Asia-Pacific in negativo. Il Nikkei 225 perde solo lo 0,01%
pubblicato:Dopo una partenza d'ottava in negativo per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq Composite, deprezzatosi dello 0,56% lunedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza ribassista si è consolidata.
In agosto, nota la Cnbc, il calo degli investimenti in Cina si è accentuato e la crescita delle vendite retail ha subìto un ulteriore rallentamento, mentre la produzione industriale ha battuto le stime, a fronte dei richiami delle autorità sul forte squilibrio tra domanda e offerta interne. Le vendite al dettaglio sono salite dello 0,4% annuo, in frenata dallo 0,6% di luglio e sotto allo 0,8% del consensus. La produzione industriale è invece cresciuta del 5,2% annuo contro il 4,5% precedente e sopra al 4,8% atteso.
Il clima ribassista per la regione si concretizza intanto in un calo di quasi l'1% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in crescita di quasi lo 0,20% a fronte di un indebolimento superiore allo 0,30% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde solo lo 0,01% (fa decisamente peggio l’indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,52%).
Sul fronte macroeconomico, in luglio l’indice di attività del settore terziario è cresciuto in Sol Levante del 2,3% annuo, rettificato stagionalmente, in rallentamento rispetto al 2,5% di giugno (1,5% in maggio). Su base sequenziale l'indice è invece aumentato dello 0,4% contro la precedente flessione dello 0,2% (0,8% l'espansione registrata in maggio).
In agosto i prezzi delle case nelle 70 maggiori città della Cina sono diminuiti del 3,0% annuo, comunque in ulteriore miglioramento rispetto al 3,2% di luglio (e al declino del 3,3% di giugno). In 49 delle 70 città oggetto dell'analisi è stata segnata una contrazione dei prezzi su base mensile, in peggioramento rispetto alle 47 di luglio (49 anche in giugno).
Tutte in negativo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono circa lo 0,40% e lo 0,50% rispettivamente, contro un declino intorno allo 0,60% per lo Shenzhen Composite. Arretra anche Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in calo di circa lo 0,80% (fa meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un ribasso comunque dello 0,60%). A Sydney è stata dello 0,88% la contrazione dell'S&P/ASX 200 in chiusura della sessione, mentre a Seoul è intorno all'1% la perdita del Kospi.
RR - www.ftaonline.com