Prima della Fed meglio un portafoglio leggero e selettivo

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
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Da evitare utilities, semiconduttori e titoli già in “Strong Sell”. Focus sul paniere Ftse Mib

Prima della Fed meglio un portafoglio leggero e selettivo

Con un rialzo dei tassi ormai largamente scontato, la vera incognita sarà il messaggio della Federal Reserve sui prossimi mesi. Petrolio sopra 106 dollari e Treasury decennale oltre il 5% rendono particolarmente vulnerabili i titoli ad alta valutazione e quelli sensibili ai tassi.

In attesa della riunione, adotterei quindi un’impostazione prudente:

  • 40-60% di liquidità, senza leva overnight;

  • piccole posizioni sui titoli che mostrano forza relativa e beta contenuto;

  • stop già definiti, senza ampliarli dopo la Fed;

  • niente acquisti sui ribassi dei titoli in piena accelerazione negativa.

Prima della Fed meglio un portafoglio leggero e selettivo

Dove guardare nel paniere Ftse Mib

Recordati presenta probabilmente il profilo più difensivo: nuovo segnale Buy, volatilità contenuta, beta negativo e stop a 51,995 euro. Il target a 52,505 è però molto vicino, quindi il margine immediato è limitato.

Generali conserva un trend e una forza relativa molto rialzisti, con volatilità moderata. Finché resta sopra 44,83 euro può rappresentare una componente relativamente stabile, anche se a 45,21 è già vicina al target di 45,54.

Unipol mantiene un quadro moderatamente rialzista e un beta contenuto. L’area 27,77 euro è il riferimento difensivo, mentre sopra 28,24 arriverebbe una conferma positiva.

Eni può offrire una parziale copertura contro un ulteriore rialzo del petrolio. Il segnale resta positivo sopra 23,52 euro, ma la posizione deve essere contenuta: un’eventuale distensione geopolitica potrebbe provocare una correzione improvvisa del greggio.

Campari ha generato un nuovo Strong Buy accompagnato da volumi, ma dopo il balzo del 5,5% non la inseguirei prima della Fed. Meglio verificare la tenuta di 5,90-5,91 euro; il primo target del sistema è già vicino, a 6,176 euro.

Dove sarei più prudente

Eviterei per ora i titoli con segnale Strong Sell: Buzzi, Enel, Hera, Interpump, Italgas, Prysmian, Saipem, STM e Terna. In particolare, Prysmian e STM combinano debolezza direzionale, beta superiore a 2 e volatilità molto elevata.

Anche Mid Cap e All Stars restano tecnicamente fragili. Lo Small Cap mostra invece una sorprendente forza relativa, ma la minore liquidità può amplificare gli scostamenti dopo la decisione della Fed.

Livelli decisivi sul Ftse Mib

Il Ftse Mib è diventato Neutral dopo il precedente Buy:

  • 50.899 punti: stop e supporto discriminante;

  • 52.066 punti: primo livello da recuperare;

  • sopra 52.066 si potrebbe aumentare gradualmente l’esposizione;

  • sotto 50.899 prevarrebbe la protezione del capitale.

In sintesi, prima della Fed preferirei un portafoglio “barbell”: molta liquidità, una quota limitata di Recordati, Generali o Unipol e una piccola componente Eni. Le banche conservano forza relativa, ma in questa fase sono esposte sia alla decisione sui tassi sia alle numerose operazioni straordinarie: meglio attendere la reazione del mercato.

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Informazioni sull'autore:

Alessandro Magagnoli
Alessandro Magagnoli

Nato nel 1966, mi sono laureato a Londra in economia applicata presso la University of East London nel luglio 1991, per poi conseguire un Master of Science nella stessa disciplina al Queen Mary and Westfield College nell'agosto 1992. La mia passione per l'analisi tecnica è nata nel 1992, e nel maggio 1993 ho ottenuto il diploma in Technical Analysis rilasciato dalla Society of Technical Analysis (STA). Ho insegnato nei dipartimenti di econometria all'Università Bicocca e all'Università Cattolica.