Leonardo: ordini record oltre 60 miliardi, cresce ancora la guidance

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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Il colosso della difesa batte le attese nei nove mesi, a partire dall'utile netto rettificato da € 812 mln (+74,2%). Pesano però sulle azioni il cattivo sentiment della difesa e il taglio delle previsioni del partner Rheinmetall

Leonardo: ordini record oltre 60 miliardi, cresce ancora la guidance

Leonardo segna un ribasso del 2,48% a 49,85 euro dopo i risultati dei primi 9 mesi del 2026 e il parziale rialzo della guidance sulla scorta della brillante dinamica del portafoglio ordini.

Ma è difficile ponderare nella valutazione dei movimenti del titolo gli spunti di bilancio e quelli di contesto. Lo Stoxx Europe Targeted Defence perde il 3,16% e subisce anche l'impatto del taglio della guidance di Rheinmetall che affonda a Francoforte (-16,32%) e trascina con sé buona parte di un settore difesa europeo già colpito da un cambiamento del sentiment sull’industria dopo la netta sconfitta di Donald Trump alle elezioni di midterm.

Lorenzo Mariani è amministratore delegato e direttore generale di Leonardo dallo scorso maggio, quando ha preso il posto dell’ex ad Roberto Cingolani, la cui ‘fuga in avanti’ sul Michelangelo Dome aveva aperto un fossato con il governo.
I rapidi passi avanti sul progetto di uno scudo missilistico multidominio europeo avevano creato tensioni con Stati Uniti e alleati europei e avevano alla fine favorito un cambio anche ai vertici di Leonardo nel contesto di un rimpasto delle nomine di diverse partecipate pubbliche.

Mariani, allora alla guida proprio di MBDA Italia, il colosso missilistico europeo partecipato al 25% dall’italiana contro il 37,5% cadauno di Airbus e BAE Systems, e già indicato tre anni fa dal ministro della Difesa Guido Crosetto per la guida della più importante società italiana del settore militare, era una scelta quasi naturale e il gruppo nei primi nove mesi del 2026 continua a prosperare.

I risultati dei 9 mesi oltre le attese

Nei tre quarti di quest’anno Leonardo ha registrato ricavi da 15,347 miliardi di euro in crescita del 14,2% e superiori al consensus raccolto dalla compagnia a € 15,227 mld. L’EBITA cresce del 37,7% a 1,3 miliardi di euro (cons. 1,262 mld) e l’utile netto rettificato balza del 74,2% da 466 a 812 milioni di euro, ben oltre le stime degli analisti ferme a 747 milioni.

Il 2026 è stato un anno speciale anche per l’acquisizione da 1,6 miliardi di euro di IVECO Defence. Con l’acquisizione di IVECO balza di nuovo il debito netto di Leonardo del 43,8% a 3,325 miliardi di euro.

Va segnalato senz’altro che il free operating cash flow (FOCF) negativo per 426 milioni nei primi nove mesi del 2025 è migliorato dell’84% e al 30 settembre mostra un saldo negativo di ‘appena’ 68 milioni.
L’organico nel frattempo è cresciuto di circa 5.300 persone a una popolazione aziendale di 67.313 unità.

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Gli ordini spingono di nuovo al rialzo le previsioni

Ma il piatto forte di questa pubblicazione autunnale sono gli ordini: giustamente Mariani rivendica per la prima volta il superamento di un portafoglio da 60 miliardi di euro, sono 60,4 per l’esattezza e crescono del 28% in un anno. Su questo fronte, così, Leonardo può alzare la guidance 2026 da 28,2 a 29,5 miliardi di euro di nuovi ordini nell’anno, era già stata rivista al rialzo lo scorso luglio insieme alle previsioni societarie su ricavi 2026 (€ 22,1 mld confermati), EBITA (2,21 mld) ed FOCF (1,37 mld) che restano invariati con l’attesa dell’indebitamento netto di gruppo (€ 2,2 mld).

Tutte indicazioni positive su una gestione che rivendica risultati operativi su tutti i business principali e conferma la strategia integrata sul programma GCAP (cacciabombardieri in sviluppo con la britannica BAE Systems e la giapponese JAIEC), le jv proprio con Rheinmetall (tank) e Baykar (droni), l’alleanza con Airbus e Thales nello Spazio, lo stesso Michelangelo Dome e l'integrazione di IDV e di Raft negli Stati Uniti.

È legittimo quindi pensare che sul titolo Leonardo pesino oggi, ancora in queste ore, il pessimismo rilanciato sul settore difesa europeo dal taglio delle previsioni di fine anno di Rheinmetall (che ha registrato comunque risultati molto positivi per altro verso) e il rafforzamento della prudenza del mercato su un’industria che il maggior player globale, gli Stati Uniti, potrebbe gestire in maniera diversa dopo le ultime elezioni di metà mandato e l’inevitabile crescente presa di un Congresso a maggioranza democratica sugli equilibri dei conti pubblici USA.

In queste ore a 50,05 euro l’azione di Leonardo torna sui livelli del maggio 2025, ma va anche detto che la media dei prezzi obiettivo degli analisti che coprono il titolo è a € 67,3.

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Informazioni sull'autore:

Giovanni Digiacomo
Giovanni Digiacomo

Giornalista professionista con oltre venti anni di esperienza in ambito economico e finanziario. Supporta il notiziario economico-finanziario di FTA Online News con lanci, commenti, approfondimenti, analisi e interviste sui principali mercati e le più importanti asset class. Ha seguito per il sito di Borsa Italiana tematiche finanziarie come la crisi del debito sovrano europeo e la diffusione delle criptovalute. Si occupa di sostenibilità e innovazione per il Quinto Ampliamento e per il Journal di Message Group.