AI, la quotazione della cinese DeepSeek punta a $ 74 mld

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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Il big dell’intelligenza artificiale open source consolida la governance in vista dello sbarco sullo STAR Market di Shanghai. Big industriali e fondi statali cinesi hanno già investito. Al lancio il modello V4 Pro. L’assunzione del primo CFO sarà un passaggio chiave mentre la pressione occidentale persiste, tra accuse USA di "distillation" e allarmi sulla sicurezza. Ecco cosa sappiamo della startup di Liang Wenfeng

AI, la quotazione della cinese DeepSeek punta a $ 74 mld

Fondata nel luglio 2023 a Hangzhou (una metropoli da circa 11 milioni di abitanti), DeepSeek è forse la più famosa startup cinese degli ultimi anni. Ai suoi primi vagiti ha infatti messo in crisi il predominio globale USA nel mondo dell’intelligenza artificiale con modelli di AI avanzati e open source dalle performance sfidanti e soprattutto dai costi sfidanti. È successo all’inizio del 2025 quando i titoli dell’AI globale, sostanzialmente quelli statunitensi soprattutto, andarono KO alla notizia delle performance della società cinese che prometteva performance più che accettabili a prezzi che erano una frazione di quelli dei modelli americani. Fece tremare i colossi di Silicon Valley, che non hanno dimenticato e forse oggi tremano più di ieri mentre esauriscono le risorse di corposi bilanci e di ricchi flussi di cassa con investimenti in conto capitale in costante ed esponenziale crescita.

Chi è e come è nata DeepSeek

Il fondatore DeepSeekl Liang Wenfeng è ovviamente una figura di spicco oggi nel panorama tecnologico e finanziario cinese. All’inizio ha finanziato in proprio l'intero progetto attraverso High-Flyer, il fondo hedge di investimento quantitativo da lui stesso creato e diretto che è ancora oggi il maggiore azionista di DeepSeek. In pratica questo ha consentito alla società di operare nei suoi primi due anni di vita come un laboratorio di ricerca privato altamente indipendente.

Una struttura che però a in una seconda fase di sviluppo sarebbe insostenibile e penalizzante. Così è cominciata la trasformazione che è culminata in questi giorni del settembre 2026 con l'ingaggio di** Yan Wentao nel ruolo di primo Chief Financial Officer (CFO)** dell'azienda. Yan Wentao, classe 1991 ed ex partner del fondo di venture capital GL Ventures (braccio VC di Hillhouse Investment), vanta un'ampia esperienza in ambito finanziario e ha già seguito altri competitor cinesi come la società dell’AI MiniMax. E’ un CFO con competenze di dealmaking e quindi in grado di gestire le relazioni con gli investitori, l'allocazione dei capitali e le rigide procedure di compliance richieste dai mercati regolamentati. In pratica potrebbe essere il passaggio dagli investimenti privati alla quotazione.

Verso la quotazione: quanto vale DeepSeek, cosa si quota e dove si terrà l'IPO

L'ingresso di DeepSeek sul mercato dei capitali è oggetto di rumors da tempo e più che certezze si hanno indiscrezioni su quasi tutto, dai bilanci agli obiettivi dell’operazione. Non stupisce però che una società dell’AI si adoperi per la ricerca di capitale vista la natura estremamente capital intensive che non solo le infrastrutture, ma anche i modelli dell’intelligenza artificiale e i suoi rivenditori hanno dimostrato.

  • Dove si quota: Secondo Reuters e The South China Morning Post (SCMP) DeepSeek ha già affidato un mandato all'istituto finanziario cinese CITIC Securities per l’organizzazione dell'Offerta Pubblica Iniziale (IPO), ossia la quotazione sullo STAR Market della Borsa di Shanghai, la piazza finanziaria d'eccellenza ideata da Pechino per premiare e sostenere le eccellenze tecnologiche domestiche. L’obiettivo sarebbe la quotazione entro quest’anno.

  • Valutazione e capitale raccolto: Nel giugno 2026, l'azienda ha completato un round d'investimento da circa 7,4 miliardi di dollari, portando la valutazione post-money dell’intero gruppo a oltre 50 miliardi di dollari. Un ulteriore round di finanziamento in corso fissa l'obiettivo di una valutazione pre-money di DeepSeek di circa 500 miliardi di yuan, pari a 74 miliardi di dollari (The Wall Street Journal/ SCMP). Si tratta di valori dello stesso ordine di grandezza della valutazione di Moonshoot con i suoi modelli Kimi K3 (circa 50 miliardi di dollari secondo indiscrezioni su un’IPO ad Hong Kong da concludere l’anno prossimo), ma chiaramente a una distanza siderale dalle previste valutazioni di colossi Usa come OpenAI o Anthropic che sono stimate a 1 e 2 trilioni di dollari rispettivamente (anche se poi il dialogo con il mercato è ancora in corso e non privo di incertezze).

  • La compagine societaria ed evoluzione del capitale: Se nei primi round di finanziamento gli investitori dovevano far passare le proprie risorse attraverso una limited partnership gestita direttamente dal fondatore Liang Wenfeng, le recenti aperture consentono investimenti diretti. Tra i soci ed investitori figurano colossi industriali come il gigante delle batterie CATL (Contemporary Amperex Technology), colossi tech come Tencent, NetEase e JD.com, le società di investimento Monolith Management e Shixiang, oltre a diversi fondi partecipati da veicoli dei governi locali cinesi e dal fondo nazionale per l'IA (WSJ/La Repubblica).

Gli obiettivi dell’IPO di DeepSeek

  • L'ingresso in Borsa fornirebbe un consistente patrimonio di liquidità al servizio della crescita dei costi d'infrastruttura e di ricerca. In particolare, il capitale raccolto sarebbe destinato a:

  • Acquisto di potenza di calcolo e semiconduttori: Espansione dei data center dedicati all'addestramento dei modelli.

  • Incentivi e retention del talento: La produzione di modelli d'avanguardia richiede competenze altamente specializzate. DeepSeek ha subito la perdita di preziosi ricercatori passati a concorrenti con ingenti risorse come ByteDance e Xiaomi. L'IPO consentirà di distribuire stock option e piani azionari legati alle performance per trattenere le risorse umane chiave.

  • Tenuta dei conti: Con ricavi ricorrenti annuali (ARR) stimati in circa 500 milioni di dollari (fonte: WSJ), il modello commerciale inizia a strutturarsi, ma richiede costanti iniezioni di capitale per sostenere la competizione globale.

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Modello di business, investimenti e la dinamica dei costi nell'IA occidentale vs cinese

La parabola di DeepSeek si inserisce al centro di uno dei più accesi dibattiti dell'economia tecnologica moderna: l'efficienza dei costi di calcolo nell'intelligenza artificiale.

La frattura con la Silicon Valley: il "Momento DeepSeek"

Nel corso del 2025, il lancio del modello ragionativo DeepSeek R1 ha provocato uno shock sui mercati mondiali, innescando, tra le altre cose, un calo momentaneo del 10% del titolo Nvidia nei giorni successivi alla diffusione della notizia. I timori sulla sostenibilità e la necessità degli investimenti pachidermici delle Big Tech statunitensi causarono, come anticipato, crepe profonde nella fiducia degli investitori.

L'approccio è stato ulteriormente confermato dal lancio (agosto 2026) del modello DeepSeek V4 Pro, orientato al supporto degli agenti IA, alla programmazione complessa e all'integrazione enterprise tramite API. Nonostante i recenti adeguamenti dei listini, DeepSeek continua a mantenere tariffe API tra le più competitive dell'intero mercato.

L'effetto sulla concorrenza cinese e globale

Il successo dell'architettura efficiente cinese si è esteso anche ad altri competitor nazionali. Nel luglio 2026, il rilascio del modello Kimi K3 di Moonshot AI (modello da 2.800 miliardi di parametri a pesi aperti con performance vicine a GPT e Claude) ha riaperto l'interrogativo: la spesa in infrastrutture e data center della Silicon Valley (centinaia di miliardi di dollari in capex) è l'unica strada percorribile per l'IA di frontiera?

Ma va detto che un po’ tutta l’AI cinese ha a sua volta avviato una corsa ai capitali, sebbene su numeri frazionali rispetto a quelli di Wall Street. Moonshot AI prepara l'IPO a Hong Kong (con una valutazione target da 50 miliardi di dollari) e player come Z.AI e MiniMax sono già approdati sui listini della città autonoma. Alibaba ha varato in estate un collocamento azionario da 10,2 miliardi di dollari per sostenere i propri investimenti in infrastrutture. La partita è sostanzialmente aperta, il suo esito sempre più incerto.

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Giovanni Digiacomo
Giovanni Digiacomo

Giornalista professionista con oltre venti anni di esperienza in ambito economico e finanziario. Supporta il notiziario economico-finanziario di FTA Online News con lanci, commenti, approfondimenti, analisi e interviste sui principali mercati e le più importanti asset class. Ha seguito per il sito di Borsa Italiana tematiche finanziarie come la crisi del debito sovrano europeo e la diffusione delle criptovalute. Si occupa di sostenibilità e innovazione per il Quinto Ampliamento e per il Journal di Message Group.