Stellantis schiacciata sul supporto: la stretta Usa sull’USMCA aumenta i rischi

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
4 min

Washington valuta regole più severe sulla produzione nordamericana: per Stellantis, Ford e GM possibili miliardi di costi aggiuntivi

Stellantis schiacciata sul supporto: la stretta Usa sull’USMCA aumenta i rischi
Il partner ideale che ti supporta nell'investimento azionario. Analisi quotidiane e approfondimenti su tutti i titoli della Borsa Italiana, sugli ETF/ETN, sui titoli quotati a Wall Street e nelle principali piazze azionarie europee. I livelli operativi suggeriti dal nostro algoritmo. Non perdere l'occasione, ti aspettiamo su www.megatrader.it

Stellantis continua a muoversi sotto pressione a Piazza Affari

Il titolo quota intorno a 4,62 euro, praticamente invariato, ma il dato più significativo arriva ancora una volta dal grafico: i prezzi sono tornati a contatto con il supporto di area 4,60 euro, livello sul quale nelle ultime sedute si sta concentrando il confronto tra compratori e venditori.

Stellantis schiacciata sul supporto: la stretta Usa sull’USMCA aumenta i rischi

Il quadro fondamentale, nel frattempo, torna a complicarsi per l'intero settore automobilistico nordamericano.

L'amministrazione statunitense starebbe infatti valutando un significativo irrigidimento delle regole previste dall'USMCA, l'accordo commerciale che lega Stati Uniti, Messico e Canada.

Washington vuole più produzione negli Stati Uniti

Tra le ipotesi allo studio ci sarebbe l'obbligo che almeno il 50% del contenuto dei veicoli sia prodotto negli Stati Uniti per poter beneficiare delle condizioni tariffarie più favorevoli.

A questo si aggiungerebbe un aumento della quota complessiva di componentistica nordamericana rispetto all'attuale soglia del 75%.

La misura avrebbe un obiettivo evidente: spingere le case automobilistiche a riportare una quota maggiore della produzione negli Stati Uniti.

Per i produttori, però, la conseguenza potrebbe essere un nuovo aumento dei costi proprio mentre il settore sta ancora cercando di assorbire l'impatto dei dazi introdotti nell'ultimo anno su automobili, componenti, acciaio e alluminio.

Secondo le stime citate da Reuters, le nuove regole potrebbero determinare almeno 2 miliardi di dollari di costi aggiuntivi annui per ciascuna delle grandi case automobilistiche di Detroit.

Stellantis tra i gruppi maggiormente esposti

Banca Akros ritiene che un eventuale irrigidimento dell'USMCA sarebbe negativo per l'intero settore automobilistico nordamericano, con conseguenze particolarmente importanti per Stellantis, Ford e General Motors.

I rischi riguardano soprattutto tre aspetti: maggiori costi industriali, nuovi investimenti necessari per aumentare la produzione negli Stati Uniti e minore competitività sui prezzi.

Il problema arriva in un momento nel quale i costruttori americani sostengono già di essere penalizzati rispetto ai concorrenti asiatici ed europei.

Ford, GM e Stellantis lamentano infatti che diversi produttori stranieri possano esportare negli Stati Uniti pagando un dazio forfettario del 15%, mentre le catene produttive integrate tra Stati Uniti, Messico e Canada devono fare i conti con una struttura tariffaria più complessa.

Non sorprende quindi che le case automobilistiche di Detroit si stiano preparando a una forte attività di lobbying in vista del nuovo round di negoziati tra Stati Uniti e Messico previsto per settembre.

Ford anticipa la svolta verso il “Made in USA”

Un'indicazione della direzione nella quale potrebbe muoversi il settore è già arrivata da Ford, che ha annunciato il trasferimento negli Stati Uniti della produzione di alcuni modelli Lincoln destinati al mercato americano e attualmente realizzati in Cina.

La Casa Bianca punta chiaramente a utilizzare la leva commerciale per accelerare il reshoring della produzione automobilistica, ma la transizione richiede tempo e soprattutto capitali.

Ed è proprio questo uno degli elementi che preoccupano maggiormente il mercato: investire nuovi miliardi negli impianti americani mentre margini e redditività sono già sottoposti alla pressione dei dazi.

Stellantis, area 4,60 euro diventa decisiva

Il grafico di Stellantis fotografa perfettamente questa fase di difficoltà. Il titolo proviene da un trend ribassista molto pronunciato e dai massimi di dicembre, superiori a 10 euro, ha perso oltre metà del proprio valore.

Dopo il tentativo di stabilizzazione sviluppato tra giugno e luglio intorno a 5 euro, le quotazioni hanno ripreso a scendere e sono nuovamente arrivate sul supporto di area 4,60 euro.

È un livello tecnico particolarmente importante perché rappresenta ormai l'ultimo argine visibile sui minimi recenti. La tenuta di 4,60 euro potrebbe favorire almeno un tentativo di rimbalzo, inizialmente verso area 4,90-5,00 euro e successivamente verso 5,20-5,30 euro.

Al contrario, una rottura confermata di 4,60 euro aggraverebbe ulteriormente il quadro tecnico. In assenza di supporti ravvicinati chiaramente definiti dal grafico, aumenterebbe infatti il rischio di una nuova gamba ribassista e della ricerca di nuovi minimi.

Per il momento, quindi, Stellantis rimane schiacciata sul supporto. E con il negoziato sull'USMCA in arrivo a settembre, alla debolezza tecnica si aggiunge un'incertezza fondamentale che il mercato difficilmente potrà ignorare.

Portafogli settimanali FTAOnline. Segnali operativi a scelta su: Etf azionario globale - Etf leva 3 long su azioni, bond, commodity, forex - Etf leva a 3 short su azioni, bond, commodity - Principali titoli del Ftse Mib - Titoli tecnologici USA del paniere Fang+ - Maggiori titoli dell’Eurostoxx 50 - Titoli del paniere Granolas (11 grandi aziende europee). Per avere maggiori informazioni ufficiostudi@ftaonline.com o +39 375 642 2515 anche via WhatsApp. Acquista il servizio a condizioni particolarmente vantaggiose a https://buy.stripe.com/9B63cugAx4Ycc7xdsj53O3n