Stellantis scende dopo il downgrade di Morgan Stanley: il rilancio resta rimandato al 2027

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
6 min

Analisi del piano da 60 miliardi, tra la sovraccapacità degli impianti europei e la spinta sui modelli Jeep e Ram. Per gli analisti il vero riscatto operativo arriverà tra tre anni

Stellantis scende dopo il downgrade di Morgan Stanley: il rilancio resta rimandato al 2027
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Stellantis scende dopo il downgrade di Morgan Stanley: il rilancio resta rimandato al 2027 Seduta negativa lunedì per Stellantis, che perde il 2,78% a 4,54 euro dopo che Morgan Stanley ha ridotto la raccomandazione a underweight. Il downgrade riflette la scarsa visibilità sulla velocità del recupero operativo e il rischio che la debolezza del terzo trimestre rinvii ulteriormente il miglioramento della redditività.

In occasione di un evento organizzato da un broker internazionale, il CEO Antonio Filosa ha ribadito i punti fondamentali della strategia presentata al Capital Markets Day di maggio. Il progetto attribuisce un ruolo centrale al rilancio di Ram e Jeep, affiancate dagli altri due marchi globali del gruppo, Fiat e Peugeot.

Un piano da 60 miliardi

Stellantis prevede investimenti complessivi per circa 60 miliardi di euro, concentrati principalmente su Ram, Jeep e sulle nuove piattaforme globali. L’obiettivo è recuperare competitività attraverso nuovi modelli, maggiore localizzazione produttiva, rilancio dei marchi più redditizi, riduzione dei costi, migliore utilizzo della capacità produttiva, piattaforme comuni destinate a più mercati.

L’entità degli investimenti conferma l’ambizione del piano, ma aumenta anche il rischio esecutivo. La capacità del gruppo di trasformare i nuovi prodotti in maggiori volumi, margini e generazione di cassa sarà determinante per la rivalutazione del titolo.

Il problema della capacità europea

Uno dei principali nodi strategici riguarda l’eccesso di capacità produttiva in Europa. Stellantis sta valutando un maggiore utilizzo degli stabilimenti attraverso collaborazioni con costruttori cinesi. Tra le ipotesi figurano la condivisione dell’impianto di Madrid con Leapmotor e un possibile accordo con Dongfeng per lo stabilimento francese di Rennes, ancora in fase di definizione.

A differenza di Volkswagen, che sta valutando anche la conversione di alcuni siti verso produzioni destinate alla difesa, Stellantis non prevede al momento una diversificazione al di fuori dell’automobile. Il gruppo resta comunque disponibile a esaminare opportunità future.

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Produzione sempre più local-for-local

Le negoziazioni sulla revisione dell’accordo commerciale USMCA non consentono ancora di formulare previsioni affidabili. Stellantis sta però valutando la localizzazione in Messico e Canada di alcuni prodotti destinati specificamente a quei mercati.

La strategia “local-for-local” punta a ridurre l’esposizione a dazi, oscillazioni valutarie e tensioni commerciali. Richiede però una maggiore frammentazione della produzione e nuovi investimenti industriali.

Sul fronte europeo, Filosa si aspetta qualche forma di intervento della Commissione tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. Eventuali misure a sostegno del settore potrebbero riguardare regolamentazione, transizione energetica e difesa dell’industria continentale dalla concorrenza asiatica.

Terzo trimestre ancora debole

Il CEO ha confermato che il recupero sarà più evidente nel quarto trimestre rispetto al terzo.

Il periodo luglio-settembre risente di:

  • volumi più contenuti;

  • normale stagionalità estiva;

  • effetti inflazionistici quantificati in circa 600 milioni di euro;

  • contributo ancora limitato delle iniziative di riduzione dei costi.

Il quarto trimestre dovrebbe invece beneficiare di maggiori volumi e di un impatto più consistente dei risparmi. La velocità con cui Stellantis uscirà dal 2026 sarà quindi fondamentale per valutare la credibilità delle prospettive per il prossimo esercizio.

Equita: il 2026 è un anno di transizione

Equita considera il 2026 un esercizio di preparazione al rilancio vero e proprio, atteso soprattutto dal 2027, quando arriveranno sul mercato numerosi nuovi modelli e le iniziative sui costi dovrebbero produrre risultati più visibili. La SIM mantiene la raccomandazione hold, con un target price di 6 euro.

L’obiettivo si trova circa il 32% sopra la quotazione corrente, ma il giudizio prudente evidenzia come il potenziale teorico sia accompagnato da rischi operativi elevati e da una visibilità ancora limitata.

Il quarto trimestre costituirà quindi un passaggio decisivo: un’accelerazione convincente di volumi e risparmi potrebbe sostenere le stime per il 2027; risultati inferiori alle aspettative prolungherebbero invece la fase di transizione.

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Un canale ancora privo di direzione

Sul grafico giornaliero Stellantis si muove da alcune settimane all’interno di un canale leggermente rialzista ma sostanzialmente laterale, delimitato indicativamente da 4,40-4,50 euro nella parte inferiore e da 4,85-4,95 euro in quella superiore.

La configurazione può assumere due significati opposti:

  • una fase di accumulazione, se i prezzi riusciranno a superare il lato superiore;

  • una distribuzione prima di nuovi ribassi, se verrà violata la base.

La quotazione attuale si trova nuovamente vicino alla parte inferiore del canale.

La tenuta di 4,40-4,45 euro è quindi necessaria per conservare la possibilità di una reazione.

La media a 50 giorni resta la prima barriera

La media mobile esponenziale a 50 giorni, passante intorno a 4,87 euro, continua a funzionare da resistenza. I recenti tentativi di recupero si sono infatti arrestati in prossimità di questa curva. Per ottenere un primo segnale costruttivo, il titolo dovrà superare la fascia compresa tra 4,85 e 4,95 euro, dove coincidono la media e il lato superiore del canale.

Una chiusura confermata sopra 4,95 euro permetterebbe di puntare verso 5,20-5,25 euro, poi 5,50 euro ed infine 6 euro, dove convergono il target di Equita e una linea di tendenza ribassista di medio periodo.

La violazione di 4,40 euro completerebbe invece il canale dalla parte inferiore, riaprendo spazio verso 4,25 euro e successivamente verso la soglia psicologica dei 4 euro.

Il mercato vuole risultati

Il piano industriale individua correttamente alcuni dei principali problemi di Stellantis: debolezza dei marchi nordamericani, sovraccapacità europea, necessità di rinnovare i modelli e urgenza di ridurre i costi.

Il mercato, tuttavia, sembra chiedere prove concrete dell’efficacia della strategia.
Finché la media a 50 giorni continuerà a respingere i prezzi e i risultati operativi non mostreranno un miglioramento evidente, il movimento laterale non potrà essere interpretato con certezza come accumulazione.

Il quarto trimestre rappresenterà il primo vero banco di prova.

Una chiusura del 2026 in accelerazione potrebbe anticipare il rilancio atteso nel 2027; in caso contrario, aumenterebbe il rischio che la trasformazione richieda più tempo e risorse rispetto alle attese.

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Informazioni sull'autore:

Alessandro Magagnoli
Alessandro Magagnoli

Nato nel 1966, mi sono laureato a Londra in economia applicata presso la University of East London nel luglio 1991, per poi conseguire un Master of Science nella stessa disciplina al Queen Mary and Westfield College nell'agosto 1992. La mia passione per l'analisi tecnica è nata nel 1992, e nel maggio 1993 ho ottenuto il diploma in Technical Analysis rilasciato dalla Society of Technical Analysis (STA). Ho insegnato nei dipartimenti di econometria all'Università Bicocca e all'Università Cattolica.