Wall Street sorprende ancora: S&P500 a un passo dai massimi nonostante guerra e petrolio

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
4 min

Il mercato guarda oltre il rumore geopolitico: inflazione meno aggressiva e utili solidi sostengono il rimbalzo dello S&P500, ormai ad un passo da nuovi record

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Se si chiedesse oggi all’“uomo della strada” come stanno andando le borse, probabilmente la risposta sarebbe negativa. Il contesto internazionale appare infatti complesso: il conflitto in Medio Oriente resta una fonte di incertezza, la guerra in Ucraina continua, mentre il prezzo del petrolio ha registrato forti oscillazioni nelle ultime settimane.

Eppure i mercati azionari stanno mostrando una sorprendente capacità di tenuta. L’attenzione degli investitori si sta concentrando sempre di più sui dati macroeconomici e sui segnali provenienti dalle banche centrali, piuttosto che sulle tensioni geopolitiche di breve periodo.


Il petrolio scende e allenta la pressione sull’inflazione

A Wall Street, l’indice Nasdaq Composite ha messo a segno un rialzo di circa il 2%, registrando la decima seduta consecutiva positiva, mentre l’S&P 500 ha guadagnato circa l’1,2%, portandosi a ridosso dei massimi storici.

Un comportamento che potrebbe apparire controintuitivo considerando il contesto internazionale, ma che trova spiegazione in una serie di fattori che stanno migliorando le aspettative degli operatori.

Un primo elemento di supporto è arrivato dal mercato energetico. Il prezzo del petrolio ha registrato un calo significativo, con il WTI sceso del 7,9% a 91,28 dollari al barile, il livello più basso dalla fine di marzo, mentre il Brent ha perso il 4,6%, scendendo sotto i 95 dollari. Il ribasso delle quotazioni energetiche riduce la pressione inflazionistica e contribuisce ad attenuare i timori di politiche monetarie più restrittive.

Il movimento è stato favorito anche dai segnali di possibile dialogo tra Stati Uniti e Iran.

Le dichiarazioni delle autorità diplomatiche suggeriscono la possibilità di un negoziato su diversi temi, elemento che il mercato interpreta come un fattore potenzialmente stabilizzante per il prezzo delle materie prime energetiche.


Inflazione sotto osservazione ma meno aggressiva delle attese

Sul fronte macroeconomico, i dati sull’inflazione alla produzione hanno mostrato negli USA un incremento mensile dello 0,5% a marzo, inferiore alle attese degli analisti che stimavano un aumento dell’1,1%.

Anche se l’inflazione su base annua resta elevata al 4%, il dato ha contribuito a rafforzare l’idea che lo shock energetico legato al conflitto in Medio Oriente possa avere un impatto meno persistente del previsto.

Contestualmente, si è osservato un calo dei rendimenti obbligazionari e un indebolimento del dollaro, segnali coerenti con un miglioramento delle aspettative sul ciclo economico. L’oro, invece, ha continuato a mantenersi su livelli elevati, riflettendo la presenza di una domanda di copertura ancora significativa.

Ulteriori indicazioni positive sono arrivate dalla stagione delle trimestrali bancarie. I risultati di istituti come JPMorgan e Wells Fargo hanno evidenziato una buona tenuta dell’economia statunitense e dei consumi nel primo trimestre dell’anno, nonostante il contesto geopolitico complesso.


Il quadro tecnico: S&P500 vicino a un passaggio decisivo

Dal punto di vista grafico, l’S&P500 si sta avvicinando rapidamente all’area dei massimi di fine gennaio, in prossimità di 7020 punti.

Finché questi livelli non saranno superati con decisione, non si può escludere che il movimento rialzista in atto rappresenti soltanto una fase correttiva intermedia, la cosiddetta onda B di una struttura laterale più ampia iniziata proprio con i massimi di inizio anno.

Tuttavia, la velocità del recupero osservato nelle ultime sedute rappresenta un elemento costruttivo. Movimenti così rapidi tendono infatti a verificarsi più frequentemente nelle fasi di ripresa del trend principale piuttosto che nei semplici rimbalzi tecnici.

Un superamento stabile della soglia dei 7020 punti rafforzerebbe quindi l’ipotesi di una ripresa del trend rialzista di fondo, con possibili estensioni verso la parte alta del canale ascendente che guida i prezzi ormai da diversi mesi.

Al contrario, eventuali difficoltà in prossimità dei massimi potrebbero favorire una fase di consolidamento, coerente con un contesto macroeconomico ancora caratterizzato da elementi di incertezza.

Wall Street sorprende ancora: S&P500 a un passo dai massimi nonostante guerra e petrolio


I mercati anticipano sempre lo scenario futuro

Il comportamento delle borse in questa fase conferma ancora una volta come i mercati tendano ad anticipare gli sviluppi futuri piuttosto che reagire esclusivamente alle notizie del momento.

Il quadro macro resta complesso, ma gli investitori sembrano scommettere su uno scenario di crescita moderata, inflazione sotto controllo nel medio periodo e condizioni finanziarie meno restrittive rispetto a quanto temuto solo poche settimane fa.

Come spesso accade, la verità potrebbe trovarsi nel mezzo: i mercati continuano a confrontarsi con un contesto macro complesso, ma allo stesso tempo mostrano una sorprendente capacità di adattamento alle nuove condizioni economiche e geopolitiche.

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