USA-CINA, i temi caldi del vertice dal petrolio all'AI
pubblicato:Tra l'Onu con i Paesi e del Golfo e l'Ucraina e il meeting di Washington con Xi Jinping, Donald Trump vivrà una settimana chiave per la geopolitica globale. Ecco i temi caldi

“Busy week” per Donald Trump in questa ottava borsistica. Difficile dar torto a Reuters, che come mezza stampa globale, sottolinea gli incontri chiave che il presidente USA avrà all’Onu, tra oggi e domani, con i Paesi del Golfo.
Potrebbe persino incontrare (ma più probabilmente interloquirà tramite sherpa) il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che dovrebbe parlare all’Onu a New York mercoledì 23 settembre.
Trump parlerà all’assemblea delle Nazioni Unite il giorno prima, martedì 22 settembre, ma già oggi pomeriggio, dovrebbe essere nella Grande Mela per ”eventi politici” alla Trump Tower.
Onu, Palestina, Ucraina e Iran al meeting
In calendario per giovedì l’intervento all’Onu di Benjamin Nethanyahu, il leader israeliano sempre più isolato. Nello stresso giorno interverrà per il secondo anno di seguito da remoto il presidente palestinese Moahmoud Abbas a cui gli stessi Stati Uniti hanno negato nuovamente il visto.
Il presidente ucraino Romain Zelensky in crisi di consensi parlerà all’Onu mercoledì 23 settembre. La Russia, reduce una tornata elettorale plebiscitaria per la Russia Unita di Vladimir Putin dopo l’esclusione dalla competizione di Jabloko, l’unico partito locale per la pace in Ucraina Vladimir Putin non si presenta da oltre un decennio all’Onu e la Russia blocca con il potere di veto l’Onu fin dall’inizio del conflitto, ma mentre si attende il ministro degli Esteri Sergey Lavrov al Palazzo di Vetro sabato 26 settembre (i meeting dureranno fino al 28), cresce la pressione degli Stati Uniti per un percorso negoziale con le recenti sanzioni USA, una novità per questa seconda amministrazione Trump.
Come sempre le sideline, gli incontri al margine, saranno sostanziali e decisive. Dagli incontri certi di Trump con i leader del Gulf Cooperation Council (GCC) al round negoziale parallelo e contemporaneo tra Washington e Beijing.
- •
Sul canale Telegram Econotrade Insights troverai gli aggiornamenti sull'andamento dei mercati, segnali operativi e commenti esclusivi per gestire i prossimi movimenti, richiedi la tua prova gratuita scrivendo a info@ftaonline.com
L'Iran probabile tema dell'incontro Trump-Xi a Washington (oltre all'AI)
Fra i tanti soggetti chiamati in causa dal conflitto iraniano che affligge sempre di più il mondo con il rincaro dei prezzi energetici c’è infatti proprio la Cina che è al centro dei due dossier protagonisti del dibattito finanziario e globale di questa fase: l’AI e il petrolio.
Il tema dell’intelligenza artificiale dietro la richiesta di nuove regole e controlli che da un wisthleblower di Anthropic Jacop Coxon si è trasformata in un’istanza di regolamentazione dell’industria con l’appoggio della stessa Anthropic e di OpenAI ha in prima battuta incontrato un muro istituzionale sia in Cina, dove i pruriti etici statunitensi nei giorni della quotazione di DeepSeek sono stati letti come un tentativo di rallentare la concorrenza d’oltre Pacifico nella gara strategica per l’AI, sia negli Stati Uniti, dove sostanzialmente Donald Trump ha adottato lo stesso argomento: l’AI è strategia, non possiamo frenarla ora che siamo in vantaggio.
Di fronte alla costernazione globale per taluni scenari apocalittici poi l’industria AI ha comunque ridimensionato l’allarme dicendo che sì i pericoli ci sono, ma i grandi operatori li tengono sotto controllo.
Ora il dossier si evolve ancora e tra mercoledì 23 e venerdì 25 settembre Xi Jinping si recherà negli Stati Uniti per la prima volta in tre anni. Già gli incontri preparatori tra il segretario al Tesoro USA Scott Bessent e il Vicepremier cinese He Lifeng hanno dimostrato che la partita economica non si gioca più soltanto sui dazi e la bilancia commerciale, ma proprio sviluppo delle tecnologie critiche.
Tra le proposte sul tavolo emerge infatti quella di un meccanismo congiunto di notifica sui rischi legati all'intelligenza artificiale. Sarebbe forse una misura sana per la prevenzione di incidenti sistemici o sviluppi fuori controllo di agenti autonomi (e dovrebbe probabilmente essere allargata ad altri soggetti geopolitici, Europa compresa), ma non mancano gli scetticismi sull’improvvisa collaborazione di due storici nemici.
La convergenza tra Stati Uniti e Cina però potrebbe essere preziosa su diversi fronti in questa fase. Beijing ha tutto l’interesse a vedere ulteriormente riconosciuto il proprio ruolo internazionale e ha bisogno del petrolio, del gas e delle commodity che giungevano dal Golfo Persico. Allo scoppio della Guerra in Iran la Cina importava il 70% del proprio petrolio dall’estero e la metà di questo (quindi circa il 35%) dal Golfo. Quasi un terzo di questo import è stato recuperato altrove, per esempio in Brasile, ma altre quote sono state gestite con enormi stock accumulati in maniera lungimirante ma non indefinita prima del conflitto.
La straordinaria stabilità economica cinese nel decoupling parziale dall’idrocarburo del Medioriente, soprattutto in rapporto ai concorrenti asiatici come Giappone, Indonesia o India, ha già reso Beijing la vera vincitrice della guerra in Iran.
Ora il presidente Xi Jinping potrebbe passare all’incasso con una pressione decisiva sull’Iran che potrebbe riconoscere il ruolo di pacificatore globale cui ambisce. Beijing potrebbe anche siglare dei contratti militari con Washington, secondo The South China Morning Post: una novità assoluta, ma in linea con quel ruolo di armatore globale degli Stati Uniti che Donald Trump ha sempre in pratica promosso.
Prospettive tutte di un multilateralismo inedito per Trump, ma con le elezioni di midterm alle porte, difficilmente il tycoon si farà scrupolo di qualche contraddizione se ne otterrà dei vantaggi. Se c'è un bene sacrificabile nell'agenda trumpiana di questo secondo mandato, è la coerenza.
- •
Portafogli settimanali FTAOnline. Segnali operativi a scelta su: Etf azionario globale - Etf leva 3 long su azioni, bond, commodity, forex - Etf leva a 3 short su azioni, bond, commodity - Principali titoli del Ftse Mib - Titoli tecnologici USA del paniere Fang+ - Maggiori titoli dell’Eurostoxx 50 - Titoli del paniere Granolas (11 grandi aziende europee). Per avere maggiori informazioni ufficiostudi@ftaonline.com o +39 375 642 2515 anche via WhatsApp. Acquista il servizio a condizioni particolarmente vantaggiose a https://buy.stripe.com/9B63cugAx4Ycc7xdsj53O3n
UAS-Cina, ma la contrapposizione sull’AI è anche sui modelli di business
Ancora una volta sarà l’AI, però, il vero tema strategico. Nel mondo e negli Stati Uniti si stanno contrapponendo due modelli di sviluppo completamente diversi e contrapposti che l’ultima crisi di sicurezza potrebbe fare riemergere, quella tra modelli proprietari e centralizzati come OpenAI e Anthropic che si basano su commissioni prezzolate per prestazioni di eccellenza crescente, ma anche su investimenti senza precedenti che stanno in qualche caso prosciugando i flussi di cassa di imponenti colossi a stelle e strisce.
L’altro modello prevede prestazioni più che dignitose e sempre più eccellenti (anche il protagonista siciliano dell’AI globale Salvatore Sanfilippo di recente ha detto la sua) su dispositivi locali che si servono di modelli di LLM, ossia di modelli linguistici di grandi dimensioni come ChatGPT e Anthropic, open source, ossia con codice libero e gratuito.
E’ il celebre caso di DeepSeek, ma non solo: anche la Meta di Mark Zuckerberg ha sposato questa via con Llama ed è possibile che il progresso rapidissimo su questo fronte diffonda questo approccio con la conseguenza che i modelli costosissimi di OpenAI e Anthropic (ma anche di Mistral e altri) rischino un’erosione delle quote di mercato dopo gli investimenti giganteschi di questi ultimi anni.
E Nvidia? Ha visto per tempo è ha messo un piede in entrambi i campi di gioco, con lo sviluppo e la promozione di tecnologie anche per l’AI in locale. La differenza con le applicazioni di frontiera ai top del potere computazionale di modelli evoluti di Claude o Astra resterà sempre – anche nel semiconduttore le dimensioni contano – ma di certo Jensen Huang non arriva impreparato a questo nuovo bivio del mercato.
E intanto i grandi tra Washington e New York si preparano a una settimana che potrebbe essere di svolta per un numero importante di dossier globali.