La corsa dei chip è fuori controllo?
pubblicato:La vera domanda per il comparto chip è capire se siamo davanti a un nuovo super ciclo tecnologico o all’inizio di una nuova bolla

Dopo un rally quasi verticale il rischio di eccessi aumenta, il caso del SOX
Guardando oggi il grafico del PHLX Semiconductor Index viene spontaneo pensare che il mercato stia entrando in una fase quasi estrema di euforia.
L’indice dei semiconduttori statunitensi ha registrato un rialzo dell’82% nei primi 100 giorni di contrattazione del 2026, il miglior inizio anno mai visto nella sua storia.
![]()
Un dato impressionante, soprattutto perché supera persino le accelerazioni osservate nella seconda metà degli anni ’90, cioè nella fase che precedette la bolla internet.
Eppure il mercato continua a comprare.
Non stiamo parlando di piccoli rialzi o di movimenti limitati ad alcune società speculative. Stiamo parlando di un intero comparto che sta vivendo una fase di espansione violentissima, capace di aggiungere circa 5.700 miliardi di dollari di capitalizzazione in pochi mesi.
Titoli come Intel, AMD, Micron, Samsung e SK Hynix stanno vivendo movimenti che normalmente si osservano solo nelle grandi fasi speculative della storia finanziaria. Intel ha più che triplicato il proprio valore da inizio anno, AMD ha raggiunto valutazioni superiori a quelle di grandi banche americane come JPMorgan, mentre i produttori di memorie sono diventati improvvisamente il centro dell’intera economia AI.
L’RSI sopra 75 ha spesso anticipato rallentamenti
Il grafico del PHLX Semiconductor Index (qui in scala semilog) mostra che il settore semiconduttori è arrivato nuovamente in una zona di forte ipercomprato, con l’RSI a 23 sedute sopra quota 75.
Negli ultimi anni livelli simili hanno spesso anticipato fasi di rallentamento o consolidamento, ma raramente vere inversioni ribassiste di lungo periodo.
![]()
Questo perché nei grandi bull market tecnologici gli oscillatori possono restare in eccesso rialzista per molto tempo.
Finché il mercato continua a credere nella crescita strutturale dell’intelligenza artificiale, ogni correzione tende a essere letta più come pausa che come cambio di trend.
Il vero rischio oggi non è tanto l’ipercomprato tecnico, quanto un eventuale rallentamento della spesa AI o un ulteriore rialzo dei rendimenti obbligazionari.
Per ora però il settore continua a mostrare una forza relativa impressionante, segnale che il mercato considera ancora i chip il cuore della rivoluzione AI.
Questa volta però c’è una differenza rispetto alla bolla dot-com
Il confronto con il 2000 viene naturale, ma il contesto oggi è diverso sotto molti aspetti.
Durante la bolla internet molte società tecnologiche salivano pur non avendo utili, flussi di cassa o modelli di business realmente sostenibili.
Oggi invece i produttori di semiconduttori stanno generando profitti enormi e soprattutto stanno beneficiando di una domanda reale che continua a crescere.
Il boom dell’intelligenza artificiale sta infatti creando una necessità gigantesca di potenza computazionale.
Servono GPU per addestrare modelli AI sempre più complessi.
Servono chip di memoria avanzati per alimentare i data center.
Servono CPU per gestire gli AI agent e le nuove applicazioni autonome.
Servono infrastrutture energetiche e sistemi di raffreddamento sempre più sofisticati.
In pratica i chip stanno diventando l’equivalente del petrolio nell’economia dell’intelligenza artificiale.
Ed è proprio questo il motivo per cui il mercato continua a premiare il settore.
I numeri della domanda AI sono impressionanti
Alcuni dati aiutano a capire quanto il fenomeno sia diventato enorme.
Il costo orario per affittare GPU Nvidia B200 nei data center AI è quasi raddoppiato in pochi mesi.
Anche i prezzi delle memorie DDR5 stanno esplodendo a causa della scarsità di offerta e dell’enorme domanda proveniente dai server AI.
Allo stesso tempo i grandi hyperscaler come Microsoft, Amazon, Google e Meta stanno continuando ad aumentare gli investimenti in data center, cloud e infrastrutture AI.
Questo significa che la crescita del settore non è sostenuta soltanto dalla speculazione finanziaria, ma anche da una domanda industriale concreta.
Ed è questo che rende il quadro molto più complesso rispetto alle classiche bolle speculative del passato.
Dal punto di vista tecnico però gli eccessi iniziano a essere evidenti
Osservando il grafico del PHLX Semiconductor Index si nota chiaramente come il settore sia entrato in una fase quasi parabolica.
I prezzi si trovano enormemente sopra la media mobile esponenziale a 50 giorni e ancora più lontani dalla 200 giorni. Storicamente situazioni di questo tipo indicano mercati estremamente forti, ma anche potenzialmente vulnerabili a correzioni improvvise.
Il problema è che nelle fasi di euforia i mercati possono restare ipercomprati molto più a lungo di quanto sembri razionale.
Ed è esattamente quello che probabilmente sta accadendo oggi.
Anche il grafico di AMD è emblematico. Dopo una lunga fase laterale il titolo ha rotto violentemente al rialzo accelerando quasi in verticale. Movimenti di questo tipo spesso attirano ulteriore momentum trading, ETF passivi, algoritmi e FOMO da parte degli investitori retail.
![]()
Il risultato è una spirale rialzista che tende ad autoalimentarsi.
Quindi è troppo tardi per entrare?
Questa è la domanda che oggi si stanno facendo praticamente tutti.
La risposta probabilmente dipende soprattutto dall’orizzonte temporale.
Nel breve termine il rischio è chiaramente elevato. Dopo rialzi così violenti basta una delusione sugli utili, un rallentamento degli investimenti AI o semplicemente un aumento dei rendimenti obbligazionari per provocare correzioni molto aggressive.
Inoltre il mercato sta iniziando a prezzare scenari quasi perfetti, con crescita continua degli utili, domanda AI inesauribile, espansione dei margini e investimenti infrastrutturali permanenti.
Quando le aspettative diventano troppo elevate il margine di errore si riduce drasticamente.
Ma il super ciclo AI potrebbe essere ancora all’inizio
Allo stesso tempo però molti investitori ritengono che il mercato non stia vivendo una semplice moda speculativa, ma l’inizio di un cambiamento strutturale enorme.
L’intelligenza artificiale potrebbe infatti trasformare software, cloud, automazione industriale, robotica, difesa, sanità, finanza, trasporti e persino produzione energetica.
Se questo scenario dovesse davvero concretizzarsi, allora il fabbisogno globale di semiconduttori potrebbe continuare a crescere ancora per molti anni.
Ed è questo il motivo per cui il mercato continua a comprare aggressivamente il settore nonostante valutazioni già molto elevate.
Il rischio vero non è il rialzo. È la velocità del rialzo
Probabilmente il punto più importante oggi non è capire se il trend rialzista finirà domani oppure tra sei mesi.
Il vero problema è che i movimenti stanno diventando troppo rapidi.
Quando un settore entra in una fase quasi verticale il rischio non è tanto quello di una semplice correzione fisiologica, ma quello di un improvviso cambio di narrativa.
Perché i trend parabolici funzionano sempre allo stesso modo, all’inizio sembrano impossibili, poi sembrano inevitabili e infine diventano insostenibili.
Per ora però il mercato continua chiaramente a credere che il ciclo AI abbia ancora molto spazio davanti a sé.
Portafogli settimanali FTAOnline. Segnali operativi sui titoli tecnologici USA del paniere Fang+ e su quelli più espressamente legati all'intelligenza artificiale. Per avere maggiori informazioni ufficiostudi@ftaonline.com o +39 375 642 2515 anche via WhatsApp. Acquista il servizio a condizioni particolarmente vantaggiose a https://buy.stripe.com/9B63cugAx4Ycc7xdsj53O3n