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Nasdaq 100, il ribasso ha già superato le precedenti correzioni: ora il rimbalzo diventa decisivo

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
7 min

Il mercato è già “maturo” per una reazione in termini di prezzo, ma non ancora di durata. Se il rimbalzo non arrivasse, la maggiore velocità delle vendite segnalerebbe un possibile cambiamento strutturale

Nasdaq 100, il ribasso ha già superato le precedenti correzioni: ora il rimbalzo diventa decisivo

Osservando il grafico del Nasdaq 100 nell’ultimo anno, emerge una caratteristica interessante: molte delle fasi ribassiste hanno avuto una durata e un’ampiezza relativamente simili.

Prendendo come riferimento la correzione racchiusa nel rettangolo rosso numero 1, si nota come numerose discese successive, evidenziate dai rettangoli azzurri, abbiano occupato un numero comparabile di sedute e prodotto perdite non troppo distanti.

Non si tratta di una regola matematica né della garanzia che il passato debba necessariamente ripetersi. Il confronto consente però di identificare il ritmo con cui il Nasdaq 100 ha assorbito gli eccessi durante l’ultimo anno.

Il ribasso di riferimento: 1.710 punti in sette sedute

Nella fase evidenziata dal rettangolo rosso, l’indice perse 1.710 punti nell’arco di sette sedute, con una flessione prossima al 7% dal massimo al minimo.

Quella discesa costituisce un riferimento utile perché presenta caratteristiche simili a numerose correzioni successive: un arretramento rapido, ma relativamente contenuto nel tempo, seguito dalla stabilizzazione delle quotazioni e da un recupero.

I rettangoli azzurri mostrano come il Nasdaq 100 abbia frequentemente reagito dopo avere percorso una distanza comparabile.

La ricorrenza suggerisce che, almeno durante l’ultimo anno, gli investitori abbiano considerato ribassi di quell’ordine sufficienti per tornare gradualmente compratori.

La correzione attuale è più rapida e più ampia

La discesa iniziata il 28 ottobre presenta però una caratteristica diversa.

In appena quattro sedute il Nasdaq 100 ha perso 2.152 punti, con una flessione di poco superiore al 7%. Il movimento ha quindi già superato in termini assoluti l’ampiezza della correzione di riferimento, impiegando quasi la metà del tempo.

Il confronto può essere sintetizzato così:

Fase ribassista

Perdita in punti

Flessione indicativa

Durata

Rettangolo rosso n. 1

1.710

Circa 7%

7 sedute

Ribasso dal 28 ottobre

2.152

Poco più del 7%

4 sedute

La correzione attuale è quindi già matura in termini di prezzo, ma non necessariamente in termini temporali.

Questo significa che l’indice ha percorso molto rapidamente la distanza che, in passato, richiedeva un numero maggiore di sedute. La velocità della discesa segnala una pressione in vendita superiore a quella osservata nel movimento preso come riferimento.

Il mercato è in una zona da rimbalzo

Sulla base del comportamento registrato nell’ultimo anno, il Nasdaq 100 è entrato in una fascia dalla quale sarebbe plausibile attendersi almeno:

  • •

    un rimbalzo tecnico;

  • •

    una fase di stabilizzazione;

  • •

    una riduzione della volatilità;

  • •

    la formazione di una candela di inversione;

  • •

    un ritorno degli acquisti sui titoli maggiormente penalizzati.

Non si può affermare che il ribasso sia terminato soltanto perché ha raggiunto l’ampiezza delle correzioni precedenti. Si può però dire che la distanza già percorsa rende questa una zona nella quale il rapporto tra rischio e rendimento di nuove vendite diventa meno favorevole.

La reazione delle prossime sedute sarà quindi più importante della discesa già realizzata.

La velocità delle vendite rappresenta un avvertimento

Il fatto che l’indice abbia perso più di 2.100 punti in quattro sedute non deve essere letto soltanto come una ragione per attendersi un rimbalzo.

Può anche rappresentare un segnale di deterioramento.

Nelle precedenti correzioni il mercato aveva impiegato più tempo per raggiungere un’ampiezza simile. La maggiore velocità del movimento attuale indica che:

  • •

    gli ordini di vendita sono più aggressivi;

  • •

    gli investitori accettano prezzi progressivamente inferiori;

  • •

    la liquidità in acquisto è meno profonda;

  • •

    il processo di riduzione del rischio è più rapido;

  • •

    le prese di profitto potrebbero essersi trasformate in una riduzione strutturale dell’esposizione.

Per questa ragione un mancato rimbalzo avrebbe un significato più negativo rispetto alle precedenti occasioni.

Perché questa correzione potrebbe essere diversa

Le precedenti fasi ribassiste si sono sviluppate in un mercato ancora sostenuto dalla crescita degli utili tecnologici e dall’entusiasmo per gli investimenti nell’intelligenza artificiale.

Oggi il contesto presenta maggiori elementi di incertezza:

  • •

    aumentano i dubbi sui ritorni degli enormi investimenti nell’AI;

  • •

    diverse società tecnologiche stanno ricorrendo al debito per finanziare data center e capacità di calcolo;

  • •

    la crescita del capitale investito sta comprimendo il free cash flow;

  • •

    i tassi reali rimangono elevati;

  • •

    le valutazioni del comparto restano impegnative;

  • •

    i semiconduttori mostrano una debolezza diffusa;

  • •

    il quadro geopolitico e politico statunitense aumenta la volatilità.

L’attuale ribasso potrebbe quindi non rappresentare soltanto la consueta pausa all’interno del trend, ma il primo tentativo del mercato di rivalutare il rapporto tra spesa, crescita e redditività del settore tecnologico.

Le soglie che separano correzione e cambio di regime

Il Nasdaq 100 è sceso in prossimità di 28.000 punti, area che deve ora produrre una reazione per mantenere il ribasso all’interno dello schema osservato nell’ultimo anno.

La fascia compresa tra 27.900 e 28.100 punti rappresenta il primo sostegno. La sua tenuta potrebbe favorire un ritorno verso 28.500 e successivamente 29.000 punti.

Il mancato rimbalzo e la violazione stabile di area 27.500 punti segnalerebbero invece che la correzione sta superando non soltanto l’ampiezza, ma anche la struttura delle fasi precedenti.

Sotto questa soglia aumenterebbe il rischio di una discesa verso:

  • •

    27.000-27.100 punti, area dei minimi estivi;

  • •

    26.000-26.100 punti, supporto intermedio;

  • •

    24.500-25.000 punti, fascia raggiungibile in presenza di un cambiamento più profondo;

  • •

    22.800-23.000 punti, origine dell’ultima grande gamba rialzista.

La violazione di 27.000 punti renderebbe molto più credibile l’ipotesi che il mercato sia entrato in un regime differente.

Cosa serve per confermare il rimbalzo

La somiglianza con le precedenti correzioni fornisce un’indicazione statistica, ma non un segnale operativo completo.

Per ottenere una prima conferma della tenuta servirebbe il recupero di 28.500 punti. Il ritorno sopra 29.000 indicherebbe una riduzione della pressione ribassista, mentre soltanto il superamento di 29.500-29.800 punti permetterebbe di considerare assorbita la correzione.

In quel caso l’indice potrebbe tornare a guardare verso:

  • •

    30.000 punti;

  • •

    30.500-30.700 punti;

  • •

    31.200-31.400 punti, area dei massimi.

Rimbalzi incapaci di superare 28.500-29.000 punti resterebbero invece semplici reazioni tecniche all’interno di una struttura ancora debole.

Il tempo diventa una variabile decisiva

Il Nasdaq 100 ha già completato una correzione paragonabile alle precedenti in termini di ampiezza, ma non di durata.

Questo lascia aperti due scenari.

Nel primo, il mercato assorbe rapidamente le vendite e avvia un rimbalzo, confermando ancora una volta il modello osservato nell’ultimo anno.

Nel secondo, l’indice continua a scendere oppure rimane debole per altre sedute. In questo caso la correzione diventerebbe più lunga e più profonda rispetto alla norma recente, aumentando la probabilità di un cambiamento strutturale.

Un test importante per il trend tecnologico

Il Nasdaq 100 è già “maturo” per un rimbalzo sul piano dei prezzi, ma non necessariamente su quello temporale.

La perdita di 2.152 punti in quattro sedute ha superato l’ampiezza della correzione presa come riferimento, sviluppandosi con una velocità molto maggiore. Questo rende plausibile una reazione, ma aumenta anche la gravità del segnale qualora la reazione non dovesse concretizzarsi.

Se il comportamento dell’ultimo anno continuerà a ripetersi, questa è l’area dalla quale dovrebbe prendere forma un rimbalzo. Se invece le vendite proseguissero oltre 27.500-28.000 punti, avremmo un primo indizio concreto che non si tratta più della consueta correzione, ma di un possibile cambiamento del regime di mercato.

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Informazioni sull'autore:

Alessandro Magagnoli
Alessandro Magagnoli

Nato nel 1966, mi sono laureato a Londra in economia applicata presso la University of East London nel luglio 1991, per poi conseguire un Master of Science nella stessa disciplina al Queen Mary and Westfield College nell'agosto 1992. La mia passione per l'analisi tecnica è nata nel 1992, e nel maggio 1993 ho ottenuto il diploma in Technical Analysis rilasciato dalla Society of Technical Analysis (STA). Ho insegnato nei dipartimenti di econometria all'Università Bicocca e all'Università Cattolica.

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