AI, sell-off sul tech con gli ultimi dati di Intel e Amazon
pubblicato:I capex miliardari bruciano montagne di cassa e Wall Street trema ancora. Dall'Asia a Piazza Affari le vendite si diffondono sul settore tecnologico. Ecco il quadro

Un altro segnale di allarme viene dal profondo rosso dei future sul Nasdaq 100: un -2,4% che significa qualcosa, soprattutto dopo che Alphabet/Google ha chiuso a Wall Street la peggiore giornata di sempre con un crollo del 13% che il Wall Street Journal ha valutato in circa 500 miliardi di dollari di capitalizzazione.
Ombre sul Nasdaq da Big G
A portare vendite violente su Big G è stato un mix velenoso di dati contabili e segnali industriali preoccupanti, dal free cash flow negativo per 9,1 miliardi, dopo 51,3 miliardi di dollari di investimenti in infrastrutture AI nei tre mesi, al rallentamento dei ricavi di Google Search (‘solo’ +12% a $ 63,65 mld), che rimette in primo piano il rischio che l’AI Review, l’intelligenza artificiale applicata alle query sul web dalla stessa Google, cannibalizzi il core business del gruppo basato da sempre sulla pubblicità. Il successo del cloud potrebbe insomma non bastare.
Le cose sono andate tanto male a Wall Street che anche Microsoft, che all’inizio aveva sorpreso positivamente il mercato, alla fine ha registrato una perdita frazionale.
E' vero che il Nasdaq 100 dista appena 18 sedute dai record storici a 31.361 punti e che, anche di recente, l’indice tecnologico più famoso del mondo ha recuperato affondi anche peggiori del recente storno di 8 punti percentuali, ma tatticamente, vista anche l’ampiezza delle ultime reazioni, è forse meglio tenere gli occhi aperti.
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Altri segnali negativi da Intel e Amazon, tra rallentamento dei PC e flussi di cassa negativi
Altre due compagnie tecnologiche di rango hanno appena pubblicato dei dati deludenti che rischiano di fomentare un altro sell-off sull’AI globale in questa ultima seduta di ottava.
Intel, un tempo la protagonista del microprocessore globale, ha chiuso il terzo trimestre con risultati in crescita oltre il consensus, ricavi +21% a 16,5 miliardi di dollari e un utile per azione che balza del 126% a 0,52 dollari, ben oltre il consensus LSEG fermo a 40 centesimi.
Eppure in premarket il titolo del big dei chip per personal computer registra un crollo del 25,28% a 68,84 dollari e potrebbe assistere a un opening bell in profondo rosso a New York: perché?
Calano i ricavi da computing e physical AI (anche se Data Center e AI brillano), soprattutto i ricavi attesi nel quarto trimestre a 15-16 miliardi restano indietro rispetto al consensus LSEG posto a 17,1 miliardi di dollari e il management di Intel sottolinea che il mercato chiave dei PC è in rallentamento e lo sarà non solo nell’ultima parte di quest’anno, ma anche nella prima metà del 2027: un rinvio a tempi migliori che oggi a Wall Street potrebbe costare caro. Tra l'altro, l’esplosione in uno stabilimento israeliano di Intel è costata due vite e potrebbe sottrarre 600 milioni di dollari di ricavi in due trimestri. Una guidance pericolosamente debole insomma.
Anche Amazon segna in premarket un pericoloso -7,13% a 226,4 dollari dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali. I dati del colosso globale dei pacchi e di AWS sono stati deludenti e in flessione: nei tre mesi le vendite sono balzate del 12% a 201,9 miliardi di dollari, ma non hanno raggiunto il consensus di S&P GMI posto a 202,26 miliardi. L’utile netto della società calato da 21,2 a 20,7 miliardi di dollari e l’eps scivolato a 1,89 dollari non ha raggiunto la media delle stime degli analisti a 1,96 dollari.
Non solo, il male dell’epoca - ossia i giganteschi investimenti che drenano flussi di cassa considerati inattaccabili fino a poco tempo fa - ha colpito anche la società di Jeff Bezos, che segna un free cash flow negativo per 42,4 miliardi di dollari nei 12 mesi consecutivi dopo capex per 79,35 miliardi e stima a fine anno di un conto degli investimenti in conto capitale a ben 220 miliardi di dollari.
Non è bastato superare Walmart nel podio dei ricavi corporate d’America. Non sono state sufficienti le performance eccellenti di AWS.
La corsa per l’AI si fa ogni giorno più spietata: Meta qualche giorno fa ha creato dei nuovi titoli senza voto per finanziare l’AI con l’obiettivo di raccogliere quasi 100 miliardi, SpaceX ha da poco ottenuto nuove risorse per 40 miliardi, DeepSeek in Cina compie round miliardari di finanziamento e Anthropic, la casa di Claude, prepara la più grande quotazione della storia per finanziare una crescita sempre più onerosa.
L’AI è qui per restare e pervadere sempre più profondamente le nostre società, con impatti ancora non definiti su occupazione, consumi e persino sulla nostra dimensione antropologica. Ma tatticamente adesso sembra che i big abbiano esaurito la cassa e non abbiano flussi capaci di coprire investimenti mastodontici sempre più visti come una necessità vitale da analisti che pongono l’asticella un po’ più in alto ogni volta. Senza la benzina degli hyperscaler basteranno gli investimenti circolari messi insieme da Nvidia o SoftBank?
Qualche drop down allora è prevedibile e oggi il sell-off sui titoli dell’AI si inserisce in questo quadro. Il gigante coreano delle memorie SK Hynix ha perso il 7,08% a Seul, Samsung Electronics, che fa anche chip, ha perduto il 3,02%, l’investitore giapponese e globale del tech SoftBank ha lasciato a Tokyo quasi il 6% del proprio valore in una seduta.
In queste ore il gigante olandese delle macchine per la fotolitografia dei chip ASML segna un calo del 5,32% ad Amsterdam, mentre la tedesca Infineon perde il 4,33%
A Piazza Affari STM perde il 3,7%, Technoprobe il 6,99% e Prysmian il 4,66%
È vero che sia STM, che Prysmian sono reduci da ottime sedute seguite alla pubblicazione dei risultati, ma a Milano arretrano anche titoli dell’AI come Lu-Ve (-3,12%).
In pre-market a New York anche Nvidia perde il 2,79%
Insomma sul tech, anche oggi, c’è aria di sell off, meglio allacciare le cinture di sicurezza.