Midterm, Polymarket punta sul trionfo democratico: lo scenario è già nei prezzi?

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
7 min

Il mercato delle previsioni attribuisce circa il 75% di probabilità ai democratici per il controllo di entrambe le Camere. L’esito alternativo più credibile è una Camera democratica con il Senato repubblicano, quotato intorno al 23%

Midterm, Polymarket punta sul trionfo democratico: lo scenario è già nei prezzi?

Il trionfo democratico, cioè la conquista sia della Camera sia del Senato, è quotato vincente

Secondo le quotazioni mostrate da Polymarket, lo scenario nettamente favorito nelle elezioni americane di metà mandato è il cosiddetto trionfo democratico, cioè la conquista sia della Camera sia del Senato.

Nota metodologica: le percentuali di Polymarket non sono sondaggi elettorali, ma probabilità implicite ricavate dai prezzi delle scommesse.

Un contratto scambiato a 0,75 dollari viene normalmente interpretato come una probabilità del 75% che l’evento si verifichi, perché paga un dollaro in caso di esito positivo e zero in caso contrario. Queste quotazioni riflettono però le aspettative e il denaro investito dagli operatori, non un campione rappresentativo degli elettori.

Possono essere influenzate dalla liquidità, dagli spread tra domanda e offerta, da posizioni particolarmente grandi e dalle regole con cui il contratto sarà risolto.

Per questo vanno considerate un indicatore dinamico delle attese del mercato, non una previsione certa. Le percentuali condizionate, inoltre, mostrano associazioni tra scenari e non dimostrano che un risultato elettorale provocherà necessariamente gli altri eventi indicati.

Se la somma delle probabilità visualizzate supera il 100%, ciò può dipendere dal fatto che la piattaforma mostra prezzi di acquisto diversi, oltre che da spread e arrotondamenti.

Le probabilità indicate sono:

  • •

    democratici a Camera e Senato: circa 74-75%;

  • •

    Camera democratica e Senato repubblicano: circa 23%;

  • •

    trionfo repubblicano: circa 5%;

  • •

    Senato democratico e Camera repubblicana: meno dell’1%.

Il mercato attribuisce inoltre ai democratici circa il 75% di probabilità di controllare il solo Senato, con una proiezione centrale di 53 seggi democratici contro 46 repubblicani e un seggio ancora incerto.

Tra le competizioni decisive, le probabilità indicate a favore dei democratici sono particolarmente elevate in Michigan e Texas:

  • •

    Michigan: 77%;

  • •

    Texas: 76%;

  • •

    Maine: 70%;

  • •

    Kansas: 65%.

Il dato politicamente più significativo è proprio quello del Texas: una vittoria democratica in uno Stato tradizionalmente repubblicano confermerebbe che il malcontento per costo della vita, guerra, energia e data center ha raggiunto anche una parte dell’elettorato conservatore.

Una vittoria democratica è già ampiamente scontata

Se un esito è valutato al 75%, non rappresenta più una vera sorpresa.

Una conquista democratica delle due Camere potrebbe quindi produrre una reazione iniziale dei mercati, ma non necessariamente un movimento duraturo.

Il punto centrale sarà la dimensione della vittoria:

  • •

    una maggioranza risicata lascerebbe ampi margini di negoziazione;

  • •

    una maggioranza netta aumenterebbe la capacità democratica di bloccare nomine e iniziative legislative;

  • •

    una vittoria superiore alle attese potrebbe essere letta come un netto rifiuto dell’agenda di Trump;

  • •

    una mancata conquista del Senato, oggi considerata poco probabile, costringerebbe invece il mercato a riprezzare rapidamente lo scenario politico.

Anche con entrambe le Camere, i democratici non controllerebbero la Casa Bianca.

Trump conserverebbe il potere di veto e ampi poteri esecutivi. Il risultato più probabile sarebbe quindi una fase di governo diviso e maggiore paralisi legislativa, non un immediato rovesciamento della politica economica.

Cosa potrebbe significare per Wall Street

Una vittoria democratica potrebbe essere letta in modi contrastanti.

Possibili effetti negativi

Il mercato potrebbe temere:

  • •

    maggiore controllo sul settore tecnologico e sull’intelligenza artificiale;

  • •

    inchieste parlamentari sulle grandi società e sull’amministrazione;

  • •

    pressioni per una regolamentazione più severa dei data center;

  • •

    maggiore attenzione a concorrenza, privacy e potere delle piattaforme;

  • •

    difficoltà nell’approvare nuovi tagli fiscali;

  • •

    tensioni sul bilancio federale e sul tetto del debito.

I titoli più esposti potrebbero essere quelli delle grandi piattaforme tecnologiche, dell’AI e dei data center, soprattutto se la vittoria fosse accompagnata da un mandato politico esplicito contro il potere dei miliardari della Silicon Valley.

Possibili effetti positivi

La conquista democratica del Congresso potrebbe però ridurre la possibilità di:

  • •

    nuovi dazi;

  • •

    ulteriori tagli fiscali finanziati in deficit;

  • •

    deregolamentazione aggressiva;

  • •

    iniziative che aumentino il debito pubblico;

  • •

    decisioni unilaterali particolarmente destabilizzanti.

Un Congresso capace di frenare l’espansione fiscale potrebbe essere favorevole ai Treasury e contribuire a contenere i rendimenti.

La maggiore prevedibilità istituzionale potrebbe inoltre essere apprezzata dal mercato, anche se accompagnata da una fase di stallo legislativo.

Il vero rischio è lo scenario non previsto

Con il trionfo democratico già quotato intorno al 75%, la sorpresa maggiore sarebbe una tenuta repubblicana del Senato o, ancora di più, una vittoria del partito di Trump in entrambe le Camere.

Un risultato repubblicano molto superiore alle attese potrebbe inizialmente favorire:

  • •

    dollaro;

  • •

    rendimenti obbligazionari;

  • •

    petrolio e difesa;

  • •

    banche;

  • •

    società più sensibili a deregolamentazione e riduzione delle imposte.

Potrebbe invece penalizzare i Treasury, perché il mercato tornerebbe a temere maggiore deficit, inflazione, dazi e nuove pressioni sulla Fed.

Paradossalmente, quindi, l’esito più favorevole alle azioni nel brevissimo periodo potrebbe essere anche quello più negativo per le obbligazioni.

Cosa dicono i mercati condizionati

Polymarket mostra anche come cambiano le probabilità di altri eventi a seconda dell’esito elettorale.

In caso di vittoria democratica di entrambe le Camere, il mercato stima:

  • •

    73% di probabilità che un democratico vinca le presidenziali del 2028, contro il 63% in caso contrario;

  • •

    36% di probabilità di recessione entro la fine del 2027, contro il 20%;

  • •

    appena 4% di probabilità di un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, contro il 13%;

  • •

    23% per la fase due del cessate il fuoco a Gaza, contro il 18%;

  • •

    29% per la benzina a 4,50 dollari entro fine 2026, contro il 27%;

  • •

    soltanto 8% per un ritorno della benzina a 3,50 dollari, contro il 24%.

Questi dati non significano necessariamente che una vittoria democratica provocherebbe una recessione o impedirebbe un cessate il fuoco.

Sono probabilità condizionate che riflettono scenari politici ed economici comuni, oltre alle aspettative degli operatori.

Per esempio, una recessione potrebbe contemporaneamente favorire i democratici alle urne e diventare più probabile indipendentemente dal risultato.

La correlazione non dimostra quindi un rapporto di causa ed effetto.

Attenzione: i prezzi di Polymarket non sono sondaggi

Le quotazioni di Polymarket derivano da contratti acquistati e venduti con denaro reale. Possono sintetizzare rapidamente molte informazioni, ma non devono essere interpretate come previsioni infallibili.

Sono influenzate da:

  • •

    liquidità dei singoli mercati;

  • •

    composizione degli operatori;

  • •

    dimensione delle posizioni;

  • •

    differenza tra prezzo di acquisto e vendita;

  • •

    modalità precise di risoluzione dei contratti;

  • •

    possibilità che pochi investitori spostino i prezzi nei mercati meno liquidi.

Il fatto che alcune percentuali visualizzate superino complessivamente il 100% dipende anche dagli spread e dal fatto che i prezzi mostrati non sempre rappresentano probabilità perfettamente normalizzate.

La lettura per i mercati

La conclusione principale è semplice:

Wall Street non attende una vittoria democratica: in larga misura la sta già incorporando.

Per questo il risultato nominale potrebbe contare meno dello scostamento rispetto alle attese.

Un successo democratico moderato sarebbe probabilmente accolto senza traumi.

Una vittoria molto ampia potrebbe aumentare la pressione sui grandi gruppi tecnologici.

Una sorprendente tenuta repubblicana potrebbe invece produrre il movimento più forte, con dollaro e rendimenti in rialzo.

La notte elettorale andrà quindi letta confrontando continuamente i risultati reali con quel 75% già prezzato: sui mercati non conta soltanto chi vince, ma soprattutto quanto il risultato differisce da ciò che tutti ritenevano già quasi certo.

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Informazioni sull'autore:

Alessandro Magagnoli
Alessandro Magagnoli

Nato nel 1966, mi sono laureato a Londra in economia applicata presso la University of East London nel luglio 1991, per poi conseguire un Master of Science nella stessa disciplina al Queen Mary and Westfield College nell'agosto 1992. La mia passione per l'analisi tecnica è nata nel 1992, e nel maggio 1993 ho ottenuto il diploma in Technical Analysis rilasciato dalla Society of Technical Analysis (STA). Ho insegnato nei dipartimenti di econometria all'Università Bicocca e all'Università Cattolica.