Mutui, l’impatto sui mutui e sui finanziamenti
pubblicato:L’aumento dei tassi della BCE ha effetti catena su mutui e credito al consumo. Secondo Fabi, l’impatto su un nuovo mutuo potrebbe arrivare a 127,6 euro sui trentennali. Per Facile.it con il prossimo aumento quest'anno la rata media potrebbe aumentare di 53 euro

Ieri la BCE ha alzato i tassi dello 0,25% al 2,50% (tasso sui depositi), ha migliorato le previsioni sulla crescita dell’Eurozona (più resiliente del previsto) e peggiorato le attese sull’inflazione (la crisi in Iran continua e si allarga).
Una decisione largamente attesa e presa essenzialmente per contrastare l’impatto del caro-petrolio sui prezzi europei, ma anche una scelta che ha un primo impatto diretto evidente sulla vita delle famiglie e sul costo dei mutui a tasso variabile.
Tassi, l’impatto su mutui e credito al consumo secondo Fabi
Fabi, il maggiore sindacato bancario italiano, calcola che su un nuovo mutuo da 150 mila euro il passaggio da un tasso (complessivo) del 3% a uno del 4,5% porterebbe un aggravio sulla rata mensile da 106,16 (per i mutui a 10 anni) a 127,62 euro (per i mutui a 30 anni). Su un mutuo da 250 mila euro si potrebbe arrivare a un rincaro tra 176,94 e 212,70 euro in più al mese.
Oltretutto l’aumento della rata viene dopo la ripartenza del credito alle famiglie italiane trascinata proprio dai mutui.
Nei primi 7 mesi del 2026 il credito alle famiglie è aumentato dell’1,9%, ossia di 12,92 miliardi di euro, raggiungendo i 696,82 miliardi (i dati sono stati diffusi da Banca d’Italia appena l’altro ieri).
I mutui pesano per oltre 9,1 miliardi di euro su questa cifra mentre il credito al consumo è aumentato di ben 4,6 miliardi di euro.
Ora l’aumento dei tassi d’interesse della BCE peserà anche sul credito al consumo.
A luglio la Banca d’Italia aveva calcolato per questi prestiti un tasso medio dell’8,68%, Fabi stima che l’aumento del tasso fino al 9,50% possa significare che la rata mensile di una lavatrice da 700 euro finanziata a 5 mesi possa salire a 14,7 euro. Per uno smartphone da 850 euro la rata mensile potrebbe essere di 39,03 euro; per un televisore da 1.200 euro addirittura di 38,44 euro. Su un’auto da 20 mila euro a 6 anni la rata potrebbe arrivare a 365,49 euro al mese. A conti fatti secondo Fabi il costo totale crescerebbe di 87 euro per un cellulare e di 6.316 euro per l’auto.
Facile ipotizzare qualche passo indietro, ossia un impatto sui consumi delle famiglie.
Tassi, l’impatto su mutui a tasso variabile e fisso secondo i comparatori
A conclusioni simili giunge il comparatore Mutuionline.it secondo il quale il TAN (Tasso Annuo Nominale) medio dei mutui a tasso variabile si porterebbe al 3,05%, un livello giudicato impensabile nel recente passato di basso costo del denaro. Si riduce così a soli 41 punti base la forchetta sui mutui a tasso fisso, La rata di un mutuo variabile da 120 mila euro a 20 anni cresce così da 653 a 668 euro e riduce a soli 25 euro circa il risparmio sulla rata di un mutuo a tasso fisso.
Ma anche i nuovi mutui a tasso fisso si sono fatti più cari con l’aumento dei rendimenti del Bund tedesco di riferimento per gli indici IRS da cui si parte quando si stipulano questi contratti: il TAN medio del mutuo a tasso fisso ha superato il 3,4%.
Anche il comparatore Facile.it ha fatto i suoi calcoli sull’impatto del rialzo dei tassi della BCE ed è giunto alla conclusione che su un mutuo a tasso variabile di 126.000 euro con scadenza a 25 anni l’impatto sarebbe di 17 euro e porterebbe la rata a 631 euro al mese. Era ad appena 578 euro a inizio anno quindi finora è già cresciuta di 36 euro e se, come sostengono la maggior parte degli osservatori, ci sarà un altro rialzo dei tassi della BCE entro la fine del 2026 l’impatto complessivo sulla rata del mutuo a tasso variabile potrebbe raggiungere i 53 euro quest’anno.
Facile.it, che analizza un campione di oltre 900 mila richieste di mutui, ha rilevato in questo periodo un calo delle surroghe e dell’età media dei richiedenti e un aumento dell’importo medio richiesto. I migliori tassi registrati (mutuo a tasso variabile a 25 anni con copertura del 70% del valore dell’immobile) erano con un TAN del 2,65% e una rata iniziale di 575 euro; per il tasso fisso l’offerta migliore era con TAN al 3,15% e rata da 607 euro. Condizioni destinate a peggiorare in questo scenario.
Ma l’aumento dei tassi d’interesse non riguarderà soltanto quel milione di famiglie italiane con mutuo a tasso variabile che coprono un mercato da 150 miliardi di euro (lo ha ricordato ieri Antonio Tanza, presidente dell’Adusbef), ma appunto anche il credito al consumo, le condizioni dei finanziamenti delle imprese, tutta l’economia insomma.
Alle famiglie afflitte da una rata più alta del mutuo non resta che valutare le opzioni disponibili, a partire dalla surroga, la rinegoziazione delle condizioni del mutuo che spesso è gratuita e che con i comparatori è diventata molto semplice.
Si può anche valutare un allungamento della scadenza del mutuo stesso, una modifica delle condizioni (per esempio l'introduzione di un cap), nei casi più gravi anche una sospensione delle rate.
Attualmente le condizioni dei mutui a tasso variabile sono più convenienti di quelle dei mutui a tasso fisso, ma con la previsione di due altri rialzi dei tassi d'interesse entro la prossima primavera da parte della BCE si potrebbe ricominciare a valutare il tasso fisso. Non esiste una soluzione unica, ma tante valutazioni da svolgere caso per caso, sui redditi, gli importi dovuti, la durata del finanziamento e così via.
E se tecnicamente la postura della BCE non è ancora restrittiva, per le famiglie alle prese con il caro-carburante (di ieri il rinvio fino al 17 settembre del taglio delle accise sul gasolio per 17 centesimi) e prossimamente con gli impatti dei costi energetici sulle bollette, si prepara un inverno particolarmente duro.