UniCredit riafferma piena conformità e trasparenza nell’offerta su Commerzbank

di Roberto Vergano pubblicato:
3 min

Il comunicato stampa

UniCredit riafferma piena conformità e trasparenza nell’offerta su Commerzbank
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Fino a oggi UniCredit ha deliberatamente evitato di intervenire rispetto alla retorica negativa sviluppatasi attorno all’elevato livello di adesioni da parte degli azionisti di Commerzbank. Tale retorica ha contribuito unicamente a distogliere l’attenzione dai fondamentali dell’operazione e dagli importanti benefici che una combinazione tra HypoVereinsBank e Commerzbank potrebbe generare per gli investitori, gli stakeholder e il sistema economico tedesco. Alla luce della persistente e sistematica diffusione di informazioni inesatte e fuorvianti, nonché delle interferenze nel corretto svolgimento e nell’integrità del processo di offerta — incluso la sollecitazione di verifiche regolamentari e legali — UniCredit ritiene necessario chiarire la propria posizione al fine di ristabilire una corretta rappresentazione dei fatti. UniCredit valuterà con la necessaria diligenza le azioni più opportune per proteggere i propri interessi e quelli del mercato alla trasparenza e alla correttezza. Al momento, nell’ambito del continuo dialogo con l’Autorità federale di vigilanza finanziaria (BaFin), UniCredit ha portato tali questioni all’attenzione dell’Autorità stessa, richiedendo una valutazione approfondita delle circostanze relative a tali dichiarazioni, della loro attendibilità e del loro apparente intento di compromettere l’integrità del processo di offerta, generando confusione tra gli stakeholder. UniCredit respinge fermamente ogni accusa o insinuazione riguardante le proprie comunicazioni al mercato e il processo di offerta. Tutte le informative effettuate sono pienamente conformi alla normativa tedesca sui mercati finanziari (German Securities Trading Act) e alle disposizioni in materia di acquisizioni (German Takeover Act), e sono state realizzate nell’ambito di un dialogo costante e trasparente con la BaFin. Tali comunicazioni hanno sempre fornito informazioni chiare e puntuali sia in merito alla posizione sui diritti di voto di UniCredit sia in relazione allo stato di avanzamento dell’offerta. In nessun caso UniCredit ha aggregato o confuso categorie informative che devono essere distinte ai sensi della normativa applicabile; tale rappresentazione è stata invece più volte avanzata da Commerzbank, apparentemente con l’obiettivo di generare una narrazione distorsiva. A ulteriore testimonianza dell’impegno verso la trasparenza, UniCredit ha inoltre fornito informazioni ulteriori rispetto agli obblighi informativi previsti dalla normativa. Le insinuazioni secondo cui il numero effettivo di azioni conferite sarebbe inferiore, in quanto tali titoli sarebbero stati presi in prestito da UniCredit, risultano infondate e prive di qualsiasi riscontro. Come già chiarito, UniCredit non ha posto in essere operazioni di prestito titoli sulle azioni Commerzbank detenute. Le azioni conferite sono da considerarsi tali a tutti gli effetti e irrevocabilmente impegnate. UniCredit sottolinea che tali questioni non devono distogliere l’attenzione dagli elementi essenziali: la partecipazione diretta detenuta, unitamente alle adesioni valide raccolte nell’ambito dell’offerta pubblica di scambio, supera ampiamente la soglia del 30% indicata come obiettivo dell’operazione. Qualora UniCredit ottenesse un adeguato sostegno assembleare in sede di Assemblea dei soci, sarebbe nella posizione di nominare tutti i rappresentanti degli azionisti nel Consiglio di Sorveglianza, il quale a sua volta sarebbe competente per la nomina del Consiglio di Gestione. UniCredit ritiene che tale assetto consentirebbe l’attuazione di una strategia orientata alla creazione di valore di lungo periodo, rafforzando Commerzbank, in particolare nel mercato domestico tedesco, e posizionandola in maniera competitiva per il futuro. Qualsiasi affermazione secondo cui per tali interventi di governance sarebbe necessaria una soglia più elevata non è corretta. Una maggioranza qualificata del 75% assembleare è richiesta esclusivamente per operazioni di fusione o altre riorganizzazioni societarie straordinarie. Tuttavia, tale scenario non è attuale, in quanto UniCredit ha più volte ribadito in modo chiaro e inequivocabile di non avere intenzione di procedere a una fusione tra Commerzbank e HypoVereinsbank prima che Commerzbank sia adeguatamente rafforzata e trasformata. Resta motivo di rammarico rilevare come Commerzbank eviti di confrontarsi nel merito di un’operazione che presenta significative opportunità di creazione di valore e di benefici di lungo periodo per gli azionisti, gli stakeholder, l’economia tedesca ed Europea, preferendo invece focalizzarsi su accuse prive di fondamento, con il rischio di compromettere l’integrità del processo di offerta e generare disorientamento tra gli stakeholder. Tale atteggiamento distoglie dall’opportunità strategica di costruire un campione bancario europeo più solido e competitivo, in grado di creare valore per tutti gli attori coinvolti.