strategico di medio periodo.

Sul fronte opposto, il quadro migliorerebbe solo con un recupero sopra 51 euro, livello necessario per riportarsi sopra la media mobile a 100 giorni e tentare almeno la chiusura del gap ribassista aperto nella seduta odierna, il cui lato superiore transita in area 56 euro.

In sintesi, per un investitore di lungo periodo la correzione rende il titolo molto più interessante rispetto a poche settimane fa, ma dal punto di vista tecnico il segnale di inversione non è ancora arrivato.

La strategia più prudente è attendere la tenuta dei supporti tra 46 e 44,50 euro oppure un ritorno sopra 51 euro, livello che confermerebbe l'esaurimento della pressione ribassista e il ritorno di compratori strutturali.