Crollo semiconduttori: l'allarme IA affonda STM e i chip europei

di Alessandro Chini pubblicato:
3 min

Le dimissioni di Coxon e il dibattito sulla superintelligenza pesano sui mercati: analisi tecnica dei livelli critici della società italiana dei chip verso 38,44 e 31 euro

Crollo semiconduttori: l'allarme IA affonda STM e i chip europei

Tabella dei Contenuti

STM, il quadro grafico

Avvio di ottava complicato in tutta Europa per i titoli del comparto dei semiconduttori, con Infineon, ASML Holding e STMicroelectronics che hanno fatto registrare perdite consistenti.

Le parole del CEO di Anthropic Dario Amodei sulla necessità da parte delle aziende del settore dell'intelligenza artificiale di rallentare il ritmo dell'innovazione a causa dei rischi per la sicurezza del genere umano, ha riacceso i timori legati al business AI, innescando forti vendite su titoli dei semiconduttori.

Amodei non è il primo a sottolineare i rischi che si possono correre in mancanza di una regolamentazione condivisa da parte degli stati più coinvolti nello sviluppo.

Poco tempo fa Jacob Coxon, ricercatore e sviluppatore che ha lavorato per Anthropic e OpenAI, si è dimesso sostenendo che entrambe le società stessero correndo troppo verso la realizzazione di una superintelligenza capace di automigliorarsi, circostanza che, secondo Coxon, metterebbe a forte rischio, in tempi incredibilmente brevi, la sopravvivenza dell'uomo.

Il dibattito è aperto e si ripercuote anche sull'andamento dei titoli delle società quotate direttamente coinvolte in tutta la catena AI. Il rischio di un rallentamento nello sviluppato, intanto, ha fatto arretrare ieri le azioni dei produttori di chip, con STM che ha lasciato sul terreno 6,5 punti percentuali.

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STM, il quadro grafico

Il titolo ha subito un forte ridimensionamento dai massimi toccati a giugno a quota 70,86, chiudendo la seduta di ieri a 41,765 euro. I prezzi hanno ritracciato più del 50% del rialzo partito a novembre ed ora potrebbero provare ad affondare ulteriormente andando a coprire il gap up del 23 aprile a quota 38,44, posizionato in corrispondenza del 61,8% di ritracciamento dello stesso rialzo, circostanza che lo rende un supporto strategico non solo nel breve periodo.

A ben guardare comunque durante il ribasso degli ultimi mesi i prezzi si sono lasciato alle spalle a luglio anche un ampio gap ribassista a 52,68 euro, motivo che potrebbe favorire quanto meno una reazione, per quanto il percorso di crescita appaia al momento piuttosto difficoltoso ed impegnativo.

Primi segnali concreti di ripresa solo oltre 46,71, top della scorsa settimana, ma sarà poi necessario il superamento della media mobile esponenziale ora a 47,50 per generare un segnale più convincente che possa essere seguito da un recupero duraturo.

Sotto 41,00 invece primo target a 38,44, poi via libera verso 31,00 euro circa.

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Informazioni sull'autore:

Alessandro Chini
Alessandro Chini

Laureato in Scienze Statistiche ed Economiche all'Università degli Studi di Siena, Alessandro Chini inizia a lavorare nel 1994 nel settore dei processi di supporto alla funzione gestionale e decisionale in ambito finanziario.

Cofondatore nel 1999 di Financial Trend Analysis (FTA Online) società specializzata nell'analisi dei mercati finanziari, nella formazione finanziaria, nella produzione di contenuti economico-editoriali e nel supporto operativo per il trading.

Iscritto all'Albo dei giornalisti pubblicisti, è attualmente direttore responsabile della testata giornalistica online "FTA Online News", collabora inoltre da molti anni con le più importanti testate giornalistiche specializzate in ambito finanziario.