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Pensione e cessione del quinto, l'INPS aggiorna le regole

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
4 min

Con una nuova circolare l’Istituto chiarisce la disciplina completa dei finanziamenti e delle traslazioni

Pensione e cessione del quinto, l'INPS aggiorna le regole

Un testo integrato per fare chiarezza sulle regole che guidano la cessione del quinto della pensione e la traslazione sul trattamento pensionistico dei finanziamenti precedenti. Così si configura la nuova Circolare n. 109 del 2 novembre 2026 dell’INPS tesa a fornire un quadro uniforme a cittadini, banche e intermediari finanziari su uno strumento importante e delicato del nostro ordinamento.

I vincoli principali

La cessione del quinto della pensione consente ai pensionati di ottenere dei finanziamenti di durata massima prefissata in dieci anni a fronte appunto del versamento di un quinto della pensione e sempre nel rispetto di alcuni vincoli ben precisi, dalla salvaguardia della soglia del trattamento minimo al limite massimo della rata in un quinto del trattamento previdenziale mensile.

Un’altra condizione imprescindibile per questo tipo di finanziamenti è il rispetto della normativa antiusura per cui il tasso d’interesse applicato al finanziamento non può superare la soglia vigente nel trimestre e fissata ai sensi della disciplina in materia di usura di cui alla legge 7 marzo 1996, n. 108. In tal senso rileva il Tasso Effettivo Globale (TEG) calcolato come da indicazioni della Banca d’Italia.

La procedura

Una componente essenziale di questo tipo di finanziamenti è la comunicazione di cedibilità, che viene rilasciata dall’INPS e indica l’importo massimo della quota di pensione cedibile dal pensionato stesso nel rispetto dei meccanismi previsti a sua tutela.
La comunicazione di cedibilità è rilasciata dalla struttura dell’INPS territorialmente competente a seguito della compilazione del modulo AP107.

Il passaggio successivo è la consegna della stessa comunicazione alla banca o all’intermediario finanziario interessato.

La banca o l’intermediario finanziato devono aderire a uno Schema di convenzione adottato dall’INPS che contrattualizza una serie di diritti e obblighi in capo ai finanziatori con l’obiettivo di assicurare ai pensionati condizioni più favorevoli di quelle medie di mercato.

Tutto il processo obbedisce a una specifica suddivisione dei ruoli per cui l’INPS convalida il piano di ammortamento, effettua le trattenute e le riversa alla finanziaria, ma non interviene nelle controversie contrattuali, nella valutazione della solvibilità del richiedente o nella concessione del prestito.

Rinnovo, rimodulazione ed estinzione anticipata

La nuova circolare dell’INPS si sofferma anche su alcuni meccanismi specifici come quello del rinnovo, che permette di rinegoziare un finanziamento in corso, ma solo dopo due anni dall’inizio per la cessione quinquennale o dopo quattro anni dall’inizio di una cessione decennale.

Un’altra opzione a disposizione del pensionato è quella di rimodulazione del piano di ammortamento: in pratica in ogni momento è possibile rimborsare anticipatamente l’importo dovuto, in tutto o in parte, riducendo così il costo complessivo totale del credito e imponendo un adeguamento del piano di ammortamento.

Il pensionato cedente può anche avvalersi dell’estinzione anticipata del finanziamento, pagando ovviamente il dovuto alla società cessionaria prima della scadenza.

La traslazione

La Circolare 109 fa luce anche sul meccanismo di traslazione sulla pensione della cessione del quinto dello stipendio. In pratica il neo-pensionato può trasferire le rate di un finanziamento prima pagate con lo stipendio nel nuovo cedolino pensionistico.

In tal caso quindi l’INPS assume il compito di trattenere le cifre dovute dall’assegno pensionistico, ma deve comunque verificare i pre-requisiti necessari come la cedibilità e la capienza.

Le procedure informatiche relative ai piani di ammortamento della cessione del quinto e della traslazione sono state unificate e quindi ora seguono lo stesso set di regole.

Va infine evidenziato che non tutte le pensioni possono essere coinvolte in un piano di cessione del quinto: la normativa esclude chiaramente tutti i trattamenti di natura assistenziale come la pensione sociale, l’assegno di invalidità civile, il sostegno al reddito, l’assegno al nucleo familiare, l’APE Sociale, l’indennità per la cessazione dell’attività commerciale, le prestazioni di esodo (ex art. 4, commi da 1 a 7-ter, della legge 28-06-2012, n. 92), l’assegno straordinario di sostegno al reddito ex artt. 26 e seguenti del D.Lgs 14-09-2015, n. 148, l’indennità mensile nell’ambito del contratto di espansione (art. 41, comma 5-bis, DLGS n. 148/2015), la pensione privilegiata tabellare.

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Informazioni sull'autore:

Giovanni Digiacomo
Giovanni Digiacomo

Giornalista professionista con oltre venti anni di esperienza in ambito economico e finanziario. Supporta il notiziario economico-finanziario di FTA Online News con lanci, commenti, approfondimenti, analisi e interviste sui principali mercati e le più importanti asset class. Ha seguito per il sito di Borsa Italiana tematiche finanziarie come la crisi del debito sovrano europeo e la diffusione delle criptovalute. Si occupa di sostenibilità e innovazione per il Quinto Ampliamento e per il Journal di Message Group.

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