Dividendi 2026, è record globale nel terzo trimestre
pubblicato:Distribuiti 546 miliardi di dollari agli azionisti con stime alzate a 2.240 miliardi grazie alla spinta di finanza e tecnologia

Ancora un trimestre da record per i dividendi globali nel terzo quarto del 2026 secondo il Dividend Watch di Capital Group.
Anche l’ultimo aggiornamento di questa pubblicazione di riferimento sul tema (è inserita nel Capital Group Global Equity Study della società di investimento di Los Angeles) registra infatti un trend in progresso verso la chiusura di un anno da incorniciare per gli amanti della cedola.
Si tratta di una panoramica particolarmente rappresentativa, visto che sonda i dividendi delle prime 1.600 società del mondo e quindi circa l’85% della capitalizzazione di mercato globale.
Un monte dividendi di 546 miliardi di dollari in tre mesi
Nel terzo trimestre, il report conta ben 546 miliardi di dollari distribuiti in cedole agli azionisti globali, con un significativo miglioramento del 7,5% in un anno, al netto di impatti valutari e altre voci.
Guardando più nel lungo periodo, nei 9 mesi, si registra una crescita sottostante delle cedole del 7,0% con l’88% delle società censite che aumenta o lascia invariati i dividendi distribuiti ai soci, quindi un trend diffuso di proposte di valore al mercato integrate dal pagamento di una cedola.
La crescita nominale dei dividendi distribuiti è però più limitata, al 4,9%, per via delle oscillazioni valutarie e della minore distribuzione di dividendi straordinari, inferiore di quasi 7 miliardi di dollari sul dato di un anno fa.
Il trimestre si è dimostrato migliore del previsto e Capital Group ha deciso di alzare le stime sull’intero 2026 al nuovo record di 2.240 miliardi di dollari di dividendi: un numero in crescita del 6,8% sia sul perimetro core, che per la crescita complessiva.
Migliorano in questo contesto anche le previsioni sul quarto trimestre grazie alla robusta generazione di cassa e al dinamismo degli utili di settori chiave come quello finanziario, minerario e tecnologico.
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Dividendi, la spinta del settore finanziario
Anche sul fronte settoriale si ottengono informazioni interessanti. Nel terzo trimestre del 2026 il settore finanziario resta al centro del flusso cedolare e riesce a coprire da solo un terzo dell’aumento complessivo dei dividendi globali con una spinta specifica dalle società finanziarie non bancarie che si avvantaggiano della forte attività di negoziazione nei mercati dei capitali che gli garantiscono importanti proventi commissionali.
Se le società finanziarie non bancarie riescono ad aumentare la distribuzione di dividendi del 17,6%, i settori minerario e chimico riescono ad aumentarla del 21,7% contribuendo a un sesto dell’incremento globale del monte cedolare: ovviamente in questo caso contribuiscono in maniera decisiva i prezzi delle materie prime e la solida generazione di cassa delle società del settore.
Va però precisato che le società petrolifere mostrano invece una maggiore moderazione sul fronte cedolare e preferiscono restituire valore ai soci con piani di riacquisto di titoli propri, invece che con dividendi ordinari nonostante i prezzi storicamente elevati del petrolio greggio.
Anche la tecnologia contribuisce alla crescita globale dei flussi cedolari: è un settore storicamente growth, quindi più concentrato sulla crescita di valore delle azioni che sui dividendi, ma negli ultimi anni diversi big del tech Usa hanno deciso di ricorrere anche a questa forma di restituzione di valore ai soci.
Nel terzo trimestre un sesto della crescita del monte cedole globale è venuto dai titoli tecnologici, ma sono state soprattutto le società asiatiche del comparto a sostenere questo trend.
Anche il quadro geografico mostra le sue complessità.
In Europa il terzo trimestre è storicamente caratterizzato da un basso flusso cedolare, ma ha comunque segnato una crescita del 9,7%
In Italia solo due società del paniere di Capital Group hanno pagato un dividendo nel periodo (Enel ed Eni), mentre nei nove mesi i dividendi italiani censiti sono aumentati soltanto dell’1%, meno della media globale: senza l’impatto di Stellantis, che ha sospeso quest’anno la distribuzione dei dividendi, si registrerebbe però nel Bel Paese un aumento dei dividendi del 9,2%
Nel terzo trimestre la crescita dei dividendi è stata del 5,8% negli Stati Uniti, del 13,2% nel Regno Unito e del 13,3% nell’area Asia-Pacifico.