T. Rowe Price – I mercati potrebbero sottovalutare un eventuale cambio di tendenza. Ecco perché

di FTA Online News pubblicato:
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A cura di Ritu Vohora, CFA, Investment Strategist, Capital Markets, T. Rowe Price.

I mercati si trovano ad affrontare una competizione globale, caratterizzata da scontri geopolitici, investimenti ingenti e un gioco sempre più imprevedibile. Gli investitori si sono dimostrati molto lucidi di fronte a questi movimenti contrastanti, anche se i colpi di scena nella guerra in Iran hanno complicato le prospettive economiche. Gli asset rischiosi hanno registrato un forte rimbalzo dopo una breve battuta d'arresto, con diversi indici azionari che hanno raggiunto nuovi massimi.

Rischi in aumento
La resilienza degli asset rischiosi non è priva di fondamento. L'anno è iniziato con una crescita resiliente, un solido slancio degli utili e condizioni finanziarie favorevoli. Gli investimenti nell'IA e la spesa fiscale hanno fornito ulteriore slancio ai mercati, mentre i rischi di recessione sono rimasti su livelli contenuti.

I progressi nell'IA e i contratti di alto profilo hanno continuato a sostenere l'ottimismo del mercato. Ma l'eccessiva fiducia nei titoli di maggior appeal – in particolare i titoli del software – è una preoccupazione crescente, dati gli investimenti storici degli hyperscaler e le variazioni dei valori a termine. Anche alcuni settori del credito privato hanno sollevato interrogativi in merito al posizionamento e al rischio. I mercati potrebbero sottovalutare la rapidità con cui il trend può cambiare.

Il nodo delle catene di approvvigionamento
La situazione nello Stretto di Hormuz sottolinea quanto le catene di approvvigionamento siano diventate una fonte di leva. Sebbene sia gli Stati Uniti che l'Iran abbiano interesse a raggiungere rapidamente un accordo e a riaprire lo stretto, gli investitori non dovrebbero escludere la possibilità di una significativa escalation o di un conflitto prolungato e congelato. I rischi sottostanti sono di natura inflazionistica.

Lo shock dell'approvvigionamento energetico è grave, globale e asimmetrico. Oltre al petrolio, le interruzioni dell'approvvigionamento si stanno propagando a diesel e carburante per aerei, fertilizzanti, zolfo ed elio. Lo shock del carburante per aerei è il più acuto. Potrebbero presto emergere carenze reali, che probabilmente interromperanno i voli, ostacoleranno i trasporti e il turismo e amplificheranno le pressioni economiche più ampie.

Gli analisti della nostra piattaforma di ricerca stimano che il traffico attraverso lo stretto debba tornare ad almeno un terzo o alla metà dei livelli precedenti affinché le catene di approvvigionamento possano normalizzarsi. Ma il tempo per evitare danni più duraturi si sta esaurendo.

Fari puntati sull'inflazione
Finora, gli investitori hanno considerato il corrispondente picco dei prezzi dell'energia come temporaneo. Se gli effetti di secondo impatto dovessero propagarsi attraverso i salari, i prezzi dei generi alimentari o misure di prezzo più ampie, i rischi di inflazione passerebbero da un semplice segnale di cautela a un vero e proprio campanello d'allarme. Le aspettative di inflazione contano per i mercati tanto quanto lo shock iniziale.

Come copertura difensiva, gli asset reali, il debito indicizzato all'inflazione e l'oro offrono un importante potenziale di copertura contro le minacce inflazionistiche.

Le divergenze regionali aggiungono complessità alle prospettive di mercato. Gli Stati Uniti sono relativamente ben posizionati, sostenuti dall'indipendenza energetica, dalla politica fiscale e dai forti investimenti guidati dall'intelligenza artificiale. Finché le aspettative di inflazione rimangono ancorate e gli effetti di secondo impatto sono contenuti, l'economia statunitense può continuare a resistere alla pressione. La Federal Reserve dovrebbe mantenere la rotta e potrebbe persino riprendere i tagli nel quarto trimestre.

L'Europa, in quanto importatore netto di energia, è più esposta agli shock di offerta, il che aggiunge ulteriori sfide a un'inflazione più persistente e a un mercato del lavoro teso. Ciò mantiene i policymaker in allerta e potrebbe spingerli a intervenire con due aumenti dei tassi nel 2026.

Di conseguenza, le azioni europee potrebbero avere un ruolo meno protagonista nell'andamento del mercato rispetto allo scorso anno.

Molti investitori hanno fatto affidamento sul sostegno della politica, aspettandosi che le autorità intervenissero rapidamente per stabilizzare i mercati. Ma gli orientamenti politici stanno diventando più difensivi. Proprio come l'invasione russa dell'Ucraina ha ridefinito le priorità di difesa, il conflitto con l'Iran accelererà probabilmente il nazionalismo delle risorse, la sicurezza energetica e l'attenzione alle catene di approvvigionamento strategiche. La politica economica e la sicurezza nazionale sono sempre più intrecciate, rafforzando una transizione verso un sistema globale più frammentato.

La rotazione verso emergenti, value e small cap
È importante sottolineare che la spinta a rivitalizzare la capacità interna, insieme a una maggiore spesa per la difesa e per le infrastrutture di IA, probabilmente creerà opportunità al di là della ristretta cerchia delle aziende di maggiore appeal. L'ampliamento del mercato osservato nel 2025 ha mantenuto il suo slancio anche quest'anno: i mercati emergenti, i titoli value e le small cap – i perdenti degli ultimi anni – hanno contribuito in misura maggiore ai rendimenti.

Inoltre, le opportunità legate all'IA non riguardano più solo la capacità di spesa e le competenze, ma anche la capacità di resistenza. Quello che era iniziato come un tema asset-light, incentrato su software e servizi, è ora una storia fatta di infrastrutture fisiche e ingenti investimenti di capitale. Le opportunità si sono estese ai semiconduttori, ai data center, al raffreddamento, all'energia e alle infrastrutture.

Tuttavia, le valutazioni relative dei titoli growth large cap negli USA, che sono più resistenti agli alti prezzi dell'energia, sono diventate più attraenti e aumentano il fascino di un approccio "barbell" (a bilanciere) nei titoli azionari.

I fattori alla base del sentiment rialzista – crescita degli utili, sostegno fiscale e innovazione nell'IA – sono per ora intatti. Ma il continuo rialzo degli asset rischiosi e il delicato contesto geopolitico rendono i mercati vulnerabili alle delusioni. Affidarsi meno a "singoli" titoli e più alla costruzione del portafoglio, alla disciplina e alla resilienza dovrebbe rimanere una strategia duratura.

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